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QUELLA FOTTUTA BOCCA

“Io non sono la mia bocca, né le mie parole” (Sé, 2015 – Irene Grandi)

Peso: – 900 gr

Detesto andare all’ufficio postale, soprattutto pagare le bollette, per quanto concettualmente sia giusto il principio, ma le scadenze coincidono sempre con il ritiro delle pensioni. E spesso c’è fila. Troppa umanità per il mio instabile equilibrio mentale. E questo giovedì un’ora e mezza di attesa, per vedere finalmente sul display il mio numero e andare a pagare.

E poi? E poi tirare fuori il peggio di me.

Romeo: “Buongiorno devo pagare tre bollette. Lo faccio in contanti. Grazie.”

Impiegata: “Buongiorno. Ma lei è titolare di un conto BancoPosta?”

Romeo: “Sì, l’ho aperto qui.”

Impiegata: “Guardi c’è un’occasione di previdenza complementare, per poter….”

Romeo: “Grazie, ma non sono interessato a nulla. Vorrei solo pagare le bollette.”

Impiegata: “Però quello che voglio di dire e che c’è una possibilità di crearsi una pensione alternativa, in modo ….”

Romeo: “Ho capito, ma non sono interessato, vorrei solo pagare le bollette.”

Impiegata: “Ma lei non mi fa parlare, come fa a sapere di non essere interessato. Quello che voglio dire è…”

Romeo: “E che non sono interessato a nulla. Punto.”

Impiegata: “Guardi però…”

Romeo: “Io quando vedo la pubblicità in TV cambio canale, ora secondo lei cosa devo fare? Prendere un altro bigliettino e augurarmi di finire in un altro sportello che non sia il suo?”

Impiegata: “Non c’è bisogno di essere così maleducato.”

Romeo: “Le ho detto più di una volta che non sono interessato a nessuna offerta, e meno che meno a un’integrazione pensionistica, visto che neanche lavoro e una pensione non la vedrò mai.”

Impiegata: “Vedo che paga in contanti, evidentemente qualcosa fa per pagare le bollette.”

Romeo: “Faccio pompini, senza contratti e senza partita IVA.”

Impiegata: “Lei mi sta mettendo a disagio.”

Romeo: “Se vuole possiamo stare qui a discutere sulla differenza filosofica che c’è fra dito al culo o dito nel culo, oppure posso pagare le mie bollette, magari senza pubblicità progresso. Lei cosa dice?”

Ed ecco lì. Calato il silenzio. L’impiegata ha cominciato a registrare i miei pagamenti. Non è possibile che ci deve essere sempre qualcuno che ti vuole vendere qualcosa. A casa bussano per giudicare un orso colorato dietro la porta; il telefono squilla con tutte le compagnie telefoniche per offrirti vantaggi, e poi operatori pronti a offrirti gas e luce a prezzi incredibili. Tutti buoni. Tutti pronti a offrirti il meglio. E che cazzo eh, ma un attimo di tregua mai? Eppure in quel momento mi sono lasciato prendere dai sensi di colpa, come quando mi sveglio nel cuore della notte e i miei polmoni sembrano alimenti involti nel cellophane. Sento che mi manca l’aria e allora cerco nella dispensa o nel frigo qualcosa che mi faccia uscire dalla mia iperventilazione. E penso che il cibo mi aiuterà a non soffocare, a non farmi piangere, a non lasciare che i miei pensieri bui possano prendere il sopravvento. A quest’ora nessuno mi vede se mangio, a parte la mia coscienza. Sono stato duro, asettico e anche un po’ stronzo per la verità. Ho sperato fino alla fine che l’impiegata “capisse in pieno” le mie parole o guardasse il linguaggio del mio corpo, ma niente. È vero che lei non sapeva che dietro il papabile cliente c’è una persona, una vita, una storia, ma anch’io mi sono dimenticato che dietro la figura dell’impiegata c’è una persona, con la sua vita e la sua storia. Magari i capi la opprimono tutti i giorni per vendere, vendere e vendere. Volevo chiederle scusa, farle notare che entrambi abbiamo cagato fuori dal vaso, ma non ho avuto il coraggio. Mi sono tolto gli occhiali da sole, sperando che leggesse un certo dispiacere nel mio sguardo da orso pentito. Per un attimo i nostri occhi si sono incrociati e ho avuto la sensazione che avesse capito. O a me piaceva credere così. Quando poi finalmente l’operazione è terminata, mi sono preparato ad andare via. Peccato che nell’istante in cui mi sono girato ho notato che tutti, e dico tutti, nell’ufficio postale mi stavano guardando. Anche gli stessi impiegati, che mentre digitavano sulla tastiera, lanciavano sguardi. Ora io non mi sono reso conto di quale fosse stato il tono del nostro piccolo battibecco, ma in quel momento penso che nessuna bilancia avrebbe mai potuto sostenere il mio peso, perché sono sprofondato giù, ho attraversato il centro della terra, fino a raggiungere l’altra parte del mondo.

Altro che lettera scarlatta, sulla schiena un tatuaggio con la scritta: Orso pompinaro! Sarà stato il mio imbarazzo, ma guardando i loro volti, mi sembrava di sentire i loro pensieri in dolby surround 5.1 che si accavallavano nel mio cervello:

– Che lavoro fa quello? Ho capito bene. –

– Che schifo! Dio è davvero morto. –

– 40 anni di lavoro e pijà na pensione de merda. Questo ha capito tutto da ‘sta cazzo de vita. –

– Oddio se penso ad un coso che entra in quella bocca. –

– Beato lui! –

– ‘Sti ricchioni stanno ovunque. Non c’è scampo. –

– Questo con i pompini ha svoltato! –

Uno dietro l’altro mi sembrava di sentirli tutti. Ho pensato: e adesso che faccio? Io dovevo spiegare, a circa 40 persone, che la mia è stata una provocazione, che non faccio i pompini per campare, che ero stanco e che ero venuto per pagare tre bollette, un’operazione di scarsi due minuti e non per sorbirmi una (posta)vendita pensionistica. Non è che mi devo giustificare con una sconosciuta se non m’interessa aderire a un’offerta commerciale. Un attimo di giramento di coglioni ce l’abbiamo tutti o no? Ma come glielo spiegavo? E poi scusate ma c’è gente che si è fatta i selfie con Schettino e poi li ha pubblicati su facebook, gongolando dei like ricevuti; c’è chi va a messa e poi a casa bastona la moglie; c’è gente che lascia l’immondizia per terra a pochi centimetri dai bidoni; c’è chi non paga le tasse e poi va al mare con lo yacht, non lo so, ma io mi chiedo, ma questi sono migliori di uno che presumibilmente fa pompini per pagarsi le bollette? Ora il mio principio di vita è: non fare del male al prossimo (e possibilmente neanche a te stesso), il resto sono dettagli che si possono negoziare. La moralità allora dov’è? Io francamente non so dove collocarla, forse è su di una bilancia, il cui peso è variabile, e non dipende solo dall’altezza del soggetto, ma anche dall’età, dalle esperienze, dalla vita, dalle situazioni. Non lo so, so solo che in quell’istante quei 20 passi che mi separavano dallo sportello in cui ero, alla porta scorrevole dell’ufficio postale per poter uscire, sarebbero stati una via di mezzo fra un red carpet e la via crucis.

Ora io ho già una forte difficoltà a salire sulla bilancia per fare i conti con me stesso, con il mio peso, con le mie promesse; a incassare i complimenti, perché mi sento sempre un inadeguato; a scrivere, a parlare di me, a mettermi in discussione, e adesso per colpa di quella mia fottuta bocca, per una cosa orale, nel senso di solo parlato, sono salito su di un palcoscenico. Io! Io che per pudore o carattere, preferisco stare dietro a un sipario, o semplicemente su di un loggione, a guardare lo spettacolo. Ma ormai c’ero salito, che fossero fischi o applausi io da lì dovevo scendere. E poi ho pensato: ma chi se ne frega! La vita è fatta d’infinite sfumature di colori, ma c’è gente che ne vede uno solo, quello del proprio pregiudizio. E a quel punto sono arrivato davanti alla porta scorrevole, ma prima di uscire mi sono voltato, bisognava scendere dal palco, per dare il saluto al pubblico e poi andare via.

Romeo: “Chiedo scusa se ho involontariamente alzato la voce o in qualche modo ho urtato la sensibilità di qualcuno, e che oggi vado di corsa, fuori c’è un cliente che mi aspetta e paga anche molto bene. Buona giornata a tutti.”

016Orso, bollette e libri.

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89 thoughts on “QUELLA FOTTUTA BOCCA

  1. Buondì, Romeo. Sorvolo sull’amaro episodio della posta (son d’accordo con le tue riflessioni) e lascio il mio “Wowowowow” su quel “-900 gr” del titolo. 😉
    Non so come, ma lo scorso lunedì, me lo sentivo che avresti perso peso questa settimana. E la prossima si replica … scommettiamo? 😉

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  2. Buongiorno Ro, hai una dolcezza amara che mi intenerisce nel profondo, ti abbraccerei stretto.
    Episodio pesante, invadente che non doveva accadere. Forse hai ragione, la pressione lavorativa, l’imperizia, la scarsa empatia dell’impiegata hanno creato un incidente evitabile.
    Io lavoro dietro un banco, ogni giorno faccio il pieno di sorrisi e musi lunghi, parole a non finire, consigli, vendite, persone gradevoli, alcune molto sgradevoli. È faticoso, è un gran dispendio di energia, sono una persona con il mio carico di problemi ma devo estraniarmi da tutto per mettermi al servizio degli altri. A volte è dura, la sera cerco di pensare a ciò che ho fatto, se sono stata abbastanza gentile, se potrò rimediare alle carenze. Io spero che quell’impiegata abbia capito e magari in futuro sarà più gentile con te. Io lo farei. “Ogni individuo che incontri sta combattendo una battaglia di cui tu non sai niente: sii gentile, sempre.” ❤

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  3. Eh sì, avresti dovuto dire che fai pompini senza partita iva MA rilasci una ricevuta, le cose sarebbero state totalmente diverse……
    La gente giudica, gode nel pensarsi con quel maledetto martelletto di legno a siglare sentenze, percio io che condivido la timidezza e spesso il senso di inadeguatezza posso (se me lo permetti…..) consigliarti una sola cosa : domiciliazione in banca dei pagamenti.
    Nessuna fila
    Nessuna domanda
    Nessuna persona
    Nessun contatto
    Rapido e indolore…..
    E grandissimo per i -900, altro che pensione integrativa!!

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    • Grazie bella…. ma vedi io invidio il mio conto bancario perchè è leggero leggero e poi come ho scritto a m3mango io non ho “un lavoro da impiegato” con uno stipendio che mi viene accreditato, vivo alla giornata: babysitter, traduzioni e quello che capita! Per cui vengo pagato al momento e sono sempre piccole cifre e con quelle cerco di poi di pagare a inizio mese affitto e bollette!!! Romeo p.s. sto bevendo the verde …;-)

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      • Condivido con te la situazione di precariato, sono una persona che mette insieme le monete per farne almeno tagli da 10 € da poter poi versare in banca….
        Purtroppo la posta per quanto mi riguarda, rimane sempre e solo il luogo dei pensionati che ritirano la pensione e credo che chi spedisce le bollette faccia cadere le scadenze con le pensioni appositamente perché ha installato delle telecamere negli uffici postali e se la ride delle file, dei battibecchi e degli anziani che si prendono (lentamente) a bastonate da passeggio sulla schiena……
        Buon the caro Romeo, speriamo che il mese prossimo non ci sia una super offerta imperdibile sugli investimenti postali a medio/lungo/aldilà termine 😉

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      • Eh vedo che puoi capire 😉 credo di avere lasciato una zampa d’orso che difficilmente si dmentica e considera che io ho aperto un conto lì anni fa, con due lire… diciamo che la prossima volta o stanno zitti o si attrezzano con un cacciatore, magari Leonardo Di Caprio…. solo che questa volta non muore l’orso 😉

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  4. … o forse, caroilmioOrsoMeraviglia ( perchè SEI Meraviglia e non puoi né tantomeno, devi negarlo)… dicevo… forse sono solo pensieri, lasciali andare…
    Spesso, quando le cose nel bene e nel male si fanno con il cuore ( e lo facciamo anche quando sale la carogna tra le alucce) si sta a pensare alle conseguenze, a cosa verrà pensato e come verremo giudicati… è normale ma serve a poco. Io credo che tu sia una bella persona e questo è tutto ciò che conta, sei sincero, intelligente ( lo dimostra perfettamente cosa e come scrivi quello che scrivi)…
    Troppe volte pretendiamo da noi stessi una perfezione che non ci appartiene, siamo umani e in quanto tali, emotivi e pronti all’errore, tutti quanti, nessuno escluso…
    Sei stato grandioso nella puntualizzazione finale ma anche non l’avessi fatto… resti un FarfarOrso incantevole
    e….. mannaggialochettaetuttelepaperetteinfila!!!! 900!!!! vieni qua che ti faccio un abbraccio di quelli che ti stritolano e fan passare ogni pensiero brutto ❤ ❤ ❤

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  5. fossi stata in quel ufficio postale probabilmente ti avrei fatto un applauso. perché io odio chi cerca di vendere, vendere, vendere, e non mi importa niente se hanno dietro un capo che spinge a tal fine, se ti dico “no, grazie” non devi insistere.
    e per contro amo chi, come te, ha sempre la risposta pronta. e se prevede un po’ di turpiloquio (pompini, dai ammettiamolo davanti alle scuole medie si ode ben di peggio) lo amo ancora di più, ché io “pompini” e “partita IVA” mai avrei pensato di accostarli e invece si può, e in modo logico pure!
    hai fatto bene, ecco tutto, HAI FATTO BENE.
    ciao caro, un bacio.

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    • è vero che non mi manca la battuta (e i miei amci dicono che avolte ho una linguaccia), ma a volte si passa dalla parte del torto. E che lei ha toccato un argomento per me delicato. Però ti garantisco che era mortificata quanto me … ora devo decidere se ritornarci il prossimo mese in quell’ufficio :-/ ma penso di sì, in questo paese ci si dimentica di cose ben peggiori, purtroppo… Grazie!!! Se di nuovo on line con il tuo Mac???

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  6. E GNente…… Nun je la pozzo fa…. Io sono follemente innamorata di te! 😍😍😍😏 Volevo finire qui il commento… Ma poi so che mi sarei vergognata x due anni… Quando provo simpatia x qlc fatico a dirlo e preferisco dimostrarlo…. 😁😁😁
    Quando sei stanco, inghezzato, indaffarato, triste è normale che se qualcuno insiste per una cosa a cui gia hai detto poi uno sbotta… Siamo umani. E che ghez! Cetto magari a sentire ste cose che hai detto tu la gente fa poi finta di scandalizzarsi…. Magari potevi provare a violentarti e dire solo a lei che ti dispiaceva per il modo ma non per l’intenzione di cio che hai detto.. Senti poi oh… La x la ti sei liberato! Non ce penZâ piu de tanto ro!
    Pure io mi imbarazzo se mi fanno i complimenti perche so che non me li merito!
    Tu invece sei tutto da mozzichetti! Bravo tesò! 900 gr!

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    • Oh Giulietto Giulietto … sei tu il mio Giulietto!!! Grazie Giluietto sempre presente e trascinante con le tue parole. E’ andata come andata …. però hai visto questa settimana sono stato bravo. Non mi sono fatto male. Tra un po’ Dolce e Gabbana mi chiameranno per delle sfilate…. e mi chiameranno Romeo Taglia 42!

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      • Sei stato bravissimo! E diventerai ancora piu gnocco! Ammazza taglia 42 voi diventá?? Esagerato!
        Se ti chiamano come modello io vengo come press agent! Ti preeeeeego!

        😠😠😠😠😠😠 solo 2/1 sto contro pornoscint? Che devo fa? Affittarti il colosseo? Colle oppio? Dimme dimme. 😨😅😁😁😁

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      • Noooo … ma poi troppo magaro starei malissimo. E poi non ho il fisico predisposto a tale peso! Pornoscintille parla, parla, parla … mentre qui vorrei fatti, fatti, fatti… ! E noi sul balcone di un palazzo di Tor Bella Monaca, mentre tu declami : Oh Romeo, Romeo …. perchè ti chiami Romeo…

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  7. mille cose vorrei dirti…. perché anche a me è capitato di arginare l’invadenza ostinata e petulante e poi pentirmi dei miei modi….. ma santo dio l’esasperazione fa tanto….. caspita.
    io avrei fatto esattamente come te….. perché quando mi sento pressata proprio non resisto e le parole diventano lame….. eppure io sarei della filosofia vivi e lascia vivere.
    il sistema ci rende insofferenti vulnerabili fragili chi subisce …. il sistema aiuta a essere prepotenti ed arroganti chi si lascia ingabbiare negli ingranaggi e ha pure una certa predisposizione a lasciarsi condizionare con la scusa che per tenersi il posto di lavoro si deve scendere a compromessi…. eh noooooo non ci sto. … ma il rispetto e l’educazione però il sistema non lo insegna?
    ti abbraccio con un sorriso….. fossi stata lì avrei detto… sei un grande!!!!!!!!!

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  8. Guarda te un semplice like lasciato al commento sul blog amico di entrambi chi mi fa scoprire: una miniera di parole, sentimenti, sensazioni, verità, sapientemente mescolati insieme.
    L’episodio che ti ha visto protagonista (perdonami il termine, ho ben capito che non ti fotografa) capita a tutti una volta o l’altra. E capita a tutti di non frenare l’impulso alla scortesia o all’insistenza. Perché – diciamocela tutta – nemmeno la signorina allo sportello è stata gentile. Ma hai ragione tu, dobbiamo sempre pensare che dietro a un viso, una richiesta, una bocca che parla esiste un mondo fatto d’imposizioni, vincoli, problemi, passioni.
    Sono stata insegnante per tanti anni, e non immagini quante volte ho dovuto ripetermi come un mantra che i ragazzi di fronte a me non erano causa dei miei problemi o scocciature del momento, che i genitori dei suddetti, per quanto insistenti e invadenti ancor di più della tua signorina allo sportello, facevano parte del pacchetto “insegnante=educatore”.
    Bello averti trovato. 🙂
    Alla prossima!
    Primula

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    • Ma grazie Primula delle tue parole. Sono d’accordo con quello che hai detto. Se dovessimo parlare oggi dell’insegnante potremmo buttare via fiumi di parole, oltre al fatto che il tutto il sistema italiano li ha ridotti a semplici baby-sitter, sminuendo il loro ruolo fondamentale … va beh rischio di cagare troppo fuori dal vaso 😉 Grazie. Se vuoi mi trovi ogni lunedì quando mi confronto con la mia vita e soprattutto con la bilancia! Ro

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  9. Quando capita a me (che sono una che vende), siccome conosco il copione, inizio a sparare domande a raffica che destabilizzano l’equilibrio del malcapitato venditore che giunto sull’orlo dell’esasperazione,alla fine mi manda via incazzato con qualche modulo de cestinare 😂😂😂😂

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