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COMPAGNI DI SCUOLA 2.0

“Sono ancora qui, qui con le mie domande” (Cosa farò da grande, 1986 – Gino Paoli)

Peso: – 300 gr

Una settimana prima di aprire questo blog ho visto il mio più strano incubo prendere forma! Per colpa di cosa? WhatsApp! E ho subito chiamato Barbara. Ok! Ho capito! Riavvolgo il nastro!

Chi è Barbara? Io non faccio differenze fra i miei amici, certo c’è con chi ho una maggiore confidenza, quelli con cui riesco a condividere più cose, dalle cazzate alle cose più intime e altri su cui so di poter contare, anche se magari non riesco raccontare tutto, ma questo non fa di loro amici di serie B. Barbara rispetto a tutti ha una marcia in più: il nostro percorso adolescenziale. Ci conosciamo da quando avevamo 14 anni, abbiamo frequentato le scuole superiori, condiviso tantissime cose, dal mio coming out a 17 anni al raccontarci la nostra prima volta. Abbiamo sempre avuto l’abitudine, buona o cattiva che fosse, di dirci la verità, per questo litighiamo e ci ritroviamo, diciamo che siamo una coppia di fatto, anche se lei è sposata con prole e vive a Bologna. Ma la distanza non è mai stata un ostacolo per noi e ci sentiamo quasi tutti i giorni.

Il mio incubo che prende forma? Quest’anno è il 25° anniversario della mia maturità. E un nostro compagno di scuola ha avuto la fottuta idea di creare un gruppo su WhatsApp: Quinta G – 25 anni dopo. Mio Dio! Appena ho visto tutti quei messaggi a casa mia è arrivato il regista George A. Romero per scritturarmi come protagonista nel remake de “Il ritorno dei morti viventi – 25 anni dopo”. Ma i morti parlano? E anche se fosse, che cazzo si raccontano? Ma i film come Il sesto senso o The Others non ci hanno veicolato il messaggio che i morti è meglio lasciarli in pace? Poi ho capito perché la trasmissione Chi l’ha Visto ha avuto un calo di telespettatori negli anni, basta spulciare fra le pagine dei social network, da Facebook a Linkedin, passando da Instragram, e prima o poi ti trovano tutti. Non c’è scampo! Ci siamo diplomati in 18, sul gruppo siamo 14. Due non hanno WhatsApp, altri due sono desaparecidos. L’unica che può avere dato il mio cellulare è stata Barbara, perché con un paio di alcuni nostri ex-compagni è rimasta in contatto, sia pur sporadicamente.

Romeo: “Ma come ti è venuto in mente di dargli il mio cellulare?”

Barbara: “Che dovevo fare? Ho tergiversato fino alla fine, ma te lo ricordi Gianni quant’era rompicoglioni a scuola. E con l’avanzare degli anni non è migliorato per niente. Non avrebbe mai creduto alla storia che non ci sentiamo più.”

Romeo: “Mio Dio, se metti insieme tutti i messaggi che stanno scrivendo i sette libri di Harry Potter in confronto sono un bignami.”

Barbara: “Alcuni di loro non li vediamo e sentiamo da venticinque anni. Se ci penso mi vengono i brividi.”

Romeo: “No, no, io abbandono il gruppo. ‘Sti cazzi.”

Barbara: “Aspetta!!! Non fare il solito che decide le cose di pancia. Vedi come vanno le cose, se poi pensi di sentirti fuori luogo, o non ti va di sentire nessuno, allora abbandoni il gruppo. Il gesto sarà chiaro per tutti a quel punto.”

E da oltre quattro mesi che arrivano messaggi, ma io ho silenziato il gruppo e non ho mai letto nulla. Ogni giorno chiacchierano, sembra che hanno sempre qualcosa da dirsi. E poi la settimana è passata, esattamente come le altre. E il week si è presentato con quell’inquietudine senza identità, un po’ come l’acqua, che assume la forma del contenitore in cui la versi. E mi sono chiesto: l’inquietudine ha la forma di un bicchiere d’acqua? Di una brocca? Di una bottiglia? Allora ho acceso la TV e poi l’ho spenta subito dopo; ho letto le notifiche dei blog che seguo; ho scritto qualcosa e poi ho cancellato; ho cominciato a leggere, ma il libro l’ho riposto subito; ho ascoltato della musica, ma non c’era nessuna canzone che avesse un effetto catartico. Alla fine ho deciso di provare a vincere il mio strano malessere pulendo casa, come non l’ho fatto da anni, mettendo ordine ovunque, con quella stupida illusione di credere, in questo modo, di mettere ordine nella mia vita o quanto meno nei miei pensieri. Ho spolverato i libri, uno per uno, ho spostato la lavatrice, il frigorifero, addirittura gli armadi, e non vi dico che cosa ho trovato dietro. Ero indeciso se chiamare la Marvel o il Gruppo Archeologico Romano, perché altro che ragnatele, dietro l’armadio ho trovato il fossile di Spiderman.

E poi è scesa la notte. Una di quelle serate che vorresti stare per conto tuo (tanto per cambiare) e ho guardato il cellulare, sempre con quella sensazione di malessere indecifrato. E ho visto la chat di classe e ho cominciato a leggere tutti i messaggi. Dal primo all’ultimo. Molti chiedevano di me. Ero nel gruppo, allora perché non rispondevo? Ho rivisto i loro volti e quegli anni insieme. E a un certo punto ho visto una fotografia, che neanche avevo notato nella galleria del cellulare. Tutti noi, a 18 anni, abbracciati e sorridenti. Non credo neanche di averla quella foto. C’era anche l’insegnante d’italiano, di cui non ricordo il cognome. Le nostre facce che dicevano: che succederà ora? Quella voglia di esplorare la vita, di pretendere il futuro, quell’età piena di arroganza giovanile in cui credi di spaccare il mondo. Che strano, noi come post-it appiccicati su di un frigo, ma sparsi per l’Italia, addirittura per l’Europa. Ho letto che Michele vive a Londra con la famiglia, chi a Bologna, Milano, Bergamo, Palermo, Firenze e naturalmente Roma. Tutti noi sorridenti in quella foto. E poi inghiottiti dal proprio futuro o forse dal proprio destino. Io che ho letto Isaac Asimov, Philip K. Dick, non avrei mai potuto immaginare, a quei tempi, che ci saremmo ritrovati 25 anni dopo tutti connessi su di un cellulare, noi che le telefonate le facevamo da una cabina telefonica. Sarà stata la stanchezza, ma un certo punto la foto ha cominciato a sbiadirsi, i volti a cancellarsi ed è rimasto un unico studente: io. E l’insegnante ha cominciato a interrogarmi: allora Romeo sono passati 25 anni che cosa hai fatto? E oggi che cosa fai? Lavori? Dove? Quanto guadagni? Hai una casa di proprietà? Sei solo? Sei sposato? Hai figli? Ed io lì a tentennare, come se non conoscessi nessuna risposta. Sì, ero impreparato. Ho pensato: cazzo, ora mi boccia! Io rispondevo balbettando: – Mi sono laureato, ben due volte. Ho lavorato 10 anni per un’azienda, ma poi ha chiuso e poi è cominciato il mio precariato. Lei sa professoressa, c’è la crisi. Ho lavorato per altre aziende sempre a tempo determinato o sostituzioni di maternità. E poi niente, pian piano i riflettori hanno cominciato a spegnersi. – E sui figli? Sull’essere solo che cosa avrei dovuto rispondere? Ma qual era la risposta esatta? E soprattutto esiste una risposta esatta?

E poi pian piano ho visto che non era la mia insegnante d’italiano a pormi le domande, ma ero sempre io. Sì perché l’insegnante più severo, verso me stesso, resto sempre e solo io. Quello che si sente in difetto, quello che pensa: “Oddio sono passati 25 anni e magari questi hanno tutti una vita e io che cazzo racconto? Che cosa gli dico? Che dopo aver mangiato l’universo per riempire una non-vita ho aperto un blog per monitorare i chili che perdo?” Forse potrei dirgli semplicemente la verità. Un divorziato non merita un voto più basso di uno sposato; una donna che ha figli perché dovrebbe avere un voto più alto di una donna che non ne ha; un disoccupato non vale meno di un lavoratore. È davvero questo il metro di valutazione della vita? Potrei dirgli che tutti in fondo dobbiamo combattere con le cose imprevedibili: come la malattia o la perdita di una persona cara, la disoccupazione, la solitudine e tante altre cose che finiscono nel calderone della nostra giornata. Potrei dirgli che tutte le volte che sono caduto, l’unica cosa che ho saputo fare è stata rialzarmi. In fondo puoi studiare milioni di libri, ma alcune cose per quanto ne conosci la teoria, nella pratica non riesci ad arginarle. Ci sono cose che sono semplicemente inevitabili, e non dipendono da noi. Potrei dirgli che la vita non è meritare un voto, ma forse dare solo il meglio di sé. E che devo solo sapermi perdonare o perdonare la vita, che sa essere meravigliosa e anche altrettanto stronza, e in entrambi i casi merita la lode.

Ed ecco che dopo aver sfrattato Spiderman da casa mia, e averlo fatto diventare un senza tetto; dopo aver completamente scardinato casa, che se mi avesse visto Cenerentola avrebbe detto: – A Romè manco io quanno ero a servizio de quelle tre stronze me so’ fatta un culo così! – Domenica mattina ho fatto la seconda cosa più idiota (o incosciente?) del 2016, la prima è stata aprire questo blog, la seconda rispondere alla chat di classe.

15/5/2016 ore 08:33 Romeo: “Passano gli anni ma vedo che certi coglioni rimangono tali :-D.”

15/5/2016 ore 08:42 Barbara: “Toh da quanto tempo ;-).”

15/5/2016 ore 08:49 Luigi: “Romè brutto stronzo, finalmente rispondi. Ci sei allora. Ma come stai?”

15/5/2016 ore 08:53 Sara: ”Yeah Romeooooo!! Allora 25 anni dopo lo posso dire. Romeo è sempre stato il mio preferito <3. Ma come stai? Che ci racconti?”

15/5/2016 ore 08:55 Gianni: “Ohhh si è palesato il nostro Romeo. Standing Ovation!”

15/5/2016 ore 08:59 Roberta: “Ciao Romeooooo. Finalmente! Però prima io chiederei una cortesia a tutti, una cosa che non abbiamo fatto in questi mesi. Ci facciamo un selfie? In questo momento vi ricordo tutti con la faccia di quando avevamo 18 anni. Vorrei vedervi ora. Comincio io!”

E da lì una marea di foto e messaggi. Mi sono fatto un selfie, una cosa che non faccio mai. E in quel selfie io ho visto tutto: peluria sale e pepe, la dermatite seborroica, i difetti, forse qualche pregio, i miei chili, i miei errori, quel bagaglio a mano in cui ho messo le esperienze della mia vita. E poi ho provato a rifare lo stesso sorriso di quella foto, di quando avevo 18 anni, ma le differenze erano evidenti. Ho pensato di usare photoshop, ma poi mi sono detto che forse loro sarebbero stati più indulgenti di me, e magari fra le mie rughe avrebbero scovato qualche speranza.

017 Romeo e BarbaraRomeo a Roma. Barbara a Bologna. Quando le distanze non contano ❤

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132 thoughts on “COMPAGNI DI SCUOLA 2.0

  1. quando devi incontrare qualcuno succede sempre di farsi il bel discorso per raccontarsi, cercando di non impappinarsi, come prepararsi a recitare una parte, cercando di imparare a memoria le parole e usare le migliori in nostro possesso per raccontarci al meglio… ma gli incontri non sono copioni da imparare a memoria, l’improvvisazione è la parte più interessante e vera che si possa mettere in scena…
    e a te, CaroilmioFarfaOrso non manca l’intelligenza e la sensibilità perfette per stare in scena e strabiliare anche il pubblico più esigente… hai la forza e la delicatezza per incantare chiunque
    Vai, fatti riscoprire e regala agli altri la meraviglia che sei! ❤

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  2. Le tue riflessioni questa volta mi han commossa più delle altre.
    Tu sei la prova di quello in cui ho sempre creduto: l’importante è il contenuto non l’involucro.

    E poi dai… quel -300 è il risultato positivo per il raggiungimento di una meta che ti sei prefissato, no? È la conferma che sei un mito, no!? 😉

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  3. Romeo, a parte che racconti in una maniera che mi piace molto e non faccio nulla per nasconderlo, il nostro (tuo, mio e sospetto di molti altri) sono le definizioni. Quando non ci sono ci destabilizzano perchè è lì, accidenti, che andiamo a cercare la nostra identità. Quando ci sono ci impoveriscono terribilmente, ancora una volta per la stessa ragione: perchè è lì che nascondiamo la nostra identità. Infami etichette, dovremo proprio riuscire a farne a meno!

    Comunque sei bravo a raccontare: te l’avevo mai detto?

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  4. Dopo aver pulito, risposto, scritto e riletto, tu che voto ti daresti?
    Non paragonare mai la tua vita con quella degli altri, ogni persona ha una storia diversa che non conoscerai mai al 100% e dietro tanti sorrisi e perfezioni spesso ci sono i cumuli di cacca nascosti sotto al tappeto….

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  5. Detto da alieno, è un incubo che spero di non vivere mai… Ma per voi umani è diverso, hai fatto bene a buttartici dentro… ed è (molto) probabile che saranno più indulgenti di te stesso…
    Potrei farti ancora i complimenti per come scrivi, ma i complimenti ingrassano, si sa, e stai andando così bene… 😉

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  6. Mi son venuti i lacrimotti… Ma che te pozzino Ro. Io sto completamente fusa per l’orsotto! Ti adoro. Se po dì?
    Allo allo allo. Quante cose dentro a questo post. Un sacco di roba mi passa x le testolina che sicuramente non riesco a passartela tutta qui in un commento.
    Prima di tutto avere un amico come te deve essere fantastico, soprattutto essendo cresciuti anche insieme.
    Poi di sicuro non ti stimi abbastanza. I momenti un po cosi li abbiamo tutti, ma non essere troppo severo. Ed aprire il blog non é stata una cosa idiota. E se non avessi aperto io non avrei potuto inciamparci e “conoscerti”.
    Finalmente ho piu o meno capito quanti anni hai! Tiè! 😁
    Ah e quindi quando su fb sabato ti ho racapitato il mio regalo, erano queste le pulizie che facevi… Ussignur! Se ti avanza tempo ti aspetto pure da me, eh!
    Rome se hai letto il mio post prima di quello del libro di avvo… Un po mi hai capita…. Tutti abbiamo bisogno di conferme e coccole e di qualcuno che ci faccia capire quanto siamo importanti… Soprattutto se è sensibile come te!
    Mado scrivi che scrivi eh!
    Giulietto non vede l’ora di pendere caffettino col romeo romano!
    Bravo per il peso!

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    • Grazie Ale …. sì sabato è stata la giornata dello scardinamento di casa e della mia mente. L’avvo devo leggerlo, lo sponsorizzi tanto e quindi ci devo fare un giro, appena mi libero da certe cose. I blog che seguo li leggo tutti e mi piacciono, anche se sono diversi. Poi che dirti sulla mia età …. CAZZO! Ho 29 anni e più ricordi? E poi non so se te l’ho detto … Grazie….

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      • E speriam che lo scardinamento sia andato bene… Mannaggia la passeretta scrivo sempre troppe cose… Non imparo mai a stare un po piu zittina… Lunedi prox ci riusciro a scrivere solo una frase e non fregarti tutto sto posto… È che scrivi tu…..
        Eh 29 e piu… Ora so pi7 o meno questi piu quanti sono! E daiiii che io avendone 36, saro il bastone della tua vecchiaia! 😁😁
        Ma mica ho deto nulla su avvo mo? Dicevo il post prima di quello per lui…
        Cmq non lo sponsorizzo…Ma é una bella persona anche fuori dal blog, come pattina… E credo come te, anche se non ti conosco! Interagisco, come con te. Solo che avvo lo conoscono tutti… Te ancora no ed ho voluto fare la figa a presentarti! 😁

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      • Quando scrivi così tanto mi fai ammazzare dalle risate. Ti devo stare dietro 🙂 sull’avvo lo dicevo in senso ironico che lo sponsorizzi 😉 e ci andrò a conoscerlo. E comunque sono 29 e più!!!

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  7. Io Romeo ti leggo di martedì, in questo momento sono seduta in macchina e mi concedo questo momento bello prima di immergermi nella mia routine serale. Io mi ricordo di te, del tuo peso del lunedì, del tuo blog, e del tuo cuore ❤ ora capisco che su un blog tutto possa apparire più patinato e poetico, eppure tu mi fai questo effetto. E ti leggo d’un fiato e sento i lucciconi salire e quel gusto in gola di commozione…No la vita non si misura in obiettivi raggiunti, e nemmeno in task completati e in perfezioni funzionali…la vita mi ha insegnato che tutto può succedere, che mi può nascere un figlio d’un biondo lunare che è raro e speciale, che le etichette impoveriscono, che i peggiori giudici verso noi stessi siamo noi, che talvolta anticipiamo o ci prefiguriamo pregiudizi che poi non accadono, e che talvolta invece ci sentiamo guardati con compassione e tenerezza proprio dalle persone che consideravamo oltre gli stereotipi…e adesso ho perso il filo, mi piace quello che leggo qui e come lo racconti… E ora vado a preparare cena e ti abbraccio forte 😘

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    • Grazie Margherita, mi lasci senza parole e ti garantisco che sei tu che mi fai venire i lucciconi con quello che dici. E soprattutto quando mi dici: la vita mi ha insegnato che tutto può succedere!!! Io me lo auguro! Grazie ❤

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  8. nel frattempo che si scarica la foto che in questo triangolo delle bermude di dormitorio è impresa titanica ti anticipo che grazie a te in questa uggiosa giornata di pioggia sto sorridendo, a dispetto di un cronico pessimismo cosmico oggi sei il mio personale raggio di sole.
    l’orso che sempre si rialza col cuore grande, nobile e incredibilmente sincero.
    quest’ultima qualità poi spicca su tutte. mi piace leggerti e son venuta a cercarti oggi…..
    baci 👄

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  9. Quella che hai raccontato è la sfilza di emozioni più vere e che più mi appartengono. A volte mi balbettano persino i pensieri riflettendo su quello che ci si aspetta da se stessi. Siamo i peggiori giudici perché ci mascheriamo dietro l’obbiettivitá ma siamo solo crudeli. Il momento di sincerità delle ultime righe ha risollevato la mia giornata. Grazie. Sarà un piacere continuare a leggerti.

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  10. Ed eccolo qui…é arrivato il post che fa sciogliere in lacrime tutti i nodi in gola che ho stamattina…però ne avevo bisogno e senza di te forse sarebbero rimasti solo nodi…lo vedi quanto sei importante? Non smettere mai di scrivere, Rom, non immagini nemmeno il bene che fai❤️ Ora mi rimane un ultimo tuo post in arretrato da leggere, ma è finito il tempo che ho a disposizione x oggi…lo recupero domani, tanto poi lunedì arriva il lunedìrom e stavolta mi hai dato un motivo in più per essere impaziente!❤️ buon week end Rom…te se ama!😘

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    • Tu perchè sei buona e sensibile e mi parli così e ti rngrazio, ma presto ci sarà anche il calo qui, come tutte le cose, anche se sono contento di aver “conosciuto” certe persone. Il mondo del blog è strano, è più familiare di tanti altri social network e non so perchè. E poi ogni tanto mi vengono le paturnie, un po’ me le fanno venire, quando mi dicono: che scrivi? Di che parli? Farà ridre o piangere? La verità è che non lo so, la domenica metto giù quello che mi è capitato in settimana e quello che viene viene.

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