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BOLLETTE, DOLORI E RISPOSTE SI RATEIZZANO

“A volte io ho paura di voi più che della solitudine”(Psyco, 2012 – Samuele Bersani)

Peso:  -400 gr

E poi ci sono quelle giornatacce! Giovedì causa chiusura scuola per disinfestazione sono rimasto tutta la giornata con i due gemelli psicopatici che accompagno la mattina a scuola. Le altre due baby-sitter che lavorano con “la tetttesca” non potevano (tra l’altro sono due donne non giovanissime, una è anche nonna, che stanno con i bambini il pomeriggio o la sera).

I due gemelli psicopatici hanno 8 anni. Immaginate tutte le cose meravigliose che hanno i bambini a questa età e fate la radice quadrata. Immaginate tutte le cose che non sopportate dei bambini a questa età e moltiplicatale per 10. Ecco questi sono i due gemelli psicopatici. Due sono le cose che ho detto: non uccidetemi e non uccidetevi. Per fortuna davanti alla TV vanno in coma farmacologico. La madre è tedesca, che chiamerò Inge, è algida, capelli rossi (tinta dalla stessa parrucchiera di Milva) e cammina come se avesse perennemente una mazza nel culo. Il padre è indagato per aver gonfiato delle licenze di non so quale programma informatico, per poter favorire la vittoria a una società in una gara d’appalto. Io vado tutte le mattine a casa loro, mentre i bambini ancora dormono. Quelle 10 ore lavorative (circa due al giorno, dalle 6.30-8.20) mi danno uno stipendio di 400 euro al mese. Il mio compito è svegliare i bambini, dargli la colazione e accompagnarli a scuola. Il marito, come al solito, mi ha lanciato uno sguardo schifato (è tangibile come l’odore della merda calda il suo entusiasmo nei miei confronti). Fra loro c’è un’empatia, di poco inferiore, a quella che c’è fra due cadaveri. Io non ho mai capito perché lei mi abbia voluto a tutti i costi come baby-sitter. Questo lo so per certo. Il mio contatto l’ha avuto tramite la mia amica Flavia e poi senza neanche farmi un “colloquio conoscitivo” ha deciso che ero il “baby-sitter ideale”. Il perché l’ho capito nel tardo pomeriggio.

Alle 18 lei è arrivata e la prima cosa che ha detto è stata: “Vuoi farmi compagnia? Vuoi bere qualcosa?” E l’ha detto con il suo forte accento tedesco. Non sapevo che fare. Una donna che a stento mi ha rivolto la parola in un anno e mezzo, se non per le cose necessarie dei suoi psicopatici bambini.

Io: “Ahem eh..va bene. Grazie.”

Inge: “Cosa preferisci: vodka, birra, vino o un prosecco.”

Io: “La birra è perfetta. Grazie.”

Inge: “Meglio una vodka.”

Sottotitoli per non udenti: Che cazzo me lo chiedi a fare?

Non so perché ma io mi sentivo, come dire, ufficiosamente, fuori luogo.

Inge: “Mio marito mi tradisce. Non è vero che ha una riunione di lavoro. Qualche puttanella è sempre disponibile per lui.”

Ecco in quel preciso momento mi sono sentito ufficialmente fuori luogo.

Ha cominciato a guardarmi e a tracannare il suo vodka.

Inge: “Mio marito sbavava sulle ultime due baby-sitter. Ci è andato a letto. Attraverso delle mie conoscenze ho trovato ad entrambe lavoro a tempo indeterminato. Il lavoro oggi tira tanto, molto più di un uccello.”

Sottotitoli per non udenti: Se ci fossi andato io a letto a quest’ora avrebbe trovato a me il lavoro. E mi sarei sistemato! Galline fortunate. È proprio vero che tutto giro intorno alla fica, soprattutto il lavoro!

Inge: “A cosa stai pensando?”

A quel punto ho dovuto pensare a una risposta diplomatica che non alterasse il già danneggiato equilibrio del nostro sistema solare, per cui ho semplicemente detto: “Ohh … mi dispiace.”

Inge: “Risparmiami le tue parole di cortesia e per questo che ho scelto un baby-sitter frocio.”

Sottotitoli per non udenti: Daje. Alla faccia del politicamente corretto. May Day! May Day! Qualcuno venga in soccorso. Telefono squilla please!

Io: “Ehmm, capisco..…”

Inge: “Lui non è stato contento che avessi scelto un babysitter frocio.”

Sottotitoli per non udenti: Aridaje. E poi io mi faccio le seghe mentali sul cercare di essere diplomatico con il prossimo!

Inge: “Lui pensa che potresti avere una brutta influenza sui bambini. Ma su questa battaglia sapeva di perdere altrimenti gli avrei sbattuto in faccia tutto quello che sta facendo da anni.”

Sottotitoli per non udenti: Eh certo! Comprendo il suo punto di vista, magari stringo la mano dei suoi figli e diventano froci come me.

Inge: “Sai non è favorevole ai froci, al matrimonio e a tutto il resto. Per carità pensa che dovrebbero vivere la loro vita, ma senza dover dire nulla a nessuno. Nel più totale silenzio.”

Sottotitoli per non udenti: Esattamente come fa lui con le sue mignotte?

Inge: “Tutti hanno un gay come amico, come parente, come collega di lavoro. Tutti fanno i liberali, quelli dalla mentalità aperta, ma poi nei fatti per lui sono tutti ipocriti, perché se qualcuno ha un figlio frocio nel più profondo non lo accetta. Anche queste Unioni Civili alla fine sono state solo un contentino per metterli a tacere, in fondo ci sono sempre delle differenze con i matrimoni eterosessuali e se penso al concetto di fedeltà a me viene da ridere o forse da piangere. Io non sono così categorica. La verità è meglio avere un figlio frocio che un bastardo che fa soffrire le donne. Pensa siamo andati anche al Family Day e ti confesso che mi sono sentita un po’ a disagio, ma non ho potuto fare diversamente. Io però adesso non so più come comportarmi con lui. Che cosa dovrei fare secondo te?”

E mentre tracannava il quarto bicchierino di vodka mi sono detto: il kamasutra quante posizione ha? Non lo so. Certo è che non si può stare sempre e solo a 90 gradi. Fanculo al May Day a cui non ha risposto nessuno. Fanculo ai 400 euro al mese. Fanculo al marito dell’anno. Fanculo ai sottotitoli per non udenti.

Io: “Mi scusi ma io devo andare.”

Inge: “Ma come non hai bevuto neanche un sorso di vodka.”

Io: “Non mi piace la vodka, volevo la birra. E comunque ora non ho sete. Non so che dirle. In quasi due anni che ci conosciamo non mi ha mai chiesto nulla, se sono fidanzato, come vanno le cose nella mia vita, come mai a quarant’anni e rotti faccio il baby-sitter, e adesso sentirla parlare della sua vita privata mi mette un po’ a disagio. Francamente non ho soluzioni alla mia vita, e quindi non penso di averla per la sua, ma se crede che prendendo un baby-sitter frocio terrà lontano suo marito lontano dalla fregna di qualche donzella ritengo che il suo approccio sia sbagliato. E credo che lei lo sappia. Sa benissimo di che pasta è fatto, deve solo decidere fino a che punto continuare a fare la moglie devota per il Family Day. Ora se mi può pagare per favore, vorrei andare a casa.”

In quel preciso istante il suo volto è diventato immobile e con la bocca leggermente aperta. Ictus, paresi facciale o ischemia cerebrale? Non lo so, di certo io ho capito due cose in quel momento:

  1. Le ho sicuramente tolto la mazza dal culo.
  2. Non ho cagato solo fuori dal vaso, ma ho cagato in tutto l’appartamento.

Inge: “Ohhh certo. Ecco. Questi sono i tuoi soldi. Ci vediamo domani mattina alla stessa ora. Spero che ci sarai. Ok?”

Io: “Va bene.”

Inge: “A volte io sono una persona troppo schietta, spero di non averti in qualche modo offeso dicendo quelle cose. Se l’ho fatto ti chiedo scusa. A volte io mi sento, mi sento sola e poi … niente, scusa.”

Io: “No, nessun problema.  Sono stato schietto anche io. Buona serata.”

Mentre tornavo a casa. A piedi. Ero talmente nervoso che ho cambiato strada e mi sono perso. Non mi sembrava di riconoscere nessun vicolo. La verità è che ero turbato. E quando sono turbato nella mia vita sale tutto a galla. E pensavo a quello stronzo del marito della tedesca. Indagato, che tradisce la moglie e va pure al Family Day. E dalla sua bocca si permette anche di mandare giudizi. Ora io non dico di essere una persona migliore di lui, ma ero curioso di sapere in cosa lui pensasse di essere migliore di me. Cazzo, io non è che non ho scheletri nell’armadio, anzi il mio armadio è un vero è proprio mausoleo. Sono convinto che ai musei vaticani mi assumerebbero all’istante, anche come direttore, se scoprissero quanta cura ci metto nel preservare al meglio gli scheletri. Le parole fanno più male di un calcio nei coglioni. Il dolore del calcio poi passa, ma le parole invece si sedimentano e anche quando pensi o credi di non darci nessun peso, quando meno te lo aspetti tornano a galla. E camminando sono arrivato davanti ad un supermercato e ho pensato alle mie fiesta. Ecco ogni tanto bisognerebbe volersi un po’ di bene, no? Il problema è sapere cosa mi fa male e cosa mi fa bene. Da quando ho cominciato la dieta non ho toccato nessuna fiesta. In quel momento ho pensato: fanculo ai quasi 5 chili che ho perso, fanculo al blog che voglio chiudere e alla mia stupida idea di aprirlo.

Ma prima di entrare davanti a me è passato un gatto, sembrava il mio Ulisse. Ho provato ad accarezzarlo, ma è scappato via. Allora ho inviato un sms. Ho pensato a Luca. Siamo amici da oltre vent’anni.

Ore 18.47 Io: “Hey Lu cercando di essere il meno hegeliano possibile, perché non ho connessione ad internet sul cellulare per tradurre le tue risposte su Google Translate, ho bisogno di farti una domanda che non ti ho mai fatto, in questi oltre 4 lustri che ci conosciamo (fa molto nerd la parola lustro. È adatta a te? Non trovi?). Ma come reagiresti se dovessi avere un figlio gay?”

È vero che ci sono argomenti che preferisco non toccare in nessuna discussione, sono un po’ come quelle ferite sulla pelle che non si cicatrizzano mai, altrimenti riprendono a sanguinare. Non so perché ho pensato a lui. Lui non ha figli. Avrei potuto inviarlo ad altri amici, magari quelli che hanno figli. Ipocrisia? Paura? Diciamo che non era la serata giusta. Per arrivare a fine mese ho rateizzato le bollette, per arrivare a fine giornata ho imparato a rateizzare il dolore e certe fottute risposte. Ero davanti supermercato, in una via che non conoscevo, e stavo per entrare, quando è arrivato l’sms di HegeLuca.

Ore 18.53 Hegel (Luca): “Non me ne fregherebbe nulla. Vorrei solo che fosse felice, ma ti confesso che sarei seriamente preoccupato se fosse una testa di cazzo come te.”

Quando ho letto il suo sms mi sono messo a ridere e nel supermercato non ci sono più entrato. E poi, così quasi per magia, senza neanche rendermene conto, ho ritrovato la strada per casa.

008 Io e HegeLucaIo ed HegeLuca. La sera mi ha fatto una sorpresa ed è venuto a casa e mi ha portato in pizzeria (fanculo la dieta almeno per una sera!). A Luca piacevano i miei calzini, a me le sue scarpe.

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55 thoughts on “BOLLETTE, DOLORI E RISPOSTE SI RATEIZZANO

  1. L’ipocrisia ormai è ovunque! Tutti hanno ampie vedute, menti aperte…. ma quando alcune cose toccano la loro vita personale diventano più ottusi di chiunque altro! Che poi chi li tocca?! Chi se li fila!!!!! Parlo così perché è successo da veramente poco ad un mio caro amico, con i genitori!

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  2. Sono rimasta come un’ebete a leggerti….. Mi fai sto effetto! Eh non so se ste cose tiapitino veremente, ma scrivendoke in modo così ironico e a volte divertente, ci piazzi dentro tante veritâ e riflessioni… Tutti pronti a giudicare senza mai capire o conoscere…
    e in giro ci sono tante belle facciate ma che dietro vanno a pezzi… E si puo essere soli in mezzo a tanti!
    E hai fatto bene con la pizza! Ogni tanto fangul la dieta!

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  3. siamo molto in sintonia, darling, sabato sera ho rischiato di comprare un pacchetto di Winston Blue… pessimo periodo.
    ho resistito, ma talvolta UCCIDEREI e non per una sigaretta generica, solo per una Winston… mah!

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    • no no .. non va bene che che non ti arrivano i miei aggiornamenti. Petizione online contro wordpress? Va beh dai ci sono cose più importanti 😉 Comunque in genere posto il lunedì mattina sul presto. E sì continuo a fare il baby-sitter … la mattina corro da loro .. !! Per certi aspetti va anche un po’ meglio. Poi domani chissà. Tks allogata 😉

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  4. uè orsotto bello! cia! ero passata a vedere se avevi scritto… ma no, però oggi vedo la foto che l’altro giorno non mi si apriva! ma che carucci i calzini! mo li voglio! emh.. ma che piede piccolo hai? sto rosicando: io donna, alta 172, quindi manco na cifra, porto 42…………. ghhhhhhh!

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    • uèèè bellissima! Posto le cose il lunedì che il giorno della pesa delle vacche :-/ in settimana raccolgo i miei pensieri e mi guardo attorno. Ho il piede di cenerentola 42-43 a secondo delle scarpe ….. i miei calzini ti starebbero una favola 😀 Sono il mio must, ne ho di tutti i tipi e anche le cravatte, ma queste oramai non essendo più un lavoratore (inteso come impiegato) si stanno ammuffendo in armadio…..bacioni

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      • tesò! ma quanto sei bello tu! uè, ma non avevo mai fatto caso che nella fotina avessi i piedini scalzi! la pesa delle vacche! 😀 io sono latte dipendenta, ne vorrei una sul terrazzo!
        ma daiiiiii prestami i calzini allora, sono splendastici! in relatà anche le tue scarpe potresti prestarmi!
        allora il lunedì mi piazzo in primafila davanti al tuo blog coi pop corn! bacini caro!

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  5. LuminariaSprecata ha detto:

    Ti posso mandare un abbraccio forte forte forte? Anche se solo virtuale spero ti arrivi. Non sai quanto sia stanca di tutta questa stupida ipocrisia. Poveri loro costretti a recitare per tutta la vita, indossando una maschera che gli sta pure troppo stretta.
    Belli, invece, i tuoi occhi disincantati ma veri.
    Un abbraccio

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  6. Pingback: I SOLITI LUNEDÌ DELL’ORSO | Orso Romeo

  7. Non ho ancora deciso se sei un abile romanziere o se la tua vita é davvero così incredibile! In ogni caso a leggerti non ci si annoia proprio mai, figuriamoci a viverti. HegeLuca e gli altri amici tuoi sono straordinariamente fortunati. Ma credo lo sappiano.

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      • Grazie, anche se sono uno che per la vita che ha avuto faccio fatica ad accettare i complimenti. Non perchè siano finti, ma perchè penso io di non meritarli, ma questo blog chilo-terapeutico mi sta facendo uscire fuori da certi schemi. Tks

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      • Devi assolutamente uscirne -disse colei che e predicava bene e razzolava malissimo – la vita che abbiamo avuto non ci definisce. Altrimenti fidati che saremmo tutti fottuti. Ma proprio TUTTI.

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      • Mi spiace e anche se mi rendo conto che non é assolutamentissimamente la stessa cosa ho avuto entrambe le nonne malate di Alzheimer. Una delle due iniziava quando sono nata. Quindi so cosa vuol dire, anche se non so cosa vuol dire con un genitore. Ma visto che i geni ci sono se non toccherà a loro, magari toccherà a una di noi. Vabbé volevo mandarti un messaggio confortante e invece ho fatto l’opposto (io a mal comune Pippo Baudo non ci ho mai creduto!). Facciamo che fingi di non aver letto fino a qui! Ti mando solo un grande abbraccio. Daje Romé! 😘

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      • Lo so vedo grey’s pure io 😀 la predisposizione genetica, quest’anno sto comunque facendo molti progressi, magari entro la fine del 2016 trovo un lavoro o meglio un uomo ricco che mi mantiene 😀 Ricambio abbraccio! WordPress è un luogo virtuale pieno di belle sorprese 😉

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  8. Pingback: L’ORSO RAMPANTE | Orso Romeo

  9. Non entrate in quella casa!!!
    I gemelli psicopatici, il marito fedifrago e pure omofobo e per non farsi mancare nulla.. la mamma tettesca regina di diplomazia!!!
    Spero tanto che quando raggiungerai il peso forma non smetterai di raccontarci in modo così ironico la tua vita.

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