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SCADENZE

“L’ho scambiato per amore, è stata una perfetta illusione” (Perfect Illusion, 2016 – Lady Gaga)

Peso: – 100 gr

È arrivato il momento di rinnovare la carta d’identità. L’ultima volta esattamente dieci anni fa, proprio poco dopo aver perso il lavoro. E dopo aver fatto la fila, finalmente consegno le foto e la carta d’identità scaduta. Sulla vecchia c’era scritto: CELIBE e IN ATTESA DI OCCUPAZIONE.

Romeo: “Per favore, potrebbe togliere lo stato civile e quello professionale?”

L’impiegato: “Perché si è sposato?”

Romeo: “No.”

L’impiegato: “Ha trovato lavoro?”

Romeo: “No.”

L’impiegato: “E allora?”

Romeo: “E allora che? Mica deve mettere che sono sposato con la principessa Sissy e ho 400 figli o che sono direttore generale della Apple. Le ho chiesto se può omettere queste due informazioni. Non sono obbligatorie.”

L’impiegato: “Mi spiace, ma il sistema non me lo permette.”

Romeo: “Scusi ha appena aggiornato i miei capelli, da neri a brizzolati, e non riesce a togliere due voci?”

L’impiegato: “No. Il sistema non me lo permette. Che cosa ha intenzione di fare? Lo vuole il rinnovo?”

Mi è dispiaciuto non possedere il porto d’armi in quel momento, perché avevo una gran voglia di crivellargli il cervello, soprattutto dopo avermi risposto con quella sua prosopopea. Stavo per urlare: – Voglio parlare immediatamente con il direttore di questo posto! – E poi gli avrei detto: – Il sistema di questo cazzo d’ufficio non riesce a togliere due voci dalla mia carta d’identità. Dico due voci. Riesce solo ad aggiornare il colore dei miei capelli. Le pare giusto? Per 10 anni, dico 10 anni, sulla mia carta c’è stato scritto: celibe e in attesa di occupazione. E adesso per altri 10 anni, dico altri 10 anni, mi ritrovo le stesse voci. Fino al 2026. Magari in quell’anno l’umanità sarà sterminata da una razza aliena ed io morirò con una carta d’identità su cui scritto: celibe e in attesa di occupazione. – Immaginavo la scena e vedevo il direttore pronto a mettere una X su di una cartella: a) Soggetto depresso, in astinenza da Prozac, desideroso di un cambio di vita; b) Personaggio affetto da bipolarismo (pericoloso per se stesso e per gli altri); c) Checca isterica. Quale accendiamo?

In quello stesso istante ho lasciato perdere e sono andato via, con la mia nuova carta d’identità e con le sue vecchie voci: celibe e in attesa di occupazione. Lo so può sembrare stupido, e forse lo è, ma in certe occasioni mi è sembrato di aver una lettera scarlatta addosso, come quando più di una volta alle poste guardando il documento chiedevano: – È ancora in attesa di occupazione o sta lavorando? – Avrei voluto rispondere che erano cazzi miei, ma finivo per balbettare non so quale scusa, come se poi avessi dovuto giustificarmi per forza di qualcosa. Forse quelle voci non le volevo per scaramanzia, ho pensato che mi avrebbero portato ancora sfiga, un po’ come quelli che credono nell’oroscopo e che scoprono che Saturno non ce l’avranno contro, ma tutta la vita conficcato nel culo. Poi sono tornato a casa e ancora una volta ho avuto la conferma che il destino, può fare una pernacchia a qualsiasi navigatore, perché conosce ogni strada e ogni persona che in quel momento la sta attraversando. Di fronte a me si è materializzata una delle più grandi paure: LUI. L’unico diario che non ho aperto è dove c’è LUI. In assoluto colui che il mio cuore l’ha utilizzato, non come il Dr. Stranamore di Grey’s Anatomy, ma più o meno come Totti ha utilizzato un pallone in un campo di calcio. Non mi ha visto. Il destino sa davvero sorprenderti, anche se la probabilità di incontrarlo è medio-alta, perché di fronte casa mia vive la sorella. E sono molto legati. Pochi giorni fa sul blog di Presa Blu scambiavamo opinioni sui nostri fantasmi, lei su Mr. Vain ed io su LUI, e di come ci hanno ridotto. O ci siamo fatti ridurre? Tu che dici Presa Blu? Sette anni dietro una storia assurda. Un assoluto masochismo. E per non parlare di tutti quelli che poi mi sono trascinato dietro. Pure in sogno si è ripresentato lo stronzo, senza una cazzo di autorizzazione scritta.

Dopo il primo sussulto cardiaco, il mio battito è tornato regolare. E ho cominciato a guardarlo. Poi è stato un vortice. Un insieme d’immagini e situazioni della nostra storia, come una serie di slide veloci, una dopo l’altra. Dicono che quando uno muore rivede la propria vita, che scorre via velocemente. Ora siccome non stavo morendo in quel momento (grattatio pallorum omnia mala fugat), non posso confermare tale tesi e comunque mi domando: se poi uno muore davvero, come cazzo la conferma ‘sta tesi? Boh. Comunque lentamente ho ripreso possesso delle mie facoltà fisiche e mentali. Il colpo di sincope non è venuto, la sudorazione ha smesso e il respiro è tornato regolare. A quel punto mi sono avvicinato. Cinque anni fa è stata l’ultima volta che l’ho visto. Anche questa volta completamente trasformato. Ho pensato che avesse mangiato se stesso, almeno tre volte e che non fosse mai riuscito, come posso dire, a cagarsi. Neanche Giuliano Ferrara poteva fargli da controfigura per quanto era grasso. Se avesse deciso di aprire un blog per monitorare i chili che perdeva, doveva scrivere almeno per 200 anni. L’ho osservato in tutti i suoi movimenti, fino a quando è entrato nel portone di casa di sua sorella. Ed io ero lì, ancora in piedi. Non so perché ma ho pensato alla paura. Quante volte ho pensato che un evento del genere mi avrebbe steso? Quante volte ho lasciato che la paura prendesse il sopravvento sulle mie scelte, anche su quelle professionali, per poi fare una “non-scelta”? Quante volte sono andato a dormire portandomi dietro l’ansia e la preoccupazione? Quanti giorni ho passato nella vita a pensare al peggio? E alla fine, di tutte le mie paure, qual è diventata davvero reale? Cos’è davvero successo? Che i miei capelli da neri sono diventati brizzolati?

La sera ho ripensato alle parole che Presa Blu mi aveva scritto: – Rom noi cor nostro passato ce dovemo fa’ er sugo! – Allora il giorno dopo sono uscito. Ho preso i soldi che avevo messo da parte per un mio futuro affitto e ho cominciato a fare spese. Una tuta (basta stare in pigiama in casa), la tenda per la doccia, la tavola del cesso, la tovaglia colorata per il tavolo, le federe colorate per i cuscini e poi ho fatto mettere la cornice alla stampa di un quadro di Tamara de Lempicka, che ho messo sul mio letto. Ho speso un sacco di soldi, e Tati mi ha scritto che i cambiamenti fanno bene, sono terapeutici. Volevo dare una nuova linfa alla casa, forse alla mia vita, in fondo perché aspettare? Adesso ho voglia di dare una rinfrescata alle pareti e verniciare le porte. Ho sempre rimandato le cose, spesso per problemi economici, aspettando tempi migliori. Ma poi quando arriva il “tempo migliore”? Quando sulla mia carta d’identità cambierà lo stato civile e professionale? E chi mi assicura che cambierà? O devo aspettare il prossimo aggiornamento dei miei capelli: da brizzolati a bianchi? Non scade solo la carta d’identità, ma scadono anche gli amori, anche le paure e che io come un idiota spesso continuo a conservarle.

A volte ho talmente tanta paura di quel giorno sconosciuto chiamato domani, che spesso mi aggancio come una cozza al passato, anche se è stato un passato di merda. Se non lascio “andare via le cose” non potrò mai avere del posto libero per metterci delle nuove. Potrò usare limone e aceto ogni giorno per pulire il frigo, ma se fossi meno pigro potrei non lasciare ammuffire il formaggio e comprarne uno fresco; dovrei buttare la pasta scaduta dalla credenza e rimpiazzarla con quella integrale; dovrei cancellare un uomo che nella vita non è stato in grado di amare se stesso, figuriamoci me, e lasciare il posto a qualcuno, magari sognando di incontrarlo in un momento inaspettato. Alcune cose scadute si rinnovano, altre semplicemente si buttano. Ho rovistato in fondo al mio cuore e, con un mouse immaginario, ho spostato il suo file dalla mia cartella, esattamente dove ho spostato negli ultimi anni i miei sogni, il finale di stagione di Dexter, gli ultimi cd degli U2, tutti quei politici peracottari che hanno affossato l’ideologia della Sinistra. Da come l’ho visto, non mi è sembrato felice e, sono sincero, da un lato un po’ mi è dispiaciuto, ma un senso di strana gioia mi stava invadendo, non perché lui stava distruggendo la sua vita, ma perché ho avuto la certezza che non avrebbe mai più potuto distruggere la mia. Io sorridevo, mentre sistemavo casa con i miei nuovi acquisti, mentre la nuova canzone di Lady Gaga stava facendo smadonnare tutto il condominio per il volume alto che lo stereo pompava, perché mi sarebbe piaciuto tornare in quell’ufficio e dire all’impiegato che non me ne fregava più un cazzo del mio stato civile e professionale, ma che volevo che quel fottuto sistema aggiungesse i segni particolari sulla mia carta d’identità: ancora vivo.

030-scadenzeQuesto lunedì lo dedico a Presa Blu

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95 thoughts on “SCADENZE

  1. caro Ro’, se nella carta d’identita’ potessero mettere quello che siamo realmente ci vorrebbero chili di carta, ma che non leggerebbe nessuno. Siamo cio’ che siamo, le etichette lasciale alle persone vuote e superficiali, tu sei molto di piu’ ma devi imparare a vivere con maggior leggerezza gustando boccone per boccone quel poco che la vita ti offre. Questa e’ la ricetta della serenita’, alla felicita’ si arriva solo quando si ha la certezza di cosa veramente ci rende felici, e non e’ facile.

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  2. … i cambiamenti iniziano dalle e nelle piccole cose e credo con parecchia convinzione che ciò che ci circonda e guardiamo ogni giorno, in qualche modo condizioni il nostro modo di affrontare il tempo che scorre…
    Cambiare un colore, anche solo ad una parete, fare un disegno… aiuta, passando di lì a fare “uau!” a sorridere… e ricominciare a sorridere è un inizio delizioso per ogni cosa.
    ( cacchio! mi hai chiamata in causa… oddio… 😉 )
    … e la carta d’identità… chissenefrega! son tesserine e nessuno le guarda!

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    • I cambiamenti a me mettono ansia .. lo sai 😉 forse siamo talmente assuefatti a quelli negativi che non siamo in grado di aprrezzare quelli positivi. Sulla carta d’identità lo so che chissenefrega, ma che quando la guardo ho sempre la sensazione di essere fermo e non avere costruito nulla … però forse è solo una mia paura 😉

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      • Dolce FarfarOrso, i cambiamenti fanno tremare ma proprio per quello evitano che si metta la muffa ( che come ho già detto mille e mille volte, sta bene solo sui formaggi!!)
        Non guardarla la Carta d’identità… tu porgila a chi la chiede… tu non hai bisogno di leggere chi sei… tu SEI ❤ ❤
        Il mio numero di cellulare lo dimentico spesso: io non mi chiamo mai! 😀

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  3. Sempre bello veder iniziare un cambiamento! E poi il finale del post è superbo!
    Sulla mia carta d’identità c’e’ scritto libero professionista perchè, quando ho presentato il modulo, la signorina allo sportello ha letto tre volte Web Master, mi ha guardato con aria perplessa è mi ha detto: “No…. qui deve scrivere il suo lavoro!”

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  4. Intanto inizio con un abbracciotto a te e alla tesorella presella! All’inizio mi impiccavo a chiamarla uaresovain! E immaginavamo viaggi con il ns lenny! 😁

    Poi orso… I ricordi e il passato non si puo cancellare con un click… Si possono spostare un po di lato. Quello si… Ma il tempo non cancella, non sarebbe neanche giusto… D’altronde noi siam come siamo per quello che abbiam vissuto anche. E allora pero il ns cuore e la ns pancia son talmente grandi ed elastici che quel che di doloroso abbiam viasuto si sposta in un angolino per far spazio alle nuove robe. Ma dobbiam esser pronti e non avere paura di accettarle e accoglierle… E se quel che abbiam accantonato a volte si riaffaccia beh… Una lacrimuccia, uno strillo, una chiamata ad un amico e la sensazione di malinconia torna al suo posto..
    Ma chi guarda cosa c’é scritto sulla carta d’identita? Al massimo si giarda la foto e l’uomp brizzolato è fascinoso! Azzaroletta se è fascinoso…
    La paura c’è sempre… Viene il fiatone, ma come quando corri che poi arrivi ad un punto che non lo senti piu, anche nella vita si supera e si vive… Si va! E sorridi perche non avrai lavoro, non avrai un amore, hai della ciccia da abbandonare.. Ma tu hai te stesso! E uno come te il suo posto se lo sta guadagnando. E arriva! Caspita se arriva!
    E ho ricominciato a parlare na cifra… Imbavagliami se vuoi… Mo pare na cosa zozza… 😁😁😁😁

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  5. Oddio Rom mi hai stesa! Ero già onorata che avessi ripensato al nostro scambio di pensieri, ma poi addirittura la dedica del lunedìrom…che dire? GRAZIE! Tu non lo sai ma ritagliarmi un pò di tempo il lunedì x leggerti sta diventando uno dei momenti della settimana che preferisco❤️ e dobbiamo trovarne tanti di momenti così, Rom, momenti tutti x noi che ci aiutino a guardare avanti…al posto tuo sinceramente non so cosa avrei fatto, Mr. Vain non lo vedo da due anni e lo sento ormai solo per le ricorrenze, ma se me lo ritrovassi davanti non ho la più pallida idea di che reazione potrei avere, di sicuro le palpitazioni e le slide in sequenza veloce me le beccherei anch’io, come minimo! Una volta uno scrittore di best-sellers (forse un tantinello sopravvalutato secondo me), ha risposto ad un mio commento sotto a un suo post su Twitter e le parole che mi ha detto mi sono rimaste impresse a lungo…mi ha scritto: “Anch’io ho provato a restaurare il tempo ma non si può 🙂 le persone che imparano a fare a meno di noi non sono per noi. Il passato ci ha resi quello che siamo e va difeso, ma non lasciato in sospeso 🙂 arrivati a questa consapevolezza ci si può innamorare ancora”. Non so perché, ma rileggere queste parole mi ha aiutato in più di un’occasione e non lo so se sono Loro che ci hanno condizionato la vita o se lo abbiamo fatto noi stessi (tipo che se la semo cantata e sonata per intenderci!) , quello che so é che a due rimuginatori cronici come noi i cambiamenti fanno un gran bene, ha pienamente ragione Tati…e il resto…beh il resto se non nel cestino mettiamolo in una cartella nascosta e buttiamo via la password 😉 Grande Rom, sei sulla strada giusta! Ancora Graziegraziegrazie per la bellissima sorpresa che mi hai fatto💗💗💗

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  6. ivano f ha detto:

    Dipingere il mostro più brutto di quel che è davvero, per poi accorgersi che non è poi così terribile, e nemmeno così alto… o forse siamo noi che nel frattempo siamo cresciuti e possiamo finalmente guardarlo dall’alto in basso… E quando scopri cosa sei in grado di fare, quanta forza hai (che mica te l’immaginavi)… beh, è una gran cosa. (Sui cambiamenti… non so quanto si possa cambiare davvero sé stessi -fa brutto dirlo, lo so- Ma tu non ascoltare me, ascolta Tati 😉 )
    Sempre ogni bene!

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  7. Sono felice per te, orso brizzolato! 🙂
    E sono felice pure di sapere che hai comprato dei cuscini colorati … Perchè regalano alla casa un qualcosa di particolare … La rendono viva e vissuta!
    Quello che hai fatto (spostare i file) lo comprendo bene … Il mio primo amore se n’è andato in un altro Stato, poco dopo esserci lasciati e non l’ho più rivisto.
    Inizialmente è doloroso “fare spazio” … Ma poi capisci che, facendolo, ti rendi libero!

    Un abbraccio Romeo!!!!!!!!!! 😀

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    • Lo so Enzo… quello che volevo è che mi metteressero le ======= sullo stato civile e professionale, ma l’impiegato non me l’ha voluto fare e non so se perchè: non lo sapeva fare o non l’ha voluto fare. Amen. Oramai la carta d’identità me la tengo così. Tu come stai? Ti leggo sempre, ma preferisco non commentare. E mi fa piacere che negli ultimi post ci sia più vita. Continua così.

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      • Ciao Romeo, anche a me la carta è scaduta un mese fa. Ora credo sarà difficile convincere l’impiegato a mettermi “capelli castani”. Si, va un pò meglio dai, ci proviamo. Un abbraccio

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  8. romeo……. romeooooo cacchio….. tu sei linfa lo sai….. a parte l’umorismo fantastico agrodolce delle tue espressioni che mi da ridere sorridere e commuovere di ma al solito riesci ad arrivare a meta. quante cose simili….. massi lo stato chissene frega io ho coniugata e invece non solo vorrei cancellare quello stato ma pure il momento in cui ho deciso di coniugarmi….. ma cone dici bene tu a dispetto di tutto e tutti e quelli che ci hanno fatto soffrire e hanno animato i nostri sonni si spettri e fantasmi….. a dispetto dei brizzolati capelli (“bellissimi comunque….. molto più dei neri) siamo ancora vivi….. questo è importante…. con tende tovaglie e meravigliose assi del cesso nuove ancora da usare….. e la voglia soprattutto di rinnovare noi stessi!!!!! tvb orsetto

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    • Nic sei grande 😀 e ben tornata. Come vedi sono tornato anche a pesarmi, da ben tre settimane :-/ E sulle nostre carte d’identità siamo noi che guardiamo cose che nessuno vede, per cui forse dovremmo imparare ad essere meno severi con noi stessi. Smuack a te ❤

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  9. Romeo sai che ti dico? Anche io ho vissuto tante ansie e paure e non solo in amore. Ma in effetti il succo del tuo discorso sta in quello che hai scritto alla fine. Sei vivo porca paletta, VIVO! Ti pare cosa da poco? Un uomo che riesce a superare la prova impatto d’amore passato e reagisce facendo cose belle. Mi sembra che tu abbia gli attributi per fregartene della tua carta d’identità e sentire solo quello che hai dentro di te. Una persona bella. Ha ragione Presa Blu!!! Tocca farci il sugo con il passato e pensare solo al presente. Anche al futuro meglio non pensarci che tanto neanche riusciamo a guardare molto lontano.
    p.s. comunque bella Tamara. Lady Gaga mi piace un po’ di meno ma la musica che pompa piace un sacco anche a me.
    Buona serata uomo brizzolato 🙂

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  10. luminariasprecata ha detto:

    Oh Romeo, le nostre vite sembrano viaggiare in parallelo. Ti dico che, pur cambiando lo stato professionale, se non muta la situazione più importante, quella del nostro cuore, ogni rinnovo sarà un po’ come guardarsi allo specchio e vedere che ci manca proprio il tassello più importante per essere felici. Dobbiamo pazientare e aprirci al nuovo (‘na parola quando quel muscolo non ne vuol sapere!). Ti abbraccio

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  11. Che meraviglia, come sempre, il tuo scritto e la foto finale…immaginarti a comprare e rinnovare la tua casina mi ha fatto sentire un’aria buona, come quando stendi il bucato e spalanchi le finestre per far entrare il sole! E la carta di identità, credi a me, non la legge nessuno 😉 bacio bell’Orso!

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    • Grazie Marge. Sulla carta d’identità è vero che non la legge nessuno. E che io la leggo e quando vedo “in attesa di occupazione” (perché di celibe in fondo non me ne frega più di tanto) mi sento un po’ così… indefinito. Grazie per le tue parole. Confortanti come sempre. Un abbraccio

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