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QUATTRO TAVOLETTE DI CIOCCOLATO E UN FUNERALE

“Il lento scorrere senza uno scopo di questa cosa che chiami vita” (Lettera, 1996 – Francesco Guccini)

Peso: + 300 gr (oh fuck!!!)

Il 21 settembre è stato il compleanno di Miss C. La sera era in previsione una festa con un po’ di amici. Riuscire a farle un regalo è un’impresa: perché sono un incapace io o è una scassa cazzi lei? Direi la seconda. Lei può farmi regali, anche se non è il mio compleanno. Io no. Litighiamo sempre su questa questione, ma perdo, già litigo con la vita, posso litigare pure con lei? Alla fine le ho comprato quattro tavolette di cioccolato. Non le avrebbe mai rifiutate. Noi comunichiamo con un codice che è solo nostro, fatto di parole e frasi che vogliono dire altro. Negli ultimi anni il nostro legame si è rafforzato, perché entrambe le nostre madri si sono ammalate di Alzheimer. La sua molto prima della mia, e negli ultimi quattro anni, ridotta a un vegetale e alimentata da un sondino. Mai una volta uno ha chiesto all’altro: come sta tua madre? -. Abbiamo sempre usato il nostro codice.

Miss C: Hey Rom lo sai che mia madre adesso vomita pure quello che gli passano con il sondino? Non ha mai amato gli omogeneizzati da piccola, figurati quella brodaglia sciacqua palle che gli sparano su per il naso. Traduzione: Rom voglio che tu sia preparato il più possibile a quello che succederà a tua madre.

Io: Quella svalvolata di mia madre oggi ha minacciato la signora che vive al piano superiore con la scopa, sembrava Wilma Flinstone e con un linguaggio hardcore preso in prestito da Cicciolina. Traduzione: mia madre sta peggiorando ed è ogni giorno sempre più fuori controllo.

Il pomeriggio sono arrivati i suoi messaggi. Nessuna festa. Sua madre è morta, non solo nel giorno del suo compleanno, ma nella giornata mondiale dedicata all’Alzheimer. Amaro destino o solito dito al culo?  Direi la seconda. Il giorno del funerale sono arrivato giusto in tempo. Il tempo di sfiorarci le mani, prima che cominciasse la celebrazione. Ed eccoci lì: Humphrey Bogart e Ingrid Bergman. Tutti e due con gli occhiali da sole per tutta la durata della messa. Il prete ha cominciato con l’atto di dolore e poi nella sua omelia ha parlato dello scopo della vita. Già: qual è lo scopo della vita? Sposarsi? Fare figli? Lavorare e costruire un mondo migliore? Non fare del male al prossimo? E il mio qual è? Perché se sono questi, cazzo, sono fuori strada. Il prete ha detto che è la fine a dare un senso all’inizio e che la morte non è la chiusura di un ciclo. Ma che senso ha avuto morire consumati in quel modo da una malattia? Quattro anni vegetale in un letto e gli ultimi sei mesi in un ospedale. Mi stavo perdendo nei miei pensieri e, a quel punto, ho pensato al mio funerale, che non vorrei in Chiesa. In fondo mi sembra coerente, l’ho snobbata per anni e poi che faccio mi presento l’ultimo giorno e chiedo: Aò ma che c’è posto?-. Al massimo quattro parole in un parco, al posto delle ostie dei tramezzini, della birra e all’Alleluia preferirei Dancing Queen degli ABBA; e io spero, ma davvero spero, di non essere presente quel giorno.

Poi la messa è finita. Nel cielo, in una giornata in cui non è piovuto, c’era un arcobaleno, che ho fotografato. Un segno divino o il solito tempo bisbetico? Direi la seconda, ma devo ammettere con un pizzico d’incertezza. Poi Miss C è stata travolta da tutti, con le solite frasi dovute, sentite e di circostanza: Condoglianze -. Ha smesso di soffrire -. Non essere triste! -. Era una grande donna -. Poi sono arrivato io e ci siamo tolti entrambi gli occhiali da sole ed io nei suoi occhi ho letto il nostro codice: brutto figlio di una buona donna malata di Alzheimer se ti azzardi a farmi crollare mi tolgo la scarpa, te la ficco in quella tua fottuta bocca e te la faccio uscire dal naso -. Ed io ho usato il nostro codice.

Romeo: “A casa ci sono le quattro tavolette di cioccolato che ho comprato per il tuo compleanno. Ora siccome io sto ritornando nei miei pantaloni, vieni a prenderle quanto prima, perché così finiscono sul tuo culo e non sul mio.”

Miss C: “Cretino.”

E a quel punto ci siamo abbracciati, forse per un lunghissimo minuto, e in quell’abbraccio ci siamo detti tutto.

Mentre ritornavo a casa riflettevo sulla morte. Puoi morire a vent’anni, in un incidente. A cento, magari nel sonno, dopo che hai vissuto una vita piena e sana. O morire dopo una lunga malattia, dove perfino i tuoi stessi figli hanno pregato affinché la morte sopraggiungesse al più presto, per non vederti più soffrire. Puoi morire a qualsiasi età, per le più svariate ragioni, ma non c’è un cazzo da fare, non si è mai pronti a lasciare andare via qualcuno. Miss C è stata irraggiungibile per un po’. Il suo ultimo accesso a WhatsApp era fermo alla mattina del funerale. Io so che voleva dire: per favore non mi rompete i coglioni, voglio stare sola con i miei gatti -. Ed io l’ho lasciata stare. Nei giorni successivi la tristezza ha bussato alla porta di casa mia, e ho fatto di tutto per lasciarla sull’uscio, ma la stronza è entrata comunque. Ho avuto una certa difficoltà a telefonare anche a mio padre, per sapere come stava mia madre, ho rimandato la telefonata di ora in ora, fino a posticiparla al giorno dopo. Poi sabato sera sul mio cellulare è arrivato un messaggio.

24/9/2016 ore 23.02 Miss C: “Dai dobbiamo ancora festeggiare il mio compleanno. Andiamo a mangiare al McDonald’s. Forzaaaaa!!!”

24/9/2016 ore 23.04 Romeo: “A quest’ora? Al McDonald’s? Non ci vado da anni e poi noi siamo vegetariani.”

24/9/2016 ore 23.05: “Ti devo dire sempre tutto io. Ora ci sono gli hamburger vegetariani. Dai che ho voglia di schifezze. Portami la mia cioccolata e porta fuori il culo che sono davanti al portone di casa tua.”

E subito dopo al McDonald’s a festeggiare il compleanno di Miss C.

Romeo: “Ok brindiamo al tuo compleanno e fanculo alla dieta per oggi.”

Miss C: “E fanculo all’Alzheimer.”

Romeo: “Posso scrivere di te sul blog? Vorrei scrivere del funerale.”

Miss C: “Ehm … sì dai, chiamami Miss C e descrivimi come una femme fatale.”

Romeo: “Prrrrrrr!”

Miss C: “Ah ah ah cretino!!! Che mi racconti?”

Io so cosa voleva dire. Parliamo di libri, musica, uomini, sesso, nutella, gatti, gossip. Parliamo di vita, ma niente lacrime, che gli occhi sono disidratati; e niente ricordi o tristezze perché con quelli ci andiamo a dormire la sera, e li ritroviamo sulle federe del cuscino, insieme all’alone di sudore delle nostre notti insonni. E mentre guardavo tutte le schifezze che avevamo preso, ero ben consapevole del perché eravamo lì. Potevo solo vagamente immaginare il suo dolore. Avrei potuto versare quintali di ketchup e maionese su quelle finte patatine, mangiarmi tutti gli hamburger del mondo, perfino gli impiegati e tutto il palazzo; ma un bulimico come me sa che quel vuoto, non lo potrei riempire, perché non è mai nello stomaco, ma si trova in un organo un po’ più su. Poi le ho parlato di un uomo con cui uozzappo da un po’ di tempo, in inglese perché non è italiano, conosciuto su di un forum che parla di libri rari. E nell’etere e nella mia fantasia sembra essere l’uomo perfetto della mia vita ed io il suo. Peccato, come ha sottolineato Miss C, prendendomi per il culo, che è un uomo con cui non scoperò mai, che vive a 6.583,31 km di distanza da Roma, esattamente a Montréal in Canada. Non ridevamo così da anni. Anche quando siamo usciti dal McDonald’s, ci siamo seduti sulle scale di una Chiesa, abbiamo continuato a parlare e a ridere, a prenderci in giro, ad afferrare solo la leggerezza della vita. E mentre l’alba ha cominciato a tinteggiare il cielo, con quei colori che forse neanche Mirò sarebbe stato in grado di riprodurre, io mi stavo chiedendo: è davvero il tramonto a dare un senso all’alba? Qual è lo scopo della mia vita? Non lo so, ma quando la prima luce del mattino ha cominciato a illuminarci il volto, io ho avuto la sensazione che quel vuoto che ci portiamo dentro, quella notte un po’ l’abbiamo riempito. Insieme.

032-quattro-tavolette-di-cioccolato-e-un-funeraleBuon viaggio Mrs L – Cioccolato per te Miss C

 

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148 thoughts on “QUATTRO TAVOLETTE DI CIOCCOLATO E UN FUNERALE

  1. Nessuno sa quale sia il senso della propria vita. Probabilmente è quello di riempire il vuoto con gli affetti. Che siano amicizie sincere, familiari o amori da romanzo ha un’importanza marginale. L’importante è non viverla da soli.
    Bisou sur le nez.

    (e anche oggi mi hai fatto commuovere e riflettere. Te possino, Rome’ ^_^ )

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  2. Quanta poesia, Rom, io ti sento maturo per scrivere un romanzo, con questo tuo stile (è Montreal quella cosa bella che è successa quest’estate?)…spero davvero che qualche editor o chi per lui ti noti, Rom, davvero davverissimo

    Un abbraccio a Miss C, traducilo tu nel vostro linguaggio 🙂

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  3. Nicole ha detto:

    Forse la vita un senso non ce l’ha, siamo noi a volerlo trovare per sentirci meglio? Peggio? Completi? Corretti?
    Credo che ognuno si racconti quel che vuole per raggiungere l’obiettivo che vuole.
    Un abbraccio a te e a Miss C

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  4. Sei lo Shakespeare delle emozioni contemporanee Romeo, inutile cercare di spiegare come riesci a coinvolgere chi ti legge.
    Invidio molto la purezza della tua amicizia, disponibile a mandare affanculo la dieta per regalare tempo e sorrisi a chi ne ha bisogno, è bellissimo e impagabile.
    Per quanto tu possa sforzarti di sembrare “normale”, sei sempre e solo speciale, nelle tue ironiche imperfezioni, nel tuo profondo e incasinato amore, nella tua dolce e sempre presente disponibilità, nella tua sofferta forza familiare.
    +300 gr? Inizio a pensare che sia il tuo cuore che cresce e non il tuo culo!
    (Scusa, volevo essere vagamente filosofica ma non troppo, sei tu qua quello che emoziona a suon di post!😉)

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    • Io già sono emotivamente instabile e poi mi “tocca” leggere te… che mi annacqui (chissà se si può scrivere… ‘sti cazzi) gli occhi. Fra tu sei sempre troppo buona. Diciamo che anche se fosse il cuore ad avere preso peso … io il grasso lo vedo sul culo. Com’è sta cosa?

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      • Perché il cuore è dentro, e non si vede allora specchio ciò che fai, si vede negli occhi del bimbo che ha riacquistato fiducia grazie a un uovo, si vede nell’abbraccio silenzioso ad una amica che vale più di mille discorsi, si vede nelle scuse assurde e amorevoli che trovi per non affaticare la mente di tua madre…..
        Romeo, sei veramente unico, non ci sono cazzi….

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      • Va beh Fra io e te una lasagnata vegetariana ce la dovemo fà … e dobbiamo ridere, scherzare e prendere dalla vita solo la sua leggerezza, perchè ogni tanto tocca prendere una pausa dai calci al culo che pijamo 😉

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      • Una pausa sarebbe l’ideale, specie col periodo di merda che sto passando ora.
        Mai dire mai Romeo, potrei passare a salutarti se riesco a convincere quell’orso col quale ci provo come se non ci fosse un domani, visto che lui sta a Roma, na capatina a tirarti due fiesta sulle finestre potrei pure farla!😊

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  5. Vorrei dirti frasi come “il tramonto non é mai la fine ma solo l’inizio di una nuova alba”, ma primo mi suona di boiata perché l’ho scritta io, secondo mi suona di boiata e basta e allora mi limiterò a ripeterti quello che già sai: i tuoi amici sono davvero delle persone fortunate, Rom! ❤️e come al solito mi fai commuovere come se non ci fosse un domani per i fazzoletti Tempo!😢

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  6. Romeo hai un particolare modo di raccontare quello che ti accade. Appena ho letto il titolo del post mi è venuto da sorridere perché pensavo in una cosa un po’ più leggera. Invece quello che ho letto mi ha scombussolato un bel po’. Forse perché io credo davvero tanto nell’amicizia o forse perché mi sono immedesimata in Miss C. Poi mi sono persa nel vostro abbraccio. L’abbraccio di chi si capisce anche senza parole. In quell’abbraccio dove è racchiuso un mondo. La sofferenza e la morte fanno parte della vita ma credo che con qualcuno a cui si vuole bene vicino tutto appare più leggero. Infine…il tramonto che dà un senso all’alba e quel meraviglioso arcobaleno…Adoro guardare il cielo sai? L’arcobaleno a me sembra una specie di magia, un messaggio che ci dà speranza. Vabbeh, si è capito che mi è piaciuto molto quello che hai scritto? Un sorriso per te e per Miss C. Buon viaggio a Mrs L.

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  7. banalmente è il viaggio non il punto d’arrivo a dare senso.
    I miei nonni materni sono morti vecchissimi e lucidi, e dopo breve sofferenza. Penso sempre che è stato così difficile accettare di perderli, perchè sono stati un regalo lunghissimo. Mio padre è morto giovane ed io bambina, quindi penso che non accettare di perderlo mi era consentito. Ovvero non avevo valutato che non si accetta mai di perdere coloro che ami.
    Mi è capitato recentemente di avere dei vuoti di memoria. Ho un’ottima memoria e quindi mi sono chiesta se non siano i segnali di un Alzheimer molto precoce. Io non vorrei vivere anni con l’Alzheimer. Vieterò a chiunque di infilarmi sonde per la nutrizione (ma davvero Mrs L. aveva un sondino e non la PEG?). La natura faccia il suo corso!
    Però in effetti ora mi tocca prendere in considerazione questa cosa. Uff

    Un abbraccio a voi.

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  8. ho aspettato qualche giorno perché lunedì stavo malissimo e cercavo sempre in modo cretino e retorico un modo per giustificare una notizia appena data, come sta Mara è da un po’ che non la vedo….. risposta è Mara oggi compie 51 anni e forse non arriva a domani….. doccia fredda….. incazzatura, rabbia infinita, pugni contro l’aria in macchina lacrime e insensatezza…… lunedì muto, nero arrabbiato….. martedì arrabbiato qualche parola….. mercoledì mi dico che devo smetterla di andare in paranoia per cazzate, domani voglio dare un senso a qualcosa che non ne ha…. forse la morte fa capire che bisogna “vivere” prima di morire, e vivere intensamente…… così da sentire odori e colori in modo inebriante sempre. ci sono mille modi per andarsene incidente o malattia….. o silenzioso Alzheimer progressivo e doloroso per chi resta a guardare…. io so una cosa sola che in questi giorni continua a risuonarmi nella testa….. lo. scopo della vita è farci uscire dalla confort zone, mettersi continuamente in discussione, condividere l’amore, trovare nuovi stimoli….. imparare dagli amici, interpretare gli indizi nascosti dargli un senso per crescere….
    ecco….. io oggi adesso insomma ti ho letto e ho trovato insegnamento, io oggi ho percepito un indizio che mi aiuta a decifrare qcosa anche di me stessa….se la morte ha un senso l’unico cve gli concedo è di unire le anime dei viventi in un abbraccio di amore….. il tuo con la tua amica….. il mio con voi due….. in nostro di tutti nel leggerti. buonanotte e dolci abbracci a te e a mrs c. .

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  9. porca puzzola. che te possino disgrazietto!
    sto al lavoro e me stanno a uscì i lacrimoniiii…!
    vabbè, non dirò nulla, che tanto a volte in un abbraccio, si dice molto di piu, lo hai anche scritto, ed avete ragione tu e miss c… quindi viè qua, abbracciamose tutti!
    e quando le amicizie son cosi belle, ci sono i linguaggi propri, e ci si capisce anche con uno sguardo o un gesto, e non esistono convenevoli…
    ecco, tu mi hai fatto scoprire che mc ha schifezze anche vegetariane!

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  10. Non ci sono parole di consolazione… ma mi hai commossa. E il vuoto condiviso è meno vuoto no?
    Se in un grande spazio sei da solo, e se poi in quel grande spazio ti affianca qualcuno… ecco, rimane meno spazio vuoto. Un po’ lo diceva anche Archimede, mica sono la prima… bè, in un altro modo… ma io concluderei con un bel “eureka!”
    Ciao.

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  11. Ho perso mio papà a marzo ma forse dovrei dire: non l’ho più visto da marzo, perché l’ho perso per strada un pezzettino alla volta.. il dolore più grande l’ho vissuto nella consapevolezza che niente sarebbe stato come prima. Ho cercato di fare il pieno della sua immagine, ho conosciuto e amato un’altra parte di lui (o forse solo la trasformazione che la malattia si è divertita ad operare) mi sono sentita madre di mio padre, l’ho rassicurato così come faceva lui con me dandomi la certezza che nessuno mi avrebbe mai fatto del male finché ci disse stato lui a proteggermi. Ho pianto ma ho anche riso.. insomma l’ho vissuto fino in fondo è sono stata al suo fianco quando se n’è andato. Forse non ci credo ancora..

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