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TROPPI CAZZI SU QUEL LETTO

“È incredibile come sia riuscito a prendersi gioco di me” (I miei complimenti, 2000 – Marina Rei)

Peso: – 800 gr

Sabato sera sono andato alla festa dei 40 anni di Maurizio. Non ci volevo andare, un po’ perché non c’erano amici, piuttosto delle conoscenze, e poi alla festa ero sicuro che avrei rivisto Budo (dovrei spiattellare il tuo nome, ma oggi sono un orso buono) e con lui ho avuto una storia finita 10 anni fa, durata tre anni. Posso tranquillamente dire che è stata solo una relazione di merda. Lui mi chiamava l’orsacchiotto dai calzini colorati. Appunto l’orsacchiotto. Quello che prendi, ci giochi, poi lasci in un baule, puoi riprendi, poi ti stanchi, poi ti ricordi, insomma che fai un po’ come cazzo ti pare. Quel genere di uomo che se gli infili un sondino nel culo o nel cervello, ci trovi la stessa cosa. E poi ho scoperto tre mesi dopo che ci frequentavamo, che io ero l’altro, sì perché lo stronzo si era “dimenticato” di dirmi che aveva una relazione in corso.- È finita, lo sto per lasciare! È uno squilibrato, se lo lascio questo si ammazza, ma ci sei tu nel mio cuore e tra un po’ lo sfanculo! – Il dramma di tutta questa situazione è che io ci cascavo come un coglione, pendevo dalle sue labbra, talmente tanto che ho finito per odiare Mr. Emme, il suo compagno, che avevo visto solo su delle foto e alcune volte di sfuggita. E penso di avergli augurato di tutto, perché per me lui ero uno egoista che non voleva lasciare Budo. Alla fine dopo tre anni il rapporto si è logorato. Ho deciso di dire basta quella volta che li ho visti in un ristorante cinese, mentre io ero con altri amici, e guardandoli ho realizzato che sarei sempre stato io l’altro in quel rapporto.

Quando ho visto Budo alla festa ho pensato: ‘sto stronzo! L’addome piatto e manco un capello bianco. E per non parlare dell’assenza di rughe. In questi ultimi dieci anni dove ha vissuto? Io in cucina, tra la dispensa e il frigo, e lui immerso nell’azoto liquido? Ci siamo salutati con frasi di circostanza. La serata è stata piatta, fino ad un certo punto. Mi sentivo fuori luogo, un orso in mezzo a tanti crostacei pariolini. Nel mio cervello echeggiavano le parole: perché sono venuto! Poi sono andato al buffet, che neanche il Principe Carlo e Lady Diana hanno avuto al loro matrimonio. Quattro tavoli uno accanto all’altro, con tanto di quel cibo da mandare a puttane duemila anni di dieta! Dentro di me un mantra: Rom Ohm con moderazione! Rom Ohm! Rom Ohm! Fino a quando una voce ha spezzato il mio canto attento-al-cibo: – Lunedì dovresti pesarti, non so quanto oserei al posto tuo. –

Mi sono girato e la salivazione si è improvvisamente seccata! Accanto a me Mr. Emme, l’altro. Oh cazzo, ho pensato! Stavo per dire: non so di cosa stai parlando! Ma doveva essere telepatico e mi ha detto: – Guarda che io so chi sei. E poi leggo tutti i lunedì il tuo blog. E vogliamo parlare dei calzini che hai messo? Ti va di sederti di là per fare due chiacchiere? Mi sembra di non essere l’unico a essere spaesato qui dentro. –

Roma tre milioni circa di abitanti censiti. Orso Romeo un blog che ha il numero degli onesti in Parlamento. E chi becco che lo legge? Dico io se questo non è un dito al culo! A quel punto non so chi fosse a telecomandarmi, ma l’ho seguito, tracannando una birra con la speranza di ripristinare la mia deglutizione. In quel momento mi sono sentito una merda, una grandissima merda, mi sembrava di vedere uno sciame di mosche che facevano a gara su chi dovesse posarsi per prima su di me, uno perché ero accanto a colui, che ho sempre considerato l’altro nella storia con Budo, mentre in realtà ero io quello che si è intromesso tra loro e due perché sapeva del blog. Un conto è scrivere, mentre milioni di pixel attutiscono la tua vita sparsa nell’etere, un altro è trovarsi faccia a faccia con ti legge. E poi nella mia testa ronzava: guarda che io so chi sei. Riferito al blog o ad altro?

A quel punto abbiamo cominciato a chiacchierare. Del più del meno. Prima del blog (mio Dio sapeva tutto!) e poi ha parlato della sua vita. A un certo punto abbiamo parlato di occasioni mancate, di rimorsi e di rimpianti. Il tempo è scivolato alla stessa velocità della birra nella nostra trachèa. Prima una e poi un’altra, fino a quando abbiamo cominciato a ruttare. E a ridere. Il primo che ruttava raccontava un aneddoto della sua vita che avrebbe voluto cambiare. Lo so era infantile e anche poco elegante, e lo leggevo dagli sguardi che ci seppellivano, ma la verità è con quel gioco abbiamo abbassato le nostre difese, e spazzato via quella patina di disagio che ci circondava. Mr. Emme ha cominciato a parlare anche di Budo e ho avuto la certezza che quel “guarda che io so chi sei”, non era riferito al blog. E tra le sue chiacchiere ho scoperto che quello stronzo quando stava con me e con lui, non si faceva mancare altri divertimenti. Non so quanti cazzi ci fossero su quell’ipotetico letto, ma credo che avremmo fatto gola agli sceneggiatori di Beautiful. Ed io che mi sono fatto infinocchiare da quello stronzo, avevo finito per odiare me stesso, ho odiato perfino Mr. Emme come se fosse stato la causa di quel triangolo, per poi scoprire che era un pentagono, se non addirittura un ottagono, mentre l’unico da demonizzare ci ha usati come cibo per il suo ego.

Mr. Emme: “Comunque è stato Maurizio a darmi, un paio di mesi fa, la conferma che eri tu a scrivere sul blog. Poi i tuoi calzini non passano inosservati.”

Romeo: “Ai suoi 40 anni la sorpresa l’ha fatta a me.”

Mr. Emme: “Lo sai che ti ho sempre immaginato diverso in tutti questi anni?”

Romeo: “Fisicamente intendi?”

Mr. Emme: “No! Fisicamente ti avevo intravisto alcune volte, dico come persona, diciamo che da quando sono inciampato sul tuo blog, ho cominciato a guardarti sotto un’altra luce.”

Romeo: “Oh Jesus ti prego non me lo dire, che questo blog mi si sta ritorcendo contro. Spero di arrivare al mio obiettivo entro la fine dell’anno e poi finalmente chiuderlo.”

Mr. Emme: “Come vedi con me è servito a qualcosa.”

Romeo: “Ma tu dici che legge anche lui il blog?”

Mr. Emme: “Non penso che abbia tempo per queste cose, lui si deve occupare di altro, anzi di altri.”

Romeo: “Scusa non credo di essere la persona più adatta a dirti questo, per cui lo faccio in punta di piedi ed è la birra che parla, ma se a te questa situazione non sta bene perché ci stai ancora insieme? Perché gli stai regalando ancora la tua vita? Sono anni che va avanti così, ma davvero credi che lui cambierà?”

Mr. Emme non ha risposto, ha solamente alzato le spalle. Poi la serata è scivolata via, non ci siamo cagati nessuno, neanche il festeggiato (scusa Maurizio). Budo non si è mai avvicinato a noi, forse temendo il peggio. Ed io alla fine della festa, sulla rubrica mi sono trovato un nuovo numero, che mai avrei immaginato di registrare.

Quando sono tornato a casa ho sognato di avere un pisello lunghissimo, ma non come strumento sessuale, solo per poterlo appoggiare sul cesso, mentre io comodamente dormivo sul letto, e invece mi sono alzato non so quante volte per andare a pisciare tutta quella birra che mi circolava dentro. E mentre metabolizzavo la mia serata surreale, mi è dispiaciuto, che tra un rutto e l’altro, io non abbia fatto un mea culpa con Mr. Emme. E allora lo faccio ora, perché leggerai questo post. Sono stato indeciso tutta la domenica se pubblicare o non pubblicare questa storia, forse perché in fondo il giudizio degli altri un po’ condiziona, e non sai se ti guarderanno come un pezzo di merda o come un essere umano che ha fatto degli errori. Non sempre si è fieri di quello che si è fatto nella vita, ma a volte le cose alcuni le fanno con una certa leggerezza, altri perché davvero ci hanno creduto, alcuni perché sono stronzi nel DNA e altri per solitudine. Per cui Mr. Emme questo post oggi lo dedico a te, e anche un po’ a me, e a tutte quelle donne, a tutte quelle persone che si svendono al peggior offerente perché pensano di non meritare altro, perché si lasciano limare prima le suole delle scarpe, poi i piedi, i polpacci, le gambe, da gentaglia che ci vuole piccoli, che mina solo la nostra autostima. Immaginiamo che la nostra vita sia un giardino, forse innaffiato da un cielo uterino, ma scegliamo di essere dei fiori, anche se non profumati o da cerimonie, scegliamo anche di essere foglie cadute dagli alberi, scegliamo di essere tutto fuorché mozziconi di sigarette o piscio di cane, e impariamo ad amare noi stessi per quello che siamo, mandando affanculo quelli che vengono nel nostro giardino solo per calpestare l’erba.

020L’orsacchiotto dai calzini colorati è diventato un orso.

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88 thoughts on “TROPPI CAZZI SU QUEL LETTO

  1. Mister Emme ha detto:

    Lo sapevo che avresti scritto della festa e di quello che è successo. Me lo sentivo. Ho perfino regolato la sveglia prima per la curiosità di leggerti, visto che il lunedì pubblichi presto. E mi hai colpito. Grazie Rò, lo dico davvero. In bocca al lupo per la settimana che dovrai affrontare con tua madre. In gamba brother, perché in qualcosa siamo fratelli! Mister Emme 😀 Ps: E NON TI DICO QUANTO HO PISCIATO IO 😉

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  2. grandissimo meravigliosissimo Ro’. grazie….. la dedica me la prendo tutta anche io perché si certe volte mi sento zerbino anche io….. e alla fine l’intento è solo il desiderio la fame la sete di amore a guidare l’incapacità di reagire….. amarci si amarci fino a spingerci oltre l’apparente sofferenza del dire no non vi sto….. ci vuole coraggio tanto tanto….. e a volte anche la mano di qualcuno che vi ripete il mantra del rispetto per noi stessi tipo tu oggi così.
    bravo!!!!!!!
    ma tanto…..
    un abbraccio di cuore. stretto e profumato di pane caldo.

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  3. E poi dicono che troppa birra fa male! Diuresi a parte, è depurativa e liberatoria.
    Bella storia raccontata con finezza. E concordo con te: amiamo e rispettiamo noi stessi un po’ di più. Il nostro orticello nasce da lì.
    Buona settimana! 😊
    Primula

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  4. Grande FarfarOrso!!!!… ma come hai trascinato bene quel fifone di Ego!!!
    -800… mmmm… -800!!!!!!! ❤ ❤ ❤
    è così magico vedere come la stessa situazione possa prendere aspetti diversi, in base all'angolazione, al tempo trascorso…
    e… posso fare un abbraccio come si deve a Mister Emme?… che dici?
    e a te ti ricopro di grattini e coccole, caro il mio Orso ( mai orsacchiotto MAI!)

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      • Oh! OrsoMonAmour… aspettavo che passassi… lo so che ti ho lasciato coccole e grattini… ma volevo mandarne altri… perché sei… mannaggialochetta come sei!!!!
        Ogni giorno che passa vorrei averti come vicino di casa, ogni tanto bussare, fare BUH! e poi scappare… lasciando barattoli sul tappetino…
        ( tra l’altro, non ho commentato le calze…. un po’ per invidia… ma tanto tanto per incanto e meraviglia)

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      • 😀 Sarebbe fico se vivessimo vicini. Io adora l’ora del the o cappucino, un po’ di chiacchoere, qualche cazzate mista a qualche pensiero profondo, così mescolando il serio e il divertente, un po’ come la vita. Chissà magari un giorno, oramai con il destino non lo possiamo sapere. Spero di sporavvivere alla settimana di badante con mia madre :-/ , per questo dove sono non ho internet, almeno che non scrocchi a qualcuno e anzi approfitto e ringrazio di cuore tutti quelli che hanno il wifi aperto e senza password! 🙂 un abbraccio. ps. I miei calzini lo so folli e colorati come la vita

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      • adoriamo le stesse cose… vedrai che questa settimana passerà e anche per queste cose vorrei essere lì… ogni tanto farti un “cucù” e un grattino… ma tu fai come se ci fossi occhei? 😉
        ( mi alzo in piedi e faccio partire l’applauso per i grandiosi condividenti di uaifai!!)
        ❤ ❤

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  5. Ecco la mia droga preferita del lunedì!
    Sei magico amico mio e la tua storia è talmente incredibile che non può che essere vera. Il caso quando ci si mette è davvero il capocomico più cazzuto che ci sia.
    Wow che calzini, invidia profonda!!
    Un bacio grande per quando tornerai dalla tua maratona del lunedì ❤
    (anche quando il peso sarà raggiunto, dai che vai come un treno, nontiazzardareachiudereilblogchevengoaRomaerompoicoglioniatuttifinchènontibecco!!)

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    • Il destino è strano, folle, un meccanismo assurdo, però chissà forse da qualche parte ci vuole condurre 😉 Ammazza che minaccia!! 😀 Ho cominciato a leggere il “Diario”, ora questa settimana sono con mia madre che mi porta via un sacco di tempo e di energia quindi sto cercando il tempo per gustarnelo. E come inizio è alquanto promettente 😉 un abbraccio

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  6. All’inizio ho pensato che non poteva essere vero… Ma poi a volte il caso è malandrino, e altre è bravissimo come lo è stato con voi..
    Cosi sei riuscito a capire delle cose e chEnon per tutti è rose e fiori come tendono a far apparire!
    Certo che mister emme sta resistendo un sacco in questa situazione… Una situazione purtroppo molto piu diffusa di quanto dovrebbe! Tu sei un orso! Non un orsacchiotto!
    Ma cone cavolo ha fatto poi mr emme a beccare il tuo blog e capire chi eri.. Va a capí i giri della vota oh!
    Baciuzzi!

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    • L’ho scoperto per caso digitando call center e una serie di cose che gli servivano perchè lo tempestavano (tutt’ora) di chiamate sul celle ed è finito sul post del call center che ho scritto, forse il terzo non ricordo. Per il resto il destino è strano. Hai ragione Ale il problema è che nelle relazioni insane ci finiamo in molti. Ora questa settimana sono a fare da badante a mia madre, con la speranza di sopravvivere e ogni tanto scrocco la rete a qualcuno! 😀 Sono un orso sì, ma a volte l’insicurezza ti porta a farti trattare da orsacchiotto. Baciuzzi a te!

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  7. Ma Romeo, tu sei sicuro sicuro di non avere una sorella dispersa in Veneto? No perchè quel filo di calzini sembra il mio….
    Come se non bastasse poi, se mai avessi voluto scrivere qualcosa sulle mie disastrose avventure amorose avrei usato le stesse IDENTICHE parole, compresi i rutti perchè si io rutto in maniera anche piuttosto plateale e sonora (e tanti cari saluti alla mia presunta e dispersa femminilità….).
    L’ultima mia storia è terminata in Agosto, ma se ci penso non sarebbe mai dovuta iniziare perchè da subito, dal primo sguardo ho capito che ero scesa a compromessi, così a priori senza neppure chiedermi se potevo avere di meglio.
    Perchè come dici tu profondo e saggio orso, noi siamo dei temibili giudici di noi stessi e benchè nei confronti degli altri ci sentiamo spesso (o sempre) inadeguati o migliorabili, guardando chi ci sta intorno calano le difese e le pretese e ci accontentiamo di quello che passa il convento, perchè dentro di noi il desiderio di amare, di avere qualcuno a fianco, di sapere di essere in qualche modo importanti per qualcuno ci fa chiudere gli occhi così forte da non riuscire più a riaprirli talvolta.
    Spero che tu stia scherzando sul fatto di chiudere il blog…….
    Giuro che vengo OGNI MATTINA a tirarti dei pacchi di fiesta sulle finestre, è una minaccia.

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    • Ecco la minacciosa Fra con le Fiesta!! 😀 😀 😀 Mi fai troppo divertire. Il rutto è liberatorio. Ed io inquesto sono un po’ porcellino :-D. Sorelle non ne ho, ma i calzini così mi sono sempre piaciuti, magari vesto di nero e poi i calzini spezzano tutto!! Allora aspetto che posti qualcuno tuo 😀 Sulle relazioni insane aihmè è un problema di tanti, quando le insicurezze un po’ ci fanno svendere. Certo sto principe azzurro ci sarà da qualche parte? :-/ forse, chissà, magari….

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  8. LuminariaSprecata ha detto:

    Orso Romeo, ma quanto sei saggio! Questa tua rinascita, giorno dopo giorno, si nutre di nuove consapevolezze e tu sbocci come un fiore a primavera. Sei bello! Permettimi un abbraccio a Mr Emme, il suo commento signorile e fraterno, il suo aver capito che state dalla stessa parte, a vostro modo vittime ma reazionarie. Chi ha perso qualcosa qui è B., che solo in apparenza avrà il letto pieno. La sua anima è vuota, tanto. Se c’è qualcuno che ha perso è proprio lui.
    Un saluto, Orso!

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    • Sono convinto che B. abbia perso qualcosa in tutta questa vicenda, ma il suo limite affettivo e cerebrale non gli darà mai una consapevolezza effettiva. E’ già tanto cominciare a volere bene a se stessi. Grazie Luminaria. Mr Emme sicuramente apprezzerà il tuo abbraccio. Grazie

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  9. Il caso non esiste o esiste e si diverte alle nostre spalle? 😮
    Forse non è tanto quello che hai fatto ma il saperlo osservare, e impararci qualcosa. Però: scegliamo di essere fiori ecc, hai ragione eh, ma non è che ti alzi la mattina e dici “vabbé da oggi sono un fiore!”, sarebbe bello d’accordo ma… forse col tempo….
    Ogni bene!

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    • Ogni bene a te Ivano 😉 e magari non riusciremo ad essere fiori, ma è già tanto non essere mozziconi di sigarette o piscio di cane, il resto chi lo sa… magari con un po’ di fortuna, girerà prima o poi 😉 tu che dici?

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      • Sperarci è il primo gradino, crederci il secondo, e ricordarsi di tenere gli occhi socchiusi e respirare di lato, per fregare il vento contrario….
        Beh ma anche qui a pianoterra non è poi bruttissimissimo, dovrei salire fin lassù? 😮 (Ecco, tu non fare come me, vedrai che andrai bene!)
        Ciao ciao

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  10. Nicole ha detto:

    Ma nemmeno a cercarlo con lanternino in tutta Roma potevi trovare Mr.Emme così! Però alla fine è stato un bene, e sono contenta che tu abbia parlato con una sera con qualcuno che non era nella tua comfort zone 😉
    Comunque, i calzini a pois sono i miei preferiti

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  11. Sai, Romeo, se fossi passata da qui lunedì, sarei rientrata di testa molto prima. 😉
    Leggere questo post è stato come ascoltare un amico un po’ più grande e con tanta esperienza più di me che, senza far ramanzine, con semplicità e sensibilità mi ha fatto decidere di non essere più un mozzicone gettato a terra.
    Un abbraccio
    Caterina

    PS: -800 !?!?! Wowowowow!!! però rallenta, altrimenti raggiungi il peso troppo presto e chiudi il blog… e io come faccio poi senza i post di MonAmiOrso? ^_^ 😉

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    • Grazie bella! Aihmè come vedi nelle relazioni, in quel bisogno primario di avere qualcuno accanto spesso ci riduciamo tutti (a prescendire dall’orientamento sessaule) a mozziconi di sigarette. L’importante è saperne uscire quanto prima da questo inutile dolore 😉 Grazie! Eh sì la dieta prosegue, un po’ in difficoltà questa settimana che sono con mia madre :-/

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