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IO NON HO PAURA DEL BUIO

“Non ho ancora trovato quello che sto cercando” (I Still Haven’t Found What I’m Looking For, 1987 – U2)

Peso: – 400 gr

Flavia mi ha incastrato per la seconda volta. La prima quando mi ha convinto ad aprire questo blog. Cinque mesi di persuasione tra messaggi e telefonate. Mi diceva: per fare qualcosa di diverso nella tua giornata. Ho ceduto per sfinimento. La seconda volta, un mese e mezzo fa, quando mi ha convinto a conoscere un tizio, a cui ha fatto un lavoro di restauro. Hanno parlato di non so cosa e alla fine, non so come, hanno parlato di me. Questa cosa del sai ho un amico gay fa un po’ sorridere, come se l’equazione: gay + gay = coppia. Le cose sono molto più complicate, tanto quanto quelle degli eterosessuali. Ho detto no a Flavia svariate volte, ma lei sulle parole sa dosare la giusta dose di miele e un orso come me alla fine si lascia tentare (o fregare?). La raccomandazione di Flavia è stata: – Rò stai tranquillo e sii educato. Pensa a me, che ne so, magari con un’aureola sulla testa, quando sta per uscire qualcosa su cui poi rischi di pentirti (Google Translate: evita commenti fuori luogo con la tua fottuta bocca). –

Ed ecco che venerdì sera mi sono preparato per il mio incontro al buio. Il primo della mia vita. Dico io si può avere un incontro al buio alla mia età? Per oltre un mese ci siamo scritti qualche volta su WhatsApp. L’appuntamento è stato più al buio per lui, che non per me. Lui aveva la foto sul suo avatar, io no. E infatti quando l’ho vista sono andato in crisi. È troppo fico, no, no, non ci esco, mi vergogno. Richiamo Flavia per dirle che darò buca, e lei a dirmi di fregarmene, che sono più fico di lui, che mica ci sarei dovuto andare a letto, ma solo uscire con un uomo per fare due chiacchiere, che dovevo rompere gli schemi, le cattive abitudini, uscire fuori di casa. E ancora una volta il match l’ha vinto lei. Per decidere come vestirmi non ne parliamo, sembrava il giorno del mio improbabile matrimonio, come se nell’armadio avessi l’atelier di Giorgio Armani. Ho cominciato a scartare una serie di pantaloni, alcuni improponibili, altri perché non mi entravano, ho evitato le magliette strette. Alla fine look da cassamortaro e un paio di calzini neri, con delle foglie d’erba (intesa come mariuana) di tutti i colori.

L’appuntamento era al ristorante cinese. Un autobus e ci sarei arrivato. Chiaramente quando l’ho visto, il disagio era palpabile, soprattutto da parte mia, non sai mai che cazzo dire, di cosa parlare, metti la testa nel menù, fingendo di cercare qualcosa di particolare, anche se poi finisci per prendere le stesse cose. Quando ci siamo seduti a tavola dalla sua cara boccuccia è uscito qualcosa.

Il tizio: “Comunque t’immaginavo più grasso, più deforme, più sformato, come dire più sfatto.”

Romeo: “Ohhhh grazieeee. Lo devo considerare un complimento?”

Il tizio: “Assolutamente.”

Dietro di lui vedevo l’immagine di Flavia con l’aureola e con il dito sulle labbra m‘invitava all’autocensura. Lui sicuramente di bell’aspetto, ma i suoi denti erano inguardabili, doveva essere un accanito fumatore, fra le gengive del catrame, con cui avrebbe riempito tutte le buche di Roma e poi aveva una fiatella che non permetteva a nessun insetto di ronzargli attorno. Come posso sintetizzare il mio appuntamento al buio? Diciamo che avrei trovato più interessante guardare un documentario su di un bradipo che si gratta il culo. Lui è uscito a fumare 6 volte durante la cena (le ho contate) e poi era sempre attaccato al cellulare. Non ha fatto che whatasppare. Non sono stato in grado di tenere il conto di quanti messaggi ha inviato. Si è stupito che io il cellulare lo tenessi via, ma gli ho detto che se c’era un’emergenza mi avrebbero chiamato, e che non avevo un contratto telefonico con la connessione, in genere mi attacco al wi-fi di casa e in quella serata di merda mi stavo attaccando al cazzo (ma l’immagine di Flavia con l’aureola, e con le mani alzate al cielo, mi ha fatto omettere quest’ultima parte). Ho parlato di libri, di cinema, ho cercato di farlo distrarre dal suo cellulare, e abbiamo parlato anche di politica, e quando mi ha detto per chi ha votato nelle ultime elezioni, ho visto dietro di lui l’immagine di Flavia, che chiudeva gli occhi, ma aveva ancora la sua aureola. A quel punto ho ordinato una seconda birra, con la speranza che stordisse i miei neuroni. Mi sono profondamente annoiato, c’era una persona che mi stimolava il cervello e la libido quanto un uomo con le mutande di Peppa Pig. Ho pensato che forse era timido, magari era imbarazzato anche lui, non lo so, e mentre bevevo il caffè mi ero reso conto di essere arrivato al mio punto limite. E Flavia, con la sua aureola, m’invitava con le mani ad andare via.

Romeo: “Scusami ma ora devo andare. Ti ringrazio per la cena, ma devo proprio andare.”

Il tizio: “Ma è successo qualcosa? Non capisco? Mi sembrava stesse andando tutto bene? Dimmi ho detto qualcosa che ti ha urtato?”

Romeo: “No, no, no e che non mi sento bene. Mi sono sforzato di venire per non dare buca, ma ho un tremendo mal di testa da ieri e anche impasticcandomi non è passato. Scusami.”

Il tizio: “Se vuoi ti accompagno a casa, potrei farti passare il mal di testa. Sul letto potresti conoscere una parte interessante di me.”

E a quel punto ho visto Flavia che si toglieva l’aureola e mi mostrava il dito medio.

Romeo: “Fai una cosa, prendi il tuo cellulare e ficcatelo su per il culo! Lascia che sia il display del tuo Samsung a conoscere la parte migliore di te.”

Mentre ero in autobus sono arrivati 5 suoi sms. Ho letto solo il primo in cui continuava a non capire il mio atteggiamento da maleducato. Gli altri li ho cestinati senza neanche averli letti. Avrei potuto continuare la farsa del mal di testa, invece di togliere i filtri alla lingua. Perdonami Flavia. L’ho fatto perché in quel modo non mi avrebbe più richiamato, e poi perché devo mettermi sempre io nei panni degli altri, quello che si deve adeguare. Io sono uscito con lui, mentre lui è uscito con il suo cellulare. Fanculo threesome. E ho pensato al mio primo appuntamento al buio. Mi sono preoccupato che non potessi piacere, quello che doveva cercare di coprire i propri difetti, quello fatto male e non mi sono posto la domanda, un solo istante, che magari fosse l’altro a non piacermi. Sono figlio di molti rifiuti che hanno reso la sicurezza presbite, che vede in un brufolo la cupola di San Pietro e nel girovita il raccordo anulare. Finisci per pensare di non essere interessante nelle cose che dici, e devi tenere banco con qualche minchiata in una serata in cui invece hai solamente voglia di startene per cazzi tuoi. Si cerca negli altri quelle conferme che fatichi a dare a te stesso, perché spesso ci si chiude come in una matrioska, e le maschere che hai messo sulla più piccola non sono altro che pungiball contro i boxer che incontri sul ring. Dicono che quando s’invecchia si diventa più saggi, secondo me ti rompi solo più facilmente i coglioni e non sei disposto a perdere altro tempo, perché il tempo è prezioso, soprattutto se quello che ti resta potrebbe essere inferiore a quello che hai vissuto. E nonostante le insicurezze, con il tempo cominci a pensare che forse vali qualcosa di più di una scopata fast-food. Nel viaggio di ritorno verso casa ho pensato alla mia passione per i libri, in passato leggevo anche quelli che non mi prendevano, che mi appallavano, perché volevo dare allo scrittore la possibilità di riscattarsi nelle pagine successive, nel finale, ma alla fine ho imparato ad abbandonarli, a lasciarli andare per una strada che non era la mia.

Quando sono rientrato a casa ho acceso le luci, in realtà spesso mi muovo nella semioscurità, con la luce della notte, perché io non ho paura del buio, mi nascondo, non mi guardo, e invece quella sera ho fatto un’eccezione perché avevo armadi e cassetti da sistemare, dei vestiti che ho provato. In fondo il tizio colgate al bitume non ha reso tutta la serata da buttare, quando ha detto che mi immaginava più grasso, più sformato. Quella sera ho concesso una tregua al mio passato, con chi mi ha offeso, ferito anche solo con le parole, perfino con Dio, con le cose che non comprendo, con gli errori, con lo sciacquone del water che non funziona, con le mie imperfezioni, con i miei precari stati d’animo, con il latte andato a male prima della scadenza, con le bollette da pagare. Ho messo pian piano la roba a posto e ho acceso lo stereo, con un vecchio cd degli U2, The Joshua Tree. E mentre Bono Vox cantava I Still Haven’t Found What I’m Looking For, ho provato un altro paio di pantaloni e ho sentito una forte empatia con la canzone, con la voce di Bono, con il testo, perché guardandomi allo specchio anch’io so di non avere ancora trovato quello che sto cercando, ma quando ho realizzato che dalla taglia 58 sono passato alla 54, ho pensato a quanto è strano il destino, io che quella sera sono uscito con la speranza di trovare qualcuno, davanti a uno specchio invece ho cominciato a ritrovare me stesso.

022 Flavia e RomeoFlavia & Rom. Quest’anno festeggiamo 22 anni d’amicizia. ❤

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112 thoughts on “IO NON HO PAURA DEL BUIO

  1. sei un eroe! hai resistito piu’ di quanto avesse fatto chiunque altro. La tua amica Flavia, anche se capisco che e’ in buona fede ed affettuosa, forse ancora non ha capito bene come sei. Anche se e’ vero che gli esseri umani sono sociali e’ anche vero che tantissimi stanno bene da soli e, credimi, e’ perche’ stanno bene con se stessi e non si accontentano facilmente. Io ho restistito eroicamente per 58 anni e poi mi sono sposata. Non e’ che sia pentita, mio marito e’ un brav’uomo, ma mi sembra di aver perso la mia identita’ e la mia liberta’.
    Ognuno di noi e’ unico, caro amico, e non bisogna mai ripiegare. Mai tanto vero come in questi casi “meglio solo che male accompagnato”

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  2. Però da parte queste situazioni bisogna anche avere l’onestà di apprezzarne i lati positivi. Alla fine viviamo nella convinzione di essere sempre in difetto verso gli altri e poi come in questo caso ci accorgiamo che invece non abbiamo nulla da invidiare e aiutiamo la nostra autostima ad emergere un pochino…a venire a galla in attesa che un nuovo iceberg c’è la torni ad affondare…ma questo è un altro discorso.

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  3. Venerdì sera ho pensato tanto al tuo appuntamento al buio. Speravo andasse bene perchè meriti di essere davvero felice.
    Proprio perchè meriti il meglio, hai fatto bene a non chiudere gli occhi.
    Non sei un naufrago che deve aggrapparsi al primo relitto che passa.
    Ritrovo tante cose che provo anche io nelle tue parole, lo scazzo che sale nel non voler perdere più tempo, i libri abbandonati perchè non si meritano neppure la carta su cui sono stampati, l’ansia di non piacere, il volersi preparare al meglio per incontrare chi ritengo importante. Salvo poi rimanere delusa e dire beh? tutto qui? almeno uno sforzo pensavo di meritarlo anche io!
    Sono felice che venerdì sera nel match insicurezza vs Romeo abbia vinto tu, che ti stai ritrovando. Un abbraccio grandissimo ❤
    (Due taglie in meno sono davvero wow!!!! Da ola!!)

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  4. Sai a cosa mi ha fatto pensare il tuo racconto? A come alcune persone siano convinte di essere “il meglio che ti può capitare” perché ritengono per non si sa quali motivi che gli altri siano tremendamente disperati e rassegnati (e tanti cari saluti all’umilta…….).
    A me è capitato, mi sono adeguata ad una persona drammatica perché temevo di non valere abbastanza per avere di meglio, mi sono dovuta accontentare delle briciole, quando ne restavano ovviamente!
    Credo che tu sia stato fin troppo cordiale a resistere, anche se da un creativo come te mi sarei aspettata che avresti iniziato a messaggiare anche tu a lui, per vedere se magari una conversazione ne usciva, almeno non apriva la bocca ed evitava di sciogliere le stoviglie con l’alito….
    Da parte mia credo che avrei ceduto al “ti credevo sformato, sfatto”, manco fosse il buon samaritano che concede l’ultima cena al condannato….
    Dalle mie parti si dice che tale persona è un “Mona” ovvero un grezzo ignorante con limitate facoltà mentali e superba stupidità ampiamente dimostrata in ogni piccolo gesto quotidiano……
    Buon lunedì del turista Romeo!!

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    • Fra come demolisci te certi uomini non li demolisce nessuno 😀 è vero quello che dici. Ti farei leggere i messaggi che mi ha inviato prima di incontarci, tra cui: dovresti essere felice di incontare ME. Forse certe persone sono brave a preparare un terreno, fregandosene del frutto che daranno e noi che siamo un po’ più “defilati” ci lasciamo ingannare da questi finiti agricoltori del nulla. Ma prima o poi chissà. Grazie! Tra un po’ faccio il mio giro sui blog, ho visto che hai pubblicato qualcosa. Nom vedo l’ora di leggere 😀

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  5. Nicole ha detto:

    Hai resistito anche troppo, la parte del cellulare è snervante… “io lo tengo in tasca perchè sono educato, e sono uscito con una persona e non con un oggetto”
    e te lo dice una che ha il cellulare innestato in mano!
    Sono contenta che tu ti sia visto per quello che sei veramente e non per l’orso bruto e malandato che negli anni era cresciuto nella tua testa 😉
    Buona passeggiata per Roma e buona settimana

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  6. … e io ti immagino, uscire dal locale, prendere l’autobus e sederti a quei fottuti seggiolini, con i gomiti alle ginocchia, la schiena un po’ avanti, il cellulare in mano e gli occhini un po a guardare in su…. e poi uscire e camminare con l’aria dell’estate, con la testa sempre più alta… arrivare a casa… accendere le luci perchècazzosignorimiei!!!! questo orso è tutto da guardare per bene, non sta più al buio, occhei!?! dritto negli occhi bisogna guardarlo( e non tenerli allo schermo dello smartfon!!!)… bisogna guardarlo e ammirarlo, lui e il suo Ego che gli trotterella accanto, perché mio splendido amico: non ti azzardare a dire che ti sei trascinato Ego… perché è saltato fuori e credi a me, quasi quasi uno schiaffo improvviso l’avrebbe anche dato…
    splendido te <3… e Egorso… e i tuoi calzini… e Flaviaconl'aureola 😉

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    • Mi hai immaginato bene. No avendo la connessione sul cellulare sono uno che ama guardarsi attorno e riflettere (pure troppo). Diciamo che l’incontro mi ha regalato amarezza e allo stesso tempo sollievo! Sono stato fin troppo educato a non scrivere i messaggi che mi ha inviato prima che ci incontrassimo. Forse il suo ego mi avrebbe dovuto far pensare un pochino, e che certe volte il nostro è talmente nascosto che fatica a farsi strada (e tu ne sai qualcosa my darlin’).

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  7. LuminariaSprecata ha detto:

    Adoro leggerti, aspetto ormai il lunedì per sbirciare il tuo blog e ritrovarmi nelle tue parole. Perché quelli come noi danno importanza alle parole, ai gesti, al rispetto. Credono di non essere mai abbastanza e si impegnano ad essere accettabili agli occhi di gente che non si è mai neppure interrogata sul valore della propria esistenza. A qualsiasi età non bisogna mai accontentarsi di nessun avanzo d’uomo. Non lo meritiamo. Meritiamo di trovare l’eccezione e non la mediocrità. E se non arriva sti cazzi. La felicità sarà pure più bella se condivisa, ma condivisa con chi ha un cuore grande e un’anima bella. Di gente mediocre, schiava dell’apparenza, sempre connessa col mondo e puntualmente sola ne abbiamo a bizzeffe, ovunque ti volti. Ma tu sei diverso ed è questo che ti rende speciale, unico. Arriveranno occhi sinceri capaci di scrutare la meraviglia del tuo cuore…e guarderemo il soffitto, con quel cuore che batte forte, ridisegnando nuove costellazioni.

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    • Grazie Lumi … io davvero spero che guarderemo il soffitto, ridisegnando nuove costellazioni! Chissà La notte di San Lorenzo è vicina, magari cade una stella vicino a noi 😉 ce ne basta una.

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  8. Capisco quelle preoccupazioni di non piacere, me le metto sempre anche io… hai fatto benissimo a mettere le cose in chiaro, se c’è una cosa che non sopporto è quando le persone si isolano dal mondo stando al cellulare, io lo uso quando sono da sola, ma se c’è qualcuno con me lo metto via… chissà che magari prima o poi capisca… 😉

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  9. Ti sembrerà paradossale ciò che scrivo ora, ma forse in fondo in fondo questo tizio lo devi un po’ ringraziare.Talmente repellente e buzzurro da farti reagire – sei stato un gentleman, eh! – e darti la carica per accendere la luce e guardarti ben bene allo specchio.
    Chi stabilisce alla fine il superiore e l’inferiore? Nessuno. La coscienza di ciò che siamo e del nostro valore, piccolo o grande che sia, è una ricchezza, una vitamina per la mente. E tu sei stato e sei grande! Lo dicono le ultime righe, lo racconta la taglia 54 (a proposito non male!), lo canta Romeo che broke the bonds,
    loosed the chains … and all his shame
    reinterpretando il brano di Bono.
    Alla via così… 😉
    Un abbraccio. 🙂
    Primula

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  10. Oh beh, a parte il fatto che il suo incipit non è stato dei più felici ( io mi sarei giocata l’aureola da subito ma per non offendere la buona fede degli amici si fa questo ed altro), direi che tutto sommato questo incontro è servito a ricordarti che vali molto, ma molto, ma molto di più di una eventuale relazione con uno che si propone come Moment Act da branda 😏.

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  11. si invecchia e si diventa più saggi…. pure più insicuri…. ma saggi al punto da non voler perdere il tempo….. come ti capisco, a me dà sui nervi perdere tempo con chi non mi è affine. e con affine non intendo qualcisa di eccezionale…. semplicemente parlo di affinità elettive. quando durante un incontro così è a me ne sono capitati

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  12. alcuni tutto va oer il verso giusto… tutto funziona si sta bene si è rilassati le parole escono…. insomma acquisti invece che perdere allora è tutto perfetto…. non importa se non nasce nulla dopo l’importante è che non sia tempo sprecato….. quando invece non fai cve notare i difetti e le differenze allora meglio tagliare la corda……
    come sempre mentre ti leggo provo una fortissima empatia con le tue emozioni…. è bello e mi dà tanta bella energia. grazie Ro. un abbraccio di buonanotte.

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  13. Posso ribadire il mio essere pazza di te? 😳😳
    Ero cosi curiosa di saperr come fosse andata! Ho incrociato tutte le ditine che avevo!
    Flavia ha fatto benissimo e fa bene a continuare a sprinarti…. L’ importante è fare esperienze, conoscere persone, uscire…
    Certo che tu sei stato un signore e gia da wuando ti ha detto che pensava peggio e che non eri deforme…. Ma chi si credeva di essere? Ma si è visto lui? Poi vabbe il cellulare…. Che palle!
    Cmq come al solito dici delle grandi verita! Il fatto di sentirsi inadeguati… Di avere per forza la foga di colmare i silenzi… Pensare che sia colpa nostra se non ci soNo argomenti… Dovremmo imparare a credere di piu in noi!
    E tu… Tu…. Che bello il finale ro… Piano piano ti riappropti della tua convisione di essere unico!
    Porca la zozzetta…. Due taaaaaglie! Bravo tesó!

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    • Grazie Ale. Sono passato prima di là e ho trovati su facebook che una certa birbantella ha condiviso qualcosa 😀 Grazie! Gli amici ci sono per spronarmi e a volte anche per stressarmi 😀 sulle due taglie ok, ma adesso so che arriva la parte più difficile, ma è anche vero che non mi devo esaurire adesso. Mi sono dato tempo entro la fine dell’anno e siamo ancora a giugno. A proposito ho cominciato il lavoro presso il centro estivo, anche se non so quanto rempo lavorerò.

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      • Ammappa che indisciplinata che sono eh!
        Gli amico fanno propio quello…😍
        Non è detto x forza sia il piu difficile…. Ora il tuo corpo di è abituato al tuo nuovo modo di mangiare… Non farti prenderr da strani pensieri… Se ti inghezzi poi invece che mangiar qlc, esci!
        Ma percje ti dai sempre sti tempi…. Tu fai… E lassa perdr eventuali date di fine….
        Evvai! Son contenta! E dai… Va benissimo x ora! Ti occupa anche la giornata, oltre aspetto economico!
        E poi yuppieeee cosi siam piu vicini! Aó io ho giâ assoldato la guardia del corpo, eh!

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      • è vero forse dovrei pensare meno ai tempi e che voglio chiudere quanto prima questo cerchio. però devo sapere attendere. hai assoldato una guardia del corpo?? Bene due in un colpo solo 😀

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      • Ahahah! Che scemettolo… La assoldo donna la guardia del corpo… Tié! Vabbe va che poi mi spiace… Assoldo due omaccioni!
        Beh si chiudi il cerchio ma senza pensare a tempi e modalita che senno ti fissi ed è peggio… Piano piano vien da se!

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      • Un massacro … pesante. Per ora comunque mi sono buttato anche nelle traduzioni. L’estate è il mese della formica, poi arriva l’inverno della cicala. Ecco adesso sui giornali si parlerà di orsicidio 😀

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      • Tipo piscina? 😁😁😁
        Sto periodo per me week é piu difficile perche ho finito di lavorare sabato e domenica… E non scendo a roma presto.. In caso per uscore la sera con amici… Visto che lavoriam vicini, quando stacchiamo? Altrimenti mi organizzo…. Non vedo l’ora!

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      • Io con il mio fisico in piscina? Ci vorrebbe il mare per contenermi 😀 Ok allora tocca organizzarsi, io so di settimana in settimana se lavoro. In genere il venerdì so se lavoro la settimana dopo o se sono libero, bello e discoccupato. Non vedi l’ora? Non mettermi ansia, già ho avuto una settimana pesantissima … ho appena sistemato alla meglio il cesso, che perde acqua …. e con questo caldo ….jesus ….

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      • Ma perche per andare in piscina dobbiamo essere tutti magri e palestrati? Uh allora fanno la fame! 😁😁😁 e poi tu sei gnocco! E siiii! Ci accordiam! Ti pare che non ci riusciamo? 😅
        Beh mezzo occupato, dai… Non disoccupato! Uh ma che ansia! Ma te pare! Mi spiace x la settimana pesante… Oddeo pure idraulico hai dovuto far…! Ma io davvero n9n vedo l’ora pero… Se puö dí? 😅

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      • Ma piantalaaaa! A parte che in foto vengo meglio…… E ma poi chissenefrega oh! Mica se dovemo sposà! Ci conosciamo un po e ci facciam due risate! Senza ansie! Basta che non me dici come t’ha detto il tipo dell’appuntamento! 😁😁😁😁

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  14. Ti sei trattenuto anche troppo a lungo…
    Ma scusa, dare il giusto valore al proprio tempo, imparare a valutarsi in maniera più obiettiva invece che limitarsi a mortificarsi… non sono sintomi di saggezza? 😉
    Ogni bene

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