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FANTASMI

“Non riesco proprio a toglierti dalla testa” (Can’t get you out of my head, 2001 – Kylie Minogue)

Peso: – 400 gr

Sveglia alle 5.30. Alle 6.30 fuori per prendere i mezzi. Fino alle 17 al centro estivo. Poi alle 18.15 circa a casa. E poi un lavoro di traduzione d’inglese, fino alla fine del mese, dove mi sono buttato (io che con l’inglese vado un po’ oltre The pen is on the table). E con gli occhi sul computer fino a mezzanotte circa. E poi nanna e si ricomincia. La mia vita sociale oscilla tra quella di Mina e la monaca di Monza. I miei amici: telefono e WhatsApp. Sì, sono dentro Matrix! Fino a quando questo mercoledì mi sono lasciato convincere da Emma a staccare, nonostante il ritardo sul lavoro da consegnare, e andare al cinema e svagarsi un po’.

Siamo andati in una multisala vicino casa nostra. Spettacolo delle 20. Abbiamo optato per un film leggero. Internet e televisione ci fanno vedere fin troppi drammi in questi giorni. Mancavano circa 20 minuti, quando poco più avanti di noi, davanti alla sala Emma ha visto un fantasma, che stava limonando, che neanche una coppietta di quindicenni, con una sciacquetta bionda e dal culo basso. Era Ugo. È possibile anche definirlo come l’imprevisto. Il travolgente sentimento che non è riuscita a fermare. Colui che ha mandato il suo matrimonio in tilt. Colui che le aveva giurato l’amore come neanche i baci perugina sanno fare, che poi quando si è separata è scappato con la coda tra le gambe. Quel genere di uomo che avresti voglia di prendere a manganellate sui denti.

Emma: “Ti prego Rom usciamo!”

Romeo: “Abbiamo comprato i biglietti. Vediamo dove si siedono e poi al massimo cambiamo posto.”

Emma: “No, non ce la faccio.”

Emma è uscita. Ed io dopo di lei. Sono andato dalla cassiera per chiedere se poteva restituirci i soldi. Ho provato prima con tutte le parole più gentili che sono riuscito a trovare nel mio vocabolario. Poi le ho detto la verità, che stava entrando un fantasma insieme a noi, quello della mia amica, e che ci avrebbe rovinato lo spettacolo. E tra l’altro se continuavano così in quella sala avrebbero dovuto mettere un divieto per i minori di 18 anni. Avrei potuto piangere in aramaico o raccontarle la piccola fiammiferaia, ma nessun rimborso. Per fortuna due anziane signore che hanno sentito i miei deliri si sono offerte di comprare i nostri biglietti. Ero uscito con la prospettiva di una serata tranquilla ed ecco che siamo finiti in un locale a farci uno spritz. Devo ammettere che con Emma sono stato un po’ brusco. Mi ero innervosito. Mettiamoci la stanchezza delle mie giornate, il traffico, il lavoro con i bambini, il caldo, le traduzioni, il poco sonno e gli autobus da prendere.

Fra quattro patatine stantie e due spritz Emma ha vomitato uno tsunami di parole. Una dopo l’altra. Metteva insieme tutti i pezzi della storia, poi li rigirava e li riprendeva. E poi ogni volta terminava con perché. A quel punto ho capito perché Emma mi stava irritando, perché io sono esattamente come lei. Usciamo in due e finiamo per pagare per tre se c’è il suo fantasma, per quattro se c’è anche il mio. Non c’era nulla da capire. E poi anche se capiamo qual è stata la causa della fine di una storia o del comportamento di una persona, non è che la risposta trasforma i fantasmi in esseri viventi. Eppure continuiamo a domandarci: perché è finita? Perché ci hanno lasciato? Perché hanno tradito la nostra fiducia? Perché ci hanno preso in giro? Perché non ci hanno amato con la nostra stessa intensità? Il paradosso è sempre lo stesso in queste situazioni, mentre noi continuiamo a cucinarci il fegato e il cervello su di un barbecue, i nostri fantasmi in carne e ossa: mangiano, bevono, cagano, dormono, sognano, limonano, scopano. Vivono. Vanno avanti. Non hanno solo voltato pagina, hanno cambiato libro. In fondo a cosa serve sapere se la nostra storia è sfiatata, come una bottiglia di birra aperta da giorni in frigo o se abbiamo incontrato un idiota che ci ha sedotto con le sue menzogne? E poi davvero meritiamo certi soggetti? In tutto questo c’era un’amara verità, che lui stava vedendo il film con la sua sciacquetta e noi a bere uno spritz e a parlare ancora di lui, cioè lei a parlare, a stento sono riuscito a mettere insieme una frase con soggetto, predicato verbale e complemento oggetto. La serata stava andando in vacca. E il mio nervosismo stava aumentando.

Romeo: “Ok! Stop, stop e poi stop! Se vuoi possiamo stare qui tutta la serata a chiacchierare, a sviscerare la tua storia o la mia, cercando il pelo nell’uovo, come abbiamo fatto milioni di altre volte. E una volta che l’abbiamo trovato? Che facciamo? Lo togliamo? La giornata è di 24 ore. 5 o 6 riesco a dedicarne al sonno in questo periodo. Svariate ore sui mezzi. Le ore al lavoro. La mia giornata mi frutta al massimo 50 € al giorno e anche meno. Non so ancora quanto prenderò precisamente per le mie traduzioni. Pochissimo tempo da dedicare agli amici e alla famiglia e francamente mi sembra troppo dedicare anche un’ennesima serata, questa serata dove avevamo voglia di distrarci, a un fantasma.”

Emma è uno degli ultimi acquisti della ditta Romeo & Friends. Sono quasi due anni che ci conosciamo. Ma un amico a volte deve anche un po’ scuoterti, non lasciarti crogiolare sul dolore, non perché non puoi, ma perché non lo meriti. C’è un tempo per piangere, ma ci deve essere un tempo per ridere. Basta flagellarsi, stare male, guardarsi indietro, tentare di capire. In fondo se dovessimo incontrare un altro uomo ci comporteremmo in modo diverso? Non credo. I nostri sentimenti non sono fottute pezze con cui creare patchwork per attirare clienti, ma tasche che cuciamo sul torace, dove possiamo metterci la mano e sentire l’aritmia dei battiti quando incontriamo l’altro. Cazzo, siamo fatti male? Non lo so, ma siamo fatti così.

Romeo: “E comunque complimenti per il soggetto, mi è bastato guardarlo un attimo per capire che è più facile far passare una supposta nel culo di un microbo, che connettere un solo neurone in quella sua testa di cazzo!”

Emma: “Ah ah ah! Vogliamo parlare del tuo troglodita?”

E in un attimo il tono della conversazione è cambiato. Non abbiamo lo stesso gusto in fatto di uomini e questo permette di prenderci per i fondelli, e mentre parlavamo e scherzavamo, i nostri fantasmi diventavano sempre più trasparenti. A quel punto la serata non poteva finire così. Al cinema ci siamo andati allo spettacolo delle 22.30. Sono riandato dalla cassiera.

Romeo: “Scusi sono quello di prima, vorrei due biglietti per lo stesso film. Questa volta per le 22.30. Sa il fantasma è andato via, ora non abbiamo più nessun timore. Mi scusi ancora, ma sono gli psicofarmaci che mi disegnano così.”

La cassiera mi ha guardato come se fossi davvero un pazzo. E in fondo forse è così. Perché mi piace alzarmi presto, anche se non devo lavorare, per guardare l’alba; ascoltare la musica a palla e ballare, anche se mi muovo come una sedia senza una gamba; perché mi piace camminare senza ombrello sotto gli acquazzoni estivi; perché un cucchiaino di nutella mi cambia l’umore; perché l’odore dei panni stesi al sole mi riportano indietro mia madre; perché mi piace cazzeggiare e ridere a volte senza una fottuta ragione; e per tanti altri milioni di motivi, come quello di credere che, prima o poi, una mano stringerà la mia in una fredda giornata invernale.

Dopo il film, siamo andati al centro. Roma nelle notti estive è meravigliosa, perché comincia a svuotarsi; perché il buio copre il suo degrado; perché i turisti camminano, ammirano, apprezzano l’arte, la cultura, dove spesso noi italiani ci pisciamo sopra; perché l’asfalto è riscaldato da pochi pneumatici e le finestre dei palazzi sono spente. Siamo rimasti fuori fino alle tre del mattino. Le ore del sonno non le abbiamo regalate a nessun fantasma, ma a celebrare l’amicizia, la vita. Fanculo a chi ci vuole far paura. Fanculo alla stanchezza. Fanculo al dolore. Sul lungotevere, vicino a un chiosco pieno di gente, sdraiati per terra, come barboni felici, come anime gemelle, a parlare di saldi, di sogni, di musica, di libri, di piccole felicità che spesso dimentichiamo perché ossessionati dalla ricerca di quella grande, da quel dito al culo chiamato amore, a guardare le stelle, sperando di vedere qualcuna cadere solo per noi, fra il sapore di malto di una birra fredda e i pezzi di frutta affogati in una grattachecca al melone.

026 Io ed EmmaIo ed Emma. Questo mio lunedì è per lei e per la Tigli.

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82 thoughts on “FANTASMI

  1. ecco… apro gli occhi dopo una serata “strana” ti leggo e mi prende un colpo… ieri sera ho visto un fantasma… dovrebbe essersi dissolto secoli fa… invece mannaggialap@@@@@na! no!…
    detto questo… adoro il tuo modo, il tuo mondo… sei un Orso prezioso, ribadisco la fortuna di chi ti ha di fianco in calzini e birra! ❤ ❤

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  2. scherzi a parte….. chi non ne ha uno che sbuca all’improvviso…..? sai qual’è la differenza? essere o meno da soli quando appare. se accanto gai qualcuno che ti scuote….. che benedizione….. eh si….. io sono per lo scuotimento con parolacce risate e ironia. così il fantasma diventa concretamente uno stronzo. ehm perdona la scurrilita…. 😆😆😆😆 bene. detto cio proseguiamo con un sorriso in più in questo inizio di settimana…… bacioni doppi a te e Emma ovviamente.

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  3. Sei proprio unico Romeo, la tua amicizia è impagabile (non parlo di voi centro estivo, voi dovete cacciare i soldi!!).
    Questo tuo sapere essere incredibilmente profondo, disponibile ad ascoltare e dolce si miscela con il tuo saper leggere ogni realtà anche quella più ruvida e dura e ricavarne sempre una lezione da mettere in tasca….
    Deve essere davvero bello poterti stare vicino…

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    • Fra tu lo sai che io dovemto pomodoro eh … più rosso di quelli del tuo orto. Grazie! Si cerca sempre qualcosa di buono in ogni serata, soprattutto con gli amici, come quella leggerezza che a volte quest tempi tendono a soffocare

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  4. Nicole ha detto:

    Il bello di un’amicizia vera è che ci si può prendere a ceffoni fino ad aprire gli occhi sulla realtà. Di pillole indorate ne circola già tante, molte le indoriamo noi stessi per non assaporare la realtà… ma il boccone amaro va ingoiato, ed è bello avere un amico a porgerti un bicchiere di spritz (che per il mio palato finite è amaro pure quello, ma vabbeh).
    Un abbraccione a te ed Emma

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    • Come ho detto ad Ali di Velluto … tu non sei solo una mela, ma un albero di mele! Una è troppo poca per doverti descrivere… ❤ Un abbraccio. p.s. Sai che sogno un cappuccino e biscotti con te e Tati nel suo giardino a parlare di libri e musica… sai che figata sarebbe 😉

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  5. a volte basta girare un attimo gli occhi per vedere cose bellissime e importantissime senza cercare oltre l’orizzonte!
    sti fantasmacci…. ma vedrai che diventano sempre piu bianchicci! …anzi, vedrete!
    e che nostalgia di quelle serate o giornate con gli amici ore e ore a parlare che poi chissa che avevi da dirti ma c’era sempre qualcosa da dire… mi mancano sai… ma ovvio che si cresce e le cose cambiano… poi se ti va ti racconto! un baciuzzo e il solito abbracciuzzo tutto strizzoloso di ciccia!

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    • Lo so che la vita familiare cambia (in meglio, ma ti fa perdere alcune cose), però è anche vero che poi i figli crescono e le occasioni ritornano. E magari capiterà anche a noi ritrovarsi sul lungotevere, tra l’altro a Tivoli mi devi portare a mangiare quel paninazzo ….e sui fantasmi chissà. Il problema è che forse bisognerebbe trovare qualcuno che li porti via o accettare semplicemente che non ci sono più. Questa seconda mi sembra più fattibile e reale.

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      • Settete!
        Hai ragione… Si cresce e si cambia… È il circolo della vita… Capitava che magari la domenica ci svegliavamo presto presto con gli amici per andare a prendere il caffe a orvieto… Ora le serate immense in discoteca o a parlare sotto casa con gli amici non si puo….
        Ci sono esperienze dierse.. E quando i figli crescono le esperienze cmq saranno diverse… Io spero di riuscire a esaudire un mio sogno enorme. L’africa. Quella nera e profonda. Non dei resort patinati!
        E si…. Il paninazzo ti aspetta. La dieta x una serata la lasci perdere….!
        Secondo me x trovare DAVVERO una nuova persona, devono morire i vecchi fantasmi… Si deve stare bene con se stessi per stare bene con gli altri!
        Uno sbaciuzz tesorone bello!

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      • Ammazza l’Africa … beh è un posto che ispira anche me, anche se mi piacerebbe vedere prima altre cose. Tipo New York e il Polo Nord. Certo entrambi due posti dietro l’angolo 😀 Grazie bella e buona domenica ovnque tu sia. Baciuzzi a te. p.s e si quel paninazzo tocca magnarlo prima o poi 😉

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      • Eh si….. Tra i baobab e tutte le oersone nere vere… Vistare se possibile qualche missione… Anche se so che è difficile da accettare…e desertiche… me sembra di avere il mal d’africa senza esserci mai stata…
        New york deve essere spettacolo… E il poooolo nord?! E il grande nord senza arrivare proprio al polo? Con le aurore boreali… Basta va che senno rosico! 😁😁😁
        Io sto a nettuno! Paro paro ai posti di cui sopra! 😜
        Bagni, castelli, buche, corse, baby dance…. Na fatica oh! 😁
        Vedi su internet paninaro pippo a tivoli!
        Buona domenica orsolottolo!

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  6. Che belli gli amici che ti scuotono, sono veri. Sono quelli che ci vogliono più bene…noi sabaudi tendenti alla misura per definizione quanto ne abbiamo bisogno! Sai raccontare in modo incantevole, io credo che tu abbia proprio un gran talento e non sono nessuno…ma quanti te lo stanno dicendo? Ti abbraccio forte forte e vado a nanna serena dopo averti letto!

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      • Ma se mi conoscessi saresti molto meno imbarazzato essendo io un misto di Mr Bean in versione femminile e anche Marge dei Simpson…un po’ gaffeuse e un po’ goffa sono la mie caratteristiche predominanti, quindi puoi proprio stare sereno e tranquillo con me 🙂 un abbraccio

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  7. Sulla necessità che un amico debba in certi momenti scuoterti non sempre sono d’accordo e se mi fossi limitata a leggere sono l’inizio del post avrei concordato con te sull’essere stato, in effetti, un pò troppo brusco. Ma se un amico dopo averti per l’ennesima volta “aperto gli occhi” e detto sena mezzi termini che hai “rotto i coglioni”, ti riempie la vita di bellezza, di speranza e di sogni, se ti riempe la vita di “vita”, mi rimangio tutto e che ben venga lo scuotimento costruttivo! E in ogni caso..fanculo i fantasmi! :***

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    • Sullo scuotere ci sono situazioni e situazioni. In certi momenti fa bene, in altri no. Bisogna sempre trovare il giusto equilibrio, che come ben sai io non sono capace di trovare 🙂 però la serata è stata bella alla fine e anche stancante, non ti dico la mattina che borse sotto gli occhi (potevo metterci la spesa di tre settimane). E comunque sì: fanculissimo ai fantasmi!!!

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      • Hai dimostrato di saperlo trovare, eccome! E quanti ammetterebbero che a volte ciò che non tollerano degli altri parte da sè o che certi “sbrocchi” vanno un pò oltre per propria stanchezza? Sei raro, Rom :***

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  8. Beh, ero in crisi di astinenza da “Orso Romeo” ^_^ Così mi son detta: passo a leggere i suoi primi pezzi. E invece sono incappata in questo, recente, He mi era sfuggito.
    Parola dopo parola, mi è sembrato di essere lì con voi, vi ho adottati come amici, e ora… fanculo anche al mio fantasma. Ecco.

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  9. Sono tornata un po’ indietro nel tempo…mi è piaciuto leggere questo tuo post! Bello sentire sentimenti di amicizia spontanei che non ci fanno pensare a niente se non alla persona che abbiamo accanto e di come stiamo bene. I fantasmi che a volte possono riabbuiare il nostro cammino devono scomparire. Abbiamo il dovere di pensare per prima cosa a noi stessi. Solo in questo modo forse potremmo avere un punto di vista obiettivo verso quello che ci accade. 🙂

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