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IMPRONTE D’ORSO E PASSI DA GAMBERO

“La risposta, amico, vola via nel vento” (Blowin’ in the Wind, 1963 – Bob Dylan)

Peso: – 400 gr

E arriva quella settimana in cui vai di corsa e non ti fermi un attimo. L’estate è così per me. Mentre gli altri dovrebbero andare in vacanza, io faccio la formica accettando tutti i lavori possibili in previsione dell’inverno. Ora ho cominciato a lavorare in un centro estivo, sempre con la precarietà che mi appartiene, il venerdì sai se lavorerai la settimana successiva. Sveglia alle 5.15 come sempre, uscita alle 6.30 e rincasare alle 18. Il tempo di una doccia e poi un lavoro di traduzione d’inglese, che m’impegna fino a tardi. E tra chiappe infuocate dalle temperature romane e il nervosismo che sale nel cercare un senso a tutto questo, ecco che sabato il cesso si è rotto! Nel pomeriggio lo sciacquone. Il galleggiante oramai va per cazzi suoi, un po’ come la mia vita, poco male, con il secchio sono tornato Homo Sapiens. Il problema è che poi si è rotta la guarnizione di gomma che collega il tubo al water, per cui il bagno si è inondato d’acqua e delle mie imprecazioni. Alle 22.30 di sabato sera chi potevo chiamare? Mi sono improvvisato idraulico e ho sistemato provvisoriamente la perdita, con nastro adesivo e, non avendo altro, con dei preservativi (d’altra parte in scadenza e con questi tempi di magra inutilizzabili), in attesa di chiamare lunedì l’idraulico.

È stata una settimana dove ho rimandato ogni cosa: il dentista, il pagamento delle bollette, la telefonata agli amici, le chiacchiere assurde con mia madre e mille altre cose che avrei dovuto fare. E a quel punto ho ceduto. Ho della cioccolata fondente nel frigo, su cui scritto: emergenza crollo di nervi! Allora non riuscendo ad addormentarmi, nonostante la stanchezza, ho cominciato a selezionare una serie di cose da buttare: vecchi vestiti, scarpe bucate dai miei alluci, musicassette registrate oramai rimpiazzate dall’mp3. Fino a quando mi sono imbattuto in due grosse scatole colorate. I miei diari. Dal 1985 al 1989 pensieri e frasi sparse. Dal 1990 a oggi vagonate di carta e inchiostro. Ogni anno rigorosamente imballato. Mai riletti, forse per pudore, per disagio, solo una volta ho riaperto un diario del 1998 e mi sono sentito imbecille nel leggere quello che avevo scritto. E in quel momento ho riflettuto su uno scambio di battute che ho avuto con Erodaria, su Montaigne e sul “retrobottega dell’anima”, che ognuno dovrebbe riservarsi per viverci in completa libertà. E siccome sono una persona con un grande talento, quello di spararsi chiodi sulle palle, a mezzanotte io quel “retrobottega” ho cominciato ad aprirlo. Trentuno anni di diari, scritti quasi giornalmente, che raccontano la mia vita, quella dei miei amici e tutto quello che mi ha colpito. Ora una persona sana di mente sarebbe andata a dormire ed io invece in quel “retrobottega”, a cercare nel mio passato una risposta. Una cazzo di risposta alla mia vita. Io sabato sera sono andato in paranoia. Sì perché una risposta dovevo trovarla. Dovevo capire. Dovevo sapere. Alcuni eventi mi hanno colpito.

1986 – La mia compagna di scuola Francesca morta a 14 anni in un incidente stradale. Mi è difficile riuscire a comprendere la morte di una persona così giovane oggi, figuriamoci allora. Che senso ha avuto la sua breve vita?

1989 – Un fiume di belle parole. Ero rimasto colpito dalla caduta del muro di Berlino. Scrivevo: che bello cadono le frontiere. C’è scritto a caratteri cubitali il 9 novembre: sarà un mondo migliore allora? Questa era la mia domanda. Quella era la mia speranza. Com’ero giovane. 27 anni dopo con il Brexit mi sembra di assistere oggi alla costruzione di nuovi muri: sociali, psicologici, economici, ideologici.

1991 – Gli esami di maturità e fiumi d’inchiostro per la paura. Soprattutto del dopo. Che cosa mi aspetterà?

2001 – È l’unico diario che non ho aperto. C’è LUI, ci sono tutte le foto. Lui che viene in sogno, quando meno te lo aspetti. E non so mai come mandarlo via. Perché? E questa domanda torna sempre a tormentarmi.

2006 – Il licenziamento e la chiusura della società. La paura di quello che sarebbe successo. Il senso di smarrimento e di fallimento. La domanda più frequente: adesso che succederà?

2011 – Mia madre a 69 anni inizia a dare segni della malattia. Perché una persona buona, generosa, onesta si ammala e certi pezzi di merda campano in salute? Questa è stata la domanda che mi ha ossessionato di più quell’anno.

2016 – Apro un blog. Sono scemo. Ci provo solo per un anno, magari succede qualcosa. Ma che cosa?

Ho passato tutta la notte del sabato a leggere le cazzate che ho fatto e quelle che ho scritto. Non sono riuscito a smettere. Gli occhi mi bruciavano per la stanchezza. Ho messo sulla bilancia i miei diari e ho scoperto che pesano 26 chili. Ma per certi aspetti pesano più di me. E anche tanto. Ho cercato una risposta, qualcosa che m’illuminasse la mente. Ma non ho trovato nulla. Ho trovato scontrini schiariti, biglietti del cinema, recensioni di libri che ho letto, fiori appassiti. Quante cadute, quante lacrime, ma anche tante belle cose, inaspettate; amici persi e quelli che ci sono ancora; uomini che sono durati meno della digestione di una carbonara; i compleanni, biglietti del treno, errori di ortografia e di grammatica, gettoni e schede telefoniche. Le cose belle le ricordo tutte, sono nella mia mente e riaffiorano al semplice ascolto di una canzone. Le esperienze negative le ho accantonate, anche se in realtà le ho assorbite nei miei comportamenti, nelle mie incertezze. Cazzo quanta roba. I miei amici dicono che i miei diari sono un tesoro. A volte sono tentato di buttarli, forse perché all’interno ho trovato solo un orso un po’ patetico e a tratti ridicolo. Con gli anni la speranza è sbiadita. Sono diventato più cinico, disincantato. La mia calligrafia è cambiata, spesso si è adeguata alle circostanze che stavo attraversando.

No. Io non ho trovato nessuna risposta alle cose che sono accadute. Nei miei diari ho avuto la conferma che nessuno ti dice nella vita da quale parte andare, come fare, ti dicono solo di muovere le gambe. A scuola nessuno ci ha insegnato ad affrontare il mondo. I miei genitori mi hanno protetto per quanto possibile, ma non mi hanno dato dei parastinchi. Ogni genitore pensa che il proprio figlio avrà una vita fortunata, perché la merita, e magari chiude il figlio in una bolla di vetro, che il primo evento negativo frantuma e mentre si cerca di rimettere insieme i pezzi, senza accorgercene costruiamo una nuova bolla, dove non c’è spazio per le illusioni. Domanda: questo vuol dire crescere o invecchiare? Ho fatto gli stessi errori di sempre. E li ho ripetuti. A lavoro ho sempre pensato che l’onestà e l’impegno premiassero, invece spesso premia il destino, le coincidenze, la fortuna, a volte essere anche un po’ stronzi. Gli uomini che mi sono scelto, fatti tutti con lo stampino, come le formine dei biscotti allo zenzero e al limone che mia madre preparava quand’ero piccolo. Allora il problema sono io? E questa è una nuova domanda. E qual è la risposta? Qual è la soluzione? Ho seguito le stesse dinamiche, gli stessi percorsi, per arrivare dove? A un sabato sera dove con dei preservativi cercavo di arginare la merda che usciva dal tubo del water.

Qualcuno sostiene che è già tutto scritto, che il nostro percorso non lo conosciamo, ma è stato già stabilito, che è inutile porsi domande. Eppure ogni anno ricomincio a scrivere un nuovo diario, ricomincio la routine, esorcizzo le solite paure, e mi sono reso conto che in quelle giornate dove ho pensato che non ce l’avrei fatta, che non mi sarei più alzato dal letto, ho avuto conferma dal mio diario che la notte poi è passata, che l’inchiostro ha violato la pagina del giorno dopo, che la luce ha attraversato i vetri, che ho fatto colazione con latte e cereali, che dalla finestra ho visto un cane che cagava e il padrone che non raccoglieva i suoi bisogni e che sono sopravvissuto alla fine di un amore. Sì, dicono che sia tutto scritto, eppure malgrado questo, non posso fare a meno di pensare che sull’ultima pagina di un diario futuro, che un giorno forse scriverò, magari finalmente troverò una risposta e forse sarà il finale che ho sempre sognato.

023Me and my life.

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104 thoughts on “IMPRONTE D’ORSO E PASSI DA GAMBERO

  1. Buongiorno amico mio, sei la prima lettura del mattino insieme al caffè, mentre rimando il momento della stiratura. Con ‘sto caldo sono davvero cazzi!
    Ho compreso il tuo procrastinare, così vicino alla mia ricerca del giorno buono per essere una persona differente. Migliore forse? Non lo so…… Una volta avrei detto certamente, oggi non sono più così sicura di voler essere diversa. Sarà che invecchiando ci si affeziona ai vecchi difetti più che ai pregi oppure penso che alla fine baratterei consuetudini sformate per nuovi casini, scomodi come scarpe acquistate con i piedi gonfi.
    Ho anche io un cassetto di diari, anche se ho smesso di scriverli molto prima di te perché non sono una persona così bella. Penso spesso a cosa dovrei farne. Leggerli mi terrorizza e penso che prima o poi li brucerò. Una bella fiammata catartica sperando che nessuna parola decida di venire a tatuatuarmi la pelle. Se proprio devo scegliere vorrei fosse la parola……..e tu? Quale vorresti?
    Un bacio grande degno di un orso come si deve ❤

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    • Io sono sempre laconico nei commenti che leggo sulle cose che tutti voi scrivete. Perchè tutta la mia capacità di esposizione mediatica me la brucio il lunedì mattina. E quando leggo certe cose a me vengono i lucciconi agli occhi. 1. Non essere diversa, a me piaci così..e secondo me sei fatta bene. Però mi riconosco molto nelle parole che hai scritto. 2. Lo dici te che non sei una persona così bella, lascialo dire agli altri 😉 3. Che parola sceglierei? Azz difficile da dire. Forse metterei la zampa di un orso. Perchè in quell’impronta, nel bene o nel male, ci sono io. Sul bruciarli i tuoi diari?? mmmm anch’io ho uno stato emotivo altanelante, forse lo faremo quando sentiremo che al nostro passato non dobbiamo più nulla se non i nostri ricordi. Un bacio grande a te ❤

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  2. Un paio di settimane fa, a casa dei miei, ho ceduto alla lettura dei miei vecchi diari (che mia mamma voleva buttare, ma l’ho pregata di non farlo – ndr).
    Ah, i diari dalle pagine ingiallite…. Ci sono fogli sbiaditi che vorresti decifrare, pagine che preferirei non leggere o non aver mai scritto; frasi che adesso reputi premonitrici o che pesano come macigni.
    Il cuore mi si è gonfiato nel leggere quello che ero e quanto pensavo. Il più degli scritti erano utopie e io, anche a 14 anni, ero già quella che sono adesso.
    Una cosa è certa: i vecchi diari non vanno mai buttati, ma rileggerli nuoce gravemente alla salute!

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    • Beh a 14 anni eri già quella che sei adesso, complimenti vuol dire che sei maturata molto presto 😉 sul nuoce gravemente alla salute è vero, ma nuoce molto di più quando attorno non hai un compagno o un lavoro, ma è stato catartico per certi aspetti! Grazie mille Gisa

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  3. cybilll ha detto:

    Caro Ro, hai fatto centro anche stavolta!
    Ed io, che mi vanto di aver visto la tua evoluzione di essere umano (pardon, di orso) e di scrittore, ti dico che tutto questo percorso di vita e di carta ti ha portato qui e adesso a vivere questa strana vita faticosa ma piena di persone che ti amano di un amore grande e sincero.
    Lo so e lo leggo anche nei commenti di tutti questi lettori che ti dimostrano un affetto smisurato e meritato. Non accade a tutti di essere compresi così a fondo!
    Caro Ro, il caso non esiste e bisogna tenersi un po’ di domande senza risposta e credo che, quando avremo risolto tutti gli enigmi, saremo pronti per un altro viaggio!
    :-))

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  4. Wohaaa i calzini!
    Io sono pro diario e credo che inconsciamente tu sappia che gettarli via sarebbe un errore, altrimenti lo avresti già fatto no?
    Nel futuro quando i ricordi magari si lacerano un po potrai rivivere le tue emozioni e provare a rispondere alle domande che ti sei fatto, o forse diventerai saggio al punto da comprendere che certe domande non hanno risposta…..
    Ti mando un bacione romantico in bagno di fronte agli zampilli della preservativ-fontana, possiamo buttarci la monetina ed esprimere un desiderio???

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    • Finalmente rispondo oggi Fra. Sono impegnato con delle traduzioni d’inglese e con il centro estivo. L’idraulico è venuto ieri pomeriggio sul tardi. Ero un po’ imbarazzato quando ha tolto la mia pseudo-preservativo-guarnizione, ma io ho fatto finta di nulla! Hai ragione sul non averli ancra buttati, ma sai sono uno che ogni tanto si fa venire dei raptus 😀 E sulla mancanza di risposte, lo so che non e ne saranno, ma che a volte aiuterebbe un po’ saperle. p.s. ho ricominciato a insaponarmi con uno bagnoschiuma al cocco 😉

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      • Vai tranquillo, l’ho letto ciò che hai scritto sai? Quindi so del centro estivo e delle traduzioni, purtroppo ogni giorno bisogna reinventarsi in qualcuno/qualcosa di diverso per tirare a campare….
        Sarà stata anche una “pseudo-guarnizione” ma intanto non ti ha allagato completamente il bagno, il che già la rende funzionale e ingnegnosa 😉
        Sai che ho pensato ai tuoi calzini rispondendo ad un tag sulla fotografia? Ero tentata dal mettere i miei a righe, mille colori e…con le dita ma poi ho pensato che sarebbe stato carino da parte mia conservare almeno un ultimo risicatissimo briciolo di normalità ( o almeno quello che io credo tale…!)

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      • Ma tu mi piaci perchè non sei normale… come non sono normale io!!!! 😀 Sì il bagno ha ripreso a funzionare, adesso posso esprirmi in tutta libertà che ho sempre cercato 😉 Però devono essere fighissimi i calzini che hai

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  5. io sono un’accumulatrice seriale di ricordi, pensieri, frasi, poesie, di emozioni e sensazioni soprattutto… sono alta un metro e una caramella, e sparisco dietro un cespuglio di ribes senza problemi… ma dentro… tutti questi ricordi mi fanno grande come un armadio quattrostagionipiùlemezze… rendendomi più forte ogni giorno, anche se spesso casco e faccio fatica a portarne il peso ( dell’armadio intendo!)
    Le cose non arrivano a caso ma ci rendono quello che siamo e io ringraziotuttelestelledelcieloedivinitàfollette di averti fatto come sei… perché sei meraviglia e incanto, dolcezza e bontà… perché sei buono e non è così scontato esserlo…
    ( continua a scendere!!!! continua a scendere ❤ ❤ <3…
    e i calziniiiiiiiiiiiiii… ti lascio questa..)

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    • Scendo scendo, ma sempre con fatica….!!! Non avevo dubbi che tu mio folletto corservassi tutto. Immgino un baule, di quelli che si vendevano una volta, in cui dentro avrai messo tutta la tua vita. Da un lato fa molto strano, perchè non ti riconosci più, se sia così buono come dici te dovresti chiederlo a chi mi è accanto, come ogni orso ho anche il mio caratteraccio 😉 un abbraccio Tatina mia

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      • Buongiorno mio OrsoMeraviglia!…
        Lo so che a questa distanza direi che sei buono si fa veloce come dire CIAC!… E anche io ho il mio ho caratteraccio… Ma esprimi, qui con queste righe, una parte di te incantevole e buona come il pane appena fatto… E questo mi basta ( e fattelo bastare anche te!)
        Quel video, quella canzone…. Riuscire a descrivere l’amore partendo dai calzini… Solo Vinicio poteva farlo! 😘❤️

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      • E tanto che non lo vedo dal vivo…. goditelo per me qulora dovessi andare a qualche suo concerto 😉 !!! E me lo faccio bastare sì! 😘😘 Grazie come sempre

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  6. I diari, il proprio retro bottega, tesoro e fardello insieme!!! Li vivo così i diari del mio passato, un andirivieni di emozioni che vanno e vengono, di su e giù di voli e cadute. Io credo caro Ro che persone belle, ricche, piene che si fanno tante domande difficilmente trovino risposte, ma come dici tu trovino però non si sa bene come la forza di riscrivere una nuova pagina e fare una colazione di latte e cereali il giorno dopo….Per quanto la mia vita possa apparire semplice e lineare, vivo di domande incontrollate e costanti, sul dolore per la malattia fisica di mia mamma, sull’incertezza dello sguardo del mio amato biondo, sulla fatica di tenere i pezzi insieme…Eppure il giorno dopo quella colazione con mirtilli e cereali è di nuovo buona!!! Ti abbraccio forte…. E cmq scrivi che è una gioia leggerti…sono ripetitiva? 😘

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    • Margherita mi fai venire i lucciconi quando mi dici le belle cose, un po’ per l’età, sai si diventa un po’ più rincoglioniti 😀 E’ vero quello che dici, ma quanto aiuterebbe ogni tanto avere una risposta chiara, forse renderebbe quella colazione ancora più unica e saporita. Ma nonostante questo si va avanti. Grazie. P.s. No no, non sei ripetitiva 😀 😀 😀

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  7. Come sai, anch’io da poco mi sono fatta un bel tuffo nel passato … Quindi mi riesce facile capire quelle emozioni contrastanti di cui parli …
    Prima di tutto voglio dirti una cosa: i tuoi amici hanno pienamente ragione! Quei diari sono un tesoro … E buttarli via sarebbe un’infamata nei confronti di quel ragazzo, a volte distrutto a volte così speranzoso nei confronti della vita, che quelle parole le ha scritte e le ha lasciate in dono a te!
    Secondo: io non penso che tutto già sia stato tracciato … Il bene è sempre a portata di mano, aspetta solo che troviamo il coraggio di aprire gli occhi e di cambiare, per noi stessi.

    Mi sembra di vedere delle calze familiari 😀 … A breve posto anche le mie!!

    Buon inizio settimana Romeo!

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  8. Invece io sono d’accordo con i tuoi amici. Credo che tutta quella carta sia un tesoro inestimabile. Lì c’è colui che sei stato e che continua ad esistere nel tuo presente. Potrai leggerti e giudicarti ogni volta che vorrai, e poco importa se poi gli errori si ripetono perchè ogni volta si affrontano in una maniera diversa.
    24 kg sono davvero tanti… mamma mia. Io ti invidio un pochino. Non sono mai riuscita a tenere un diario cartaceo. Con il blog è un record invece: già un anno e mezzo… ma ammetto di non essermi mai riletta (ancora).
    Vale

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  9. luminariasprecata ha detto:

    Io sono convinta che chi semina bene, prima o poi, raccoglierà bene. Forse non tutto è già scritto, molto dipenderà dal nostro libero arbitrio, dalle scelte che faremo nei momenti cruciali, dagli errori, dalle cadute e dalle risalite. Ho la sensazione che, in fondo, toccherà a noi un giorno cogliere o meno un’opportunità, lasciarsi andare o spiccare il volo e tenere memoria, in un diario o in blog, di chi eravamo e chi siamo ci aiuterà a capire che non siamo dei rottami, che anche quando credevamo di non farcela, in un modo o nell’altro, ce l’abbiamo fatta e, dunque, ce la faremo e rifaremo ancora. Ogni cosa che ci accade non è mai casuale, tutto contribuisce a formare la nostra personalità e a farci fare due belle spalle larghe.
    Sei tanto saggio, Romeo. Leggerti mi fa un gran bene.
    Ti abbraccio.

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    • Io adoro i tuoi post, ci ritrovo molto di me, ma di quella parte di me che non sono in grado di raccontare, per cui per fortuna lo fai te, che hai un effetto catartico su di me. Per cui il grazie è soprattutto mio. Un abbraccio Rò

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  10. Meraviglioso, in pratica hai visto tutta la tua vita in un post 🙂
    Secondo me la vita sta diventando sempre più dura, sempre più caotica, sempre più stronza e chi t’incula per primo per avere quel che vuoi anche tu. Non siamo nemmeno competitivi, siamo pigri, aspettiamo che siano gli altri a fare per noi, ma sono comunque quelli furbi e cattivi a fare ciò che vogliono… Non so cosa ci aspetterò domani, so solo di aver programmato un post (XD) ma penso che ogni giorno, nel bene o nel male, vada vissuto sempre come se fosse l’ultimo, anche se fa schifo e non riusciamo a sopportare di arrivare alla fine, perché in ogni singolo istante potrebbe succedere qualcosa d’importante ❤

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  11. non ho mai avuto la costanza necessaria per i diari. mi manca la memoria storica per poter confrontare ciò che sono a ciò che sono stata. ma certamente la fatica della transazione la sento tutto tra la L4 e la L5… meglio non capire perché!
    ti abbraccio Orso Buono

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  12. Gli anni servono a conoscere il mondo, le persone… ma ai perché non troverai risposte certe, devi accontentarti delle tue ipotesi, alla fine l’unica domanda è: perché il male? Una domanda vecchia come il mondo (e basta una singola ferita a un singolo innocente per porsela, non è che a ogni tragedia che succede ci si possa chiedere “dov’è il senso?” come se fosse una novità, come se non fosse già sufficiente tutto quello che è già successo), e pure le varie risposte hanno su un bel po’ di polvere… Invece la tua risposta personale dipende da quanto tieni a te, da che valore dai a quello che sei e di conseguenza da quanto sei disposto a discostarti dal te stesso ideale per raggiungere ciò che vorresti ma non hai…
    Almeno credo.
    Sul destino… non saprei, forse è una via di mezzo…
    I diari tienili però! Io non ne ho mai scritti e mai ne scriverò, ma forse sono solo un cretino 🙂
    Ogni bene! 🙂

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    • Grazie Ivano. Alcuni di voi mi lasciano senza parole, perchè senza saperlo una risposta me l’hai data. Ogni bene a te, e non è scrivere o non scrivere un diario a renderti un cretino 😀 Grazie milla

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  13. Rome non riesco a commentare stavolta…. A parte che hanno gia scritto tutto e risulterei ripetitiva ma mi sono emozionata…..
    Soli…. I diari sono un tesoro inestimabile. Tu per te stesso sei un tesoro inestimabile. E scusa se è poco. La cioccolata… Ma guarda che ogni tanto uno sgarro fa pure bene! Sarâ pure tutto scritto ma…. Boh… Mica ci credo tanto…. Credo nelle scelte “giuste” in un determinato periodo di vita che peró risulterebbero sbagliate in un altro momento… Tutti facciamo continuamente delle scelte. Mi chiedo a volte che sarebbe successo se una delle volte avessi fatto una scelta diversa………
    Hai fatto bene a rivederti attraverso i diari.
    Se un sabato sei solo a casa e x qualche strano e oscuro motivo i tuoi amici reali son tutti fuori e tu vuoi fare una chiacchiera, modo per marlare con me lo hai….
    Mo basta che mi sta a uscì la lacrimuccia… Son proprio na capretta.
    Notte!

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    • Grazie Alè. In fondo capitano a tutti i momenti in cui si cerca una risposta. E grazie per il tuo esserti resa disponibile. Nel frattempo l’idraulico mi ha riparato il cesso e questo è già una cosa, come risposta tecnica va bene, il resto aspetterò come ho aspettato. Magari davvero succede qualcosa, ho cominciato la dieta,con fatica la sto portando avanti…. poi domani chissà. Ti abbraccio Alè. E tanto lo sai che ci vedremo vero? Vedo adesso come sono messo, ho cominciato un lavoro di traduzioni, mi pare di avertelo deto, che mi prende un sacco di tempo. Oggi che è festa qui a Roma mi sto ritagliando un po’ di tempo per me, leggendo il mio e gli altri blog.

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      • Certo che capitano sti momenti rome! Anzi forse devono proprio capitare… Ë giusto.. Altrimenti non saremmo umani… Normale girarsi indietro per capire dove siamo arrivati… Magari a volte viene anche da pensare se avessiMo preso una strada diversa davanti a una scelta… Boh!
        A un certo punto le diete diventano ancora piu faticose… Ma anche quello è un momento!
        Megli9 che hai tante cose da fare sto periodo, anche se col caldo..
        Oh io gia ho messo su il caffe e sono in trattativa x il colosseo… Poi ci scriviam e ci confrontiam sui tuoi turni!
        Buona giornata tesó!

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      • Ok… va bene lo stesso se sgarro e prendo il cappuccino? 😉 certo il Colosseo potrebbe essere una possibilità per l’incontro, per fortuna Roma ha tanti punti strategici con le metro. Cià

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      • Noooo… un cappuccino a Roma, di quelli come si deve. Tanto poi sono le chiacchiere tra di noi che contano. Ho chiesto alla mia amica se mi fa un lifting perchè devo dimostrare 29 anni.

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      • Ahaaah! 29 e piu! Poi cone si fa che io son piu vecchia? Io ne ho 36! 😅😅😅
        Secondo me non stano zitti un attimo! Altro che caffe o cappuccino! Ma secondo te… Per quella cosuccia che mi hai confessato… Quanti bodyguard me devo portà? 😁😁😁😁😁😁😁😁

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      • dai tranquilla sei di poco più bassa di me, qindi nella collutazione fisica siamo pari. Sull’età più o meno dovresti aver capito quanti anni ho, al massimo ti potrai sbagliare di uno o due 😉

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  14. EM ha detto:

    Grazie Romeo per quello che ci regali ogni volta. Grazie a tutti i tuoi “amici di blog” che commentano e dimostrano l’affetto per te.. e riempiono d’orgoglio e per chi ha la fortuna di conoscerti e viverti quotidianamente:-)
    Quando poi oltre a Romeo si conosce pure Cybill…. alé, ho fatto cappotto! Un abbraccio amici miei! E a tutti voi del blog!

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  15. Della serie “meglio tardi che mai” so qui… ed ho pure capito perché il karma e il dharma ti erano arrivati a fagiuolo… ma è proprio cosi. Ti leggo per prima cosa il lunedi mattina e ti rispondo il martedi ma cosi ti rileggo… ahahahah ed è sempre bello… grande Ro…. 😊😊😊

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  16. bellissimo come solo tu sai fare. e bellissimo è scoprire pur con dinamiche diverse che quella attrazione verso il passato scritto ci prende all’improvviso e contro il nostro volere….. per avere la conferma che beh si nel mio caso è forse nel tuo anche è andato tutto in direzione contraria a ciò che mi prefiggevo. delusione? disincanto? amarezza…. nostalgia…. si….. tanta…. anche di quando si credeva di stare male e invece era un passaggio allo stato successivo….. oddio Ro….. come riesci a dare forma tu alle emozioni…… a farle percepire…. ho sentito qualche lacrima nascere dagli occhi mentre ti leggevo e ti ho visto e sentito. io sai ho una valigia di cartone rossa …..nessun diario giornaliero ma tutte le mie smemo a fisarmonica, cartoline, fotografie, scontrini, biglietti di concerti, treno, bus…..lettere e lettere tutto il mio passato chiuso li, incollato con scotch (o cerotti?) e nastri….. sorrisi e lacrime e una me distante e diversa da oggi. una me dagli occhi aperti fiduciosi…… come immagino te…… e oggi invece con cicatrici che ogni tanto si riaprono….. e nel frattempo tutto scorre….. e passa…..
    e ogni tanto ci chiamano i ricordi un poco ingialliti per ricordarci la nostra evoluzione, i nostri passaggi di stazione in stazione……
    un abbraccio per ogni tuo diario e ricordo, una carezza su ogni cicatrice, e un sorriso ad ogni tuo sorriso…. che sono certa è bellissimo!

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    • Grazie tesoro… lo immaginavo che anche tu come la Tati avessi una sorta di scrigno con cui nascosto il passato. Quello ci appartiene, purtroppo non lo possiamo ricomprare, ma possiamo farne tesoro. Questa è stata l’unica risposta che sono stato in grado di trovare in quel mio paranoico sabato. Per il resto pensiamo al nostro domani, qualunque esso sia… magari una piccola onda arriverà anche per te, a muovere un po’ le acque. Ti abbraccio forte

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  17. I diari sono una ricchezza. Non buttarli Romeo! Anche se non li leggerai più o lo farai saltuariamente sono lì che insieme a chi sei tu oggi formano la tua personale biblioteca vivente cui attingere quando ne hai bisogno. Non è un’operazione nostalgica, è fissare la memoria dei momenti belli come delle esperienze negative per non annacquarle.
    Le domande? Ho decisamente qualche annetto più di te 😉 e continuo a pensare che siano fondamentali per continuare il processo di crescita. Noi muoriamo quando il cervello finisce il suo lavoro, e glielo vogliamo togliere prima? Giammai! Almeno questa è la mia visione della vita: mettersi sempre in discussione, non considerarsi mai “arrivati”, non essere dogmatici, un po’ come Montaigne, se ci pensi bene, visto che l’hai citato nel post. Darsi delle risposte, in realtà, fa nascere l’esigenza di porsi altre domande, se intendiamo la vita come partecipazione attiva e non come un lasciarsi vivere. E non mi pare proprio il tuo caso. 🙂
    Non è da moltissimo che ti leggo, ma trovo un ricchezza entusiasmante in ciò che scrivi. Ed è impossibile non provare empatia immediata con te.
    Un abbraccio 😘
    Primula

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    • Grazie Primula, le tue parole sono davvero preziose. Mi vengono i raptus ogni tanto, ma in fondo per adesso non li ho buttati e ancora continuo a scriverli, per cui forse una decione inconscia l’ho già presa. Sulle risposte chissà, magari arriveranno quando meno ce lo aspettiamo. Grazie mille.

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  18. … Non riesco a buttarli e negli anni è capitato 2/3 volte di sfogliarli e rileggerli…
    hai descritto tutto tu in modo chiaro e delicatamente forte (ho un debole per gli ossimori, perdono) … Forse non ci sarà risposta domani o forse si. Forse è tutto scritto e noi scegliamo solo i percorsi più svariati per arrivare alla meta. Forse…

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