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HEY PROF …

Buongiorno Prof, dimmi qual è la mia lezione. Guardami dentro, guardami dentro” (Mad world, 1982 – Tears for Fears)

Peso: N.P.

Ieri.

E poi ci sono quelle giornate, dove la mente si perde nella nebbia, perché arrivano quelle notizie, che un po’ non ti aspetti e in qualche modo ti turbano. Ho saputo che il mio Prof delle scuole medie è morto, e un po’ come quei peperoni che a volte non digerisco e si ripropongono negli orari più improbabili, tante cose sono risalite a galla. Ricordo che in quei tre anni ci ha dato il tormento, la rappresentazione umana di un rompicoglioni D.O.C., ogni volta ci propinava tutte le sue storie e diceva: dovete sempre studiare, lottare, cambiare il mondo. Lo dovete salvare voi!-. Era un uomo dalle mille risorse, il volontariato che ha fatto lui non l’ha fatto neanche un santo. Si accendeva quando parlava di politica, a noi quattordicenni con il cervello impegnato con i Pac-Man, che non sapevamo neanche la differenza tra destra e sinistra, cosa che non si capisce più neanche oggi. Cambiare il mondo, salvarlo, lo diceva tutte le volte che avevamo una sua lezione. In quei tre anni ho sempre pensato che mi odiasse o che ce l’avesse con me, non ero mai abbastanza preparato per lui, ogni volta mi ripeteva, con sguardo severo: studia, ce la puoi fare. Puoi fare molto di più –. Il mio senso d’inadeguatezza cresceva a dismisura tutte le volte che lo ripeteva. Io avevo il compito di pulire la lavagna, ero considerato il “ragazzo cancellino”. Non avevo scampo. E poi mi diceva: ricorda che sei tu a decidere cosa scrivere sulla lavagna -. Io e i miei compagni di scuola non capivamo molto delle sue menate sulla vita, noi volevamo solo giocare e divertirci. Tre anni di continui lavaggi del cervello.

Oggi.

Hey Prof in giro dicono che non è stato un incidente, dimmi è vero? Dicono che hai dato gas al motore e sei andato a sbattere contro quell’albero. Hey Prof dimmi: quando hai smesso di lottare? Da quando i politici non usano più le palle per fare le leggi, ma solo per svuotarle su culi e tette? Da quando nelle piazze sono diminuiti i manifestanti per i diritti dei gay, per il diritto al lavoro, per la Costituzione, per gli immigrati e sono aumentati quelli che festeggiano lo scudetto della loro squadra del cuore? Da quando hanno vivisezionato la scuola, privandola del senso dell’insegnamento e della carta igienica? Hey Prof tutta quella teoria che ci hai sbattuto in faccia, che poi ho scoperto che poco era funzionale con la pratica nella vita. Dicevi ogni giorno che noi eravamo il futuro, che noi dovevamo fare la differenza, solo che il futuro oggi dov’è? A me sembra solo una forma verbale del modo indicativo. Pretendiamo di cambiare il mondo con un hashtag e con una frase a effetto su twitter, ma alla fine il mondo lo lasciamo sempre sull’uscio di casa, perché siamo assorbiti dalla nostra quotidianità: chi dal mutuo, dall’affitto, dal precariato, dalla solitudine, dalla malattia, dai figli, dai cazzi nostri e altri invece dalla scelta delle scarpe griffate, dai selfie, dal viaggio all’estero o da quell’atroce dilemma esistenziale se fare colazione con té verde allo zenzero o latte parzialmente scremato. Hey Prof dimmi: il mondo non lo cambiamo perché siamo superficiali o perché ognuno è disperatamente occupato a salvare se stesso?

E poi ti ricordi l’ultima volta che abbiamo parlato. Avevo da poco terminato gli esami orali di terza media. Ed eravamo soli e mi sono lasciato andare a una confidenza. Ero un ragazzo solitario, con un forte senso d’inadeguatezza nei confronti di tutti (e questo disagio mi è rimasto). Sei stato l’unico adulto nella mia vita a cui sono riuscito a mandare un messaggio. Stava arrivando la tempesta ormonale e adolescenziale, la ricerca della mia identità. Ti dissi che io mi sentivo diverso dai miei coetanei, ma non ero in grado di saper dare una “collocazione precisa” alla mia diversità. Ricordo la tua mano sulla spalla e le tue parole: devi sempre lottare per quello che sei, chiunque tu sia. Ricordalo. E questa è una promessa che devi fare a te stesso. Quando ti senti solo leggi un libro; quando hai voglia di spaccare il mondo ascolta la musica e balla; quando senti un peso che ti schiaccia allora scrivi -. Poi sei partito in uno di quei sermoni filosofici in cui imboccavi il raccordo anulare per arrivare a Timbuctù. E a quel punto libero dagli esami e forse rilassato dalla mia confidenza ti dissi: Prof dovrebbe smettere di farsi le canne perché io non capisco un cazzo di quello che dice! -. A quel punto hai avuto lo sguardo di un uomo che ha visto un coniglio che stava cercando d’incularsi una giraffa, e sei scoppiato a ridere, come non ti avevo visto mai. E alla fine ricordo le tue parole: sarai un uomo con molta ironia, coltivala sempre, perché ti salverà la vita! -. Mica avevo capito se mi avevi fatto un complimento.

Sono le tre del mattino e neanche il tavor è riuscito a domare la mia insonnia. La settimana scorsa qualcuno ha commentato che fatica a credere che ci si possa perdere, ma più spesso ci si è soltanto fermati, smarriti, confusi o piuttosto stanchi. In ogni qual caso, anche l’essersi persi è un bene, nel momento che se n’è consapevoli. Tu avresti saputo rispondere alle sue affermazioni argute, io invece scivolo via e rispondo con battute idiote. Consapevole o no, gli anni sono passati ed io sono un po’ stanco. Fra un paio di ore mi dovrei pesare, ma non so se questa volta lo faccio e mi sono stancato pure di scrivere, non solo il lunedì. Sul PC ci sono un sacco di cose che ho scritto, tutte quelle che non sono mai riuscito a dire a nessuno, alcune le ho trasformate in storie, e lo faccio da quel giorno che mi hai detto di scrivere. Non hai idea nella cartella Rom quanti file word ci sono e quanti quaderni e diari che possiedo. L’unica coerenza che ho avuto nella vita è stata quella di scrivere, per il resto sono stato discontinuo: nello studio, nel peso, nelle promesse che ho fatto a me stesso, nella vita.

L’ultima volta che ti ho visto è stato per caso in quel bar, circa 10 anni dopo la licenza media. I nostri sguardi si sono incrociati. Tu non mi hai riconosciuto, perché con gli anni sono cambiato, tu invece eri invecchiato. E dagli atteggiamenti intimi che avevi con quell’uomo accanto a te, ho capito allora che eri gay. Tu avevi capito tutto di me, ma io non di te, anche se inconsciamente forse qualcosa avevo intuito. E quel giorno ho compreso che non ero un tuo bersaglio; quella durezza, quel tuo volermi sempre spronare, era perché stavi cercando di prepararmi e in qualche modo di formarmi.

Ora sono le quattro del mattino, e non sono a Roma, ma da amiche nell’entroterra del Lazio, dove da giorni c’è una nebbia fitta, che ben si sposa con il mio stato d’animo. Mi sembra di vederti qui ed io che ti dico: Aò Prof ‘sto cazzo di mondo da salvare, io mica l’ho cambiato, veramente manco la mia vita ho cambiato e se vogliamo dirla tutta a casa non cambio manco più le lenzuola del letto. Merito la promozione o la bocciatura? -. E tu che mi rispondi con la mano sulla spalla: studia, ce la puoi fare. Puoi fare molto di più –. Però echeccazzo Prof ma fino a quando dobbiamo studiare? Perché aspettiamo l’estinzione di una razza e poi ci ingegniamo su come clonarla da una cellula? Poi a un tratto sei tu a chiedermi: Rò che fai lo bocci o lo promuovi il tuo Prof? -. Te lo devo dire brutto figlio di puttana, mi sale tutta la rabbia di questo mondo quando ci penso, e sì ti boccio, perché hai smesso di lottare, tu che invece ci dicevi di farlo, ma poi penso a quella risata, a quelle parole, a quello che mi hai insegnato e allora la rabbia dura il tempo di vita di un fiocco di neve che tocca l’asfalto, e penso che meriti la promozione, perché non avrai salvato il mondo, ma hai salvato me.

035-hey-profQuesto lunedì è per il PROF. Ovunque sei, continua a rompere i coglioni.

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119 thoughts on “HEY PROF …

  1. che meraviglia questo post. io avevo la prof di lettere delle medie. mi ha insegnato a leggere. si si a leggere i libri. prima leggevo le frasi. con lei ho amato la letteratura. Quanto idealismo in quegli anni. Come ti capisco. Anche il cielo qui è grigio…e un po’ di grigio ce lo sentiamo dentro

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  2. scrittore5-5 ha detto:

    Romeo, penso che il Prof abbia voluto sempre dirti che a salvare te stesso puoi essere solo tu. Forse per “mondo” intendeva quello nostro. Che è spesso più difficile da salvare.
    T abbraccio.
    Rip per il tuo Prof

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  3. tu diventi sempre più difficile da commentare… tocchi elastici nascosti e nemmeno così tanto… forse dovremmo smetterla di chiederci se daremo promossi o bocciati e solamente andare… alla faccia di chi giudica e pesa ogni cosa, come se il peso delle cose fosse da calcolare in chili, etti… e se fosse in sorrisi, pacche sulle spalle, grattini e bei pensieri?… non lo so… c’è nebbia ovunque… devo trovare un lampioncino… 🙂

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  4. Avevo resistito fino all’ultima riga, ma niente alla fine non ce l’ho fatta. 😭 ti abbraccio forte mio piccolo grande, Rom e spero che un giorno condividerai un pezzo della tua cartella di file word anche con noi. Mi spiace se ti senti stanco e demotivato, sappi che qui troverai sempre tanti motivi x scrivere e condividere ancora. Abbiamo bisogno di te, Rom, e della tua ironia…aveva ragione il tuo Prof. é una delle armi che hai per salvare il mondo! 😘

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  5. luminariasprecata ha detto:

    Credo che nessuno si salvi mai veramente da solo. Credo ci sia bisogno di scontrarsi con uomini che, nel bene e nel male, diano una virata alla nostra vita. Siamo il frutto di incontri e scontri, di fallimenti e sogni grandiosi. Siamo ciò che ci hanno trasmesso e abbiamo scelto di coltivare o di abbandonare. Siamo umani, con le nostre fragilità nascoste dietro robuste corazze. Non ci sono vinti o vincitori, bocciati o promossi, ci siamo noi, col nostro fardello e con gli occhi mai davvero stanchi, perché anche l’estremo addio a questa terra è a volte un atto di coraggio, non una resa ma l’ultimo atto di libertà, di scelta. Ti abbraccio, mio Romeo.

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  6. Stai passando delle settimane davvero dure. Forza!
    L’anno scorso morì anche un mio prof delle medie, molto più giovane del tuo per un tumore al cervello. Era tipo il nostro prof preferito, stava sempre a farci ridere o a portarci articoli importanti per farci leggere… Nell’ultimo periodo era diventato un sacco religioso per via della malattia, ricordo che al funerale di mia nonna stava facendo l’aiutante del prete (si dice così?) e mi disse che aveva cambiato tutto il suo percorso di vita, che aveva sbagliato tutto. Io gli dissi che era una grandissima cazzata, perché si può morire sempre, basta fare le cose giuste nella vita e nulla di male, perché così si rende migliore il nostro futuro e chi ci sta attorno. Devo dire che sono passati 10 anni forse da quel momento, non ci credo manco più io.
    Ok, mi sono rattristata anche io pensando a lui, un abbraccio forte ❤

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  7. …però ti fa incazzare quando il nodo torna al pettine solo tanti anni dopo, forse se tornasse subito affronteremo le cose in maniera diversa, non migliore ma diversa….
    perchè le persone non possono essere chiare da subito? per il rischio di farti del male? meglio un pò di male subito che anni di sofferenza no?
    Bello Romeo, emozionante…
    …come sempre.
    Ciao Prof

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  8. Ho come l’impressione che alcune persone riescano a concedere il 500% di sè agli altri, rimanendo poi tagliati fuori da sè stessi.
    Forse poi, dimendicando di curare le proprie ferite, usando tutta la propria forza per sostenere gli sforzi degli altri, non ne rimane abbastanza per affrontare con positività ed energia le sfide personali e prima o poi la vita ti chiede il conto.
    E nel conto sono comprese (con gli interessi che regala il tempo) tutte le cicatrici abbandonate, le battaglie disertate, i sorrisi mancati, le occasioni perse…..e non sempre si ha il vigore per superare ogni cosa, guardare oltre e andare avanti.
    Penso che, per quanto all’apparenza, le persone possano sembrare indistruttibili, caparbie e inattaccabili, una microscopica falla ce l’abbiano tutti, quel buchino da “troppo pieno” che serve per far defluire l’acqua quando è molta.
    Ma quando è troppa, inevitabilmente, trabocca e inonda tutto.
    Se ancora ricordi le sue parole ed i moniti a vivere la tua vita, cercando di sagomarla intorno ai tuoi desideri piuttosto che il contrario, significa che il suo lavoro di prof. l’ha fatto davvero e bene.
    Non tanto la speranza, quanto la forza per essere consapevoli di poter fare qualcosa.
    E tu hai fatto e continui a fare la differenza, anche se non ti rendi conto di cosa riesci ad ottenere, forse.
    L’ironia è una componente indissolubile di te, direi quasi invidiabile, perchè si fonde con una filosofia sottile ma dannatamente concreta e quotidiana, solo a leggere i tuoi racconti si percepisce il tuo enorme valore di uomo, amico, figlio e moltissime altre sfaccettature di te che regali ogni giorno agli altri….
    Se non ti avesse detto, tutte quelle volte, “che puoi fare di più”, chi si inventerebbe ad ogni crisi una storia nuova per tranquillizzare tua madre? Chi riuscirebbe, col silenzio, a dire tutto ciò che una amica in difficoltà vuole sentirsi dire? Chi diventerebbe orso buono e comprensivo per un bimbo che ha bisogno di sentirsi al sicuro dentro una piscinetta d’acqua? E chi si metterebbe a discutere coi carabinieri solo per poter ridare ad un bambino la consapevolezza di poter essere parte attiva del cambiamento?
    Alla fine Romeo, ti sei e stai comportando esattamente come ti aveva suggerito il prof., penso che sarebbe fiero di te, nonostante ogni stramaledetta ascia che si abbatte sulla tua vita, riesci a trovare il coraggio per scrivere, smadonnare, reinterpretare e continuare a vivere.

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  9. forse scrivere è per te quel fare di più
    mi sa che hai confezionato proprio un piccolo tesoro tra le tue storie, i tuoi diari, le pagine di questo blog
    credo ti abbia dato un ottimo suggerimento e che tu lo stia seguendo alla grande
    un abbraccio

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  10. C’è sempre un prof così da qualche parte, tutto sta ad accorgersene o a rendersene conto e in molti casi si è troppo giovani forse. Di una cosa sono assolutamente certo però: tu hai capito, ti sei in qualche modo relazionato e sei una persona assolutamente diversa da quella che saresti se non lo avessi fatto.

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  11. Mi piace il Prof che ha fatto di tutto per insegnarvi: “credete in qualcosa, fatela vostra, e difendete la vostra idea. Credete in voi stessi”.
    Lui non se ne è andato… lui ha lasciato un pezzettino di sé nella tua vita.
    Non smettere di scrivere, Romeo, non smettere per te e per me, non smettere di regalarmi emozioni e spunti di riflessione.
    ^_^
    (Ocio al peso, neh … grrrrrr )

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  12. Anche io di recente ho saputo che il mio Prof di greco ha lasciato questa valle di lacrime. Per alcuni, un Caino come pochi. Un esempio per altri. Un faro per pochi. Ciò che hai scritto, più che “fare onore”, renderebbe felice il tuo Prof. Il suo insegnamento è sopravvissuto e tu lo porterai per sempre con te. Vedo che ne hai fatto un buon uso.

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  13. Ro, adoro quando riempi i post di domande che in realtà contengono già le risposte – perché intuisco che qualcuna di certa e precisa l’hai afferrata.
    Ho cercato di immedesimarmi nel tuo prof, essendola stata per anni, e di avere davanti a me un ragazzo come te. In realtà ne ho avuti e più di uno. Forse non immagini quanta grinta ci esce nel trovare tra i banchi tanta sensibilità e bellezza interiore: vorremmo che quel ragazzino spaccasse davvero il mondo, per sé e per il mondo che ne gioverebbe.
    Il tuo prof ti ha lasciato una grande eredità: scrivere, avere dubbi, porti domande, perché se è vero che la vita è faticosa e non sempre hai, secondo te, raggiunto gli obiettivi, è pur vero che non ti lasci vivere. E scusa, ma nella merda generale in cui sguazziamo oggi, non è poco. Proprio no.
    Un abbraccio Ro, grande grande. Non so perché, ma ho la sensazione che il tuo prof abbia lottato fino alla fine, a modo suo. Un pensiero a lui attraverso te.
    Primula

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    • Sì Marta c’è una grossa carenza. Ora non so dirti se i tempi (precariato) o sono le persone che mancano (valori), non deve essere un ruolo facile oggi. Alcuni amici e familiari lo fanno e spesso mi dicono che si ritrovano a fare i baby sitter. Sull’ironia lo spero, me lo auguro… grazie come sempre

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  14. Luz ha detto:

    Ciao, arrivo qui e leggo questo tuo post totalmente immersa in ogni parola. Per due motivi: il mio prof di Francese delle medie si suicidò diversi anni fa e per me fu un trauma; e poi perché insegno Lettere proprio ai pargoli delle medie, e conosco abbastanza quegli strani mondi che si agitano al di qua e al di là della cattedra.
    Incredibile come si possa restare nella memoria e nella coscienza dei tuoi alunni, quando questi sono già uomini fatti, e con quanta facilità ci si possa voltare indietro per ricordare quelle sensazioni e i sentimenti che abbiamo provato da alunni, fra uno scarabocchio sul banco e una dedica sul diario.

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  15. Romeo… cosa dirti? Quanto lui deve continuare a rompere i coglioni tu devi continuare a scrivere. Daresti una scossa persino al lettore più pigro.
    Mi sei molto simpatico.
    Scusa ma avevo il bimbo malato ed ero presa a mia volta a scrivere le mie cazzate.
    Sai, quello che ci hai raccontato è molto bello. Io mi sarei fatta più intenerire da lui e, forse, da donna avrei capito prima per cosa combatteva. In ogni caso si è ben compreso quanto amasse il suo lavoro e quanto tenesse a voi e ad un’etica morale integerrima.
    Ecco Romeo, però io leggo tutt’ora nelle tue parole tanto sconforto e un senso di resa. Mi piacerebbe leggerti più guerriero, mandare i tuoi vaffanculo a tutto ciò che non ti garba, forse potresti buttare le pantofole e correre, probabilmente intuisco che sei disoccupato? O insoddisfatto del tuo lavoro? Metti in moto un cambiamento Romeo… alcune cose dipendono da noi, altre no… ma non possiamo solo star fermi ad osservare quello che non va.
    Ecco.
    Sono stata meno criptica? Antipatica?
    Guarda che te lo dice una che la vita ” discreta” l’ha costruita con fatica, passo dopo passo e che è sempre in moto verso sogni e obiettivi che, nonostante forse non verranno mai raggiunti, l’hanno aiutata a spostarsi ed evolversi anche solo di un passo.
    Romeo, mi duole leggerti così avvinto.
    Il prof. ti guarda.
    FORZA.

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  16. Che bella lettera Rom, ho immaginato quel vostro incontro dopo l’esame di terza media, lui che ti appoggia il braccio sulla spalla e la sua fragorosa risata 🙂 Ti costerà scrivere, ma come sai trasmettere tu situazioni e stati d’animo, accidenti. Sarai stanco, concediti magari una pausa, ma non smettere, davvero!!! Ti abbraccio forte forte

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  17. senti son due gg che cerco qualcosa di intelligente da scrivere per commentare… e non mi è venuto pero…
    la pelle d’oca come al solito si, pero…
    si capisce la fatica di questo tuo momento…
    ma lo scrivere fa pendere la salita un po’ dalla parte opposta… cosi ti riposi un po… fa uscire tutti i pensieri dalla capoccia…
    continua. ma non come obbligo. quando ne senti il bisogno. anche il blog… potresti essere piu flessibile… se una settimana salti o vuoi scrivere di mercoledi fallo! fai na pazzia! ahah! e non te sei pesato… ti peserai! anche perchè tutta sta gran ciccia che dici… boh!

    ps… letto e commentato da ali… mado… senza parole!

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    • Da quella volta che ci siamo visti ho un pochetto sgarrato e comunque va bene così. Sai che poi la mia paura è ritornare al peso TOP che avevo qualche tempo fa, e sì concordo che spesso magari è solo una dismorfofobia. Grazie per il pezzo di Ali. Hai visto che bel disegno. Un po’ si sentiva un pesce fuori dell’acqua, perchè gli è venuto quello, un po’ diverso dalle tipologie a cui è abituato, ma secondo me è bellissimo e lui bravissimo. Ora dobbiamo scrivere un pezzo insieme? Lo sai?

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  18. Ho letto tutto d’un fiato la storia del tuo PROF. Al di là dell’essere il tuo PROF è stato sicuramente un uomo in gamba, con una sensibilità unica in grado di capire veramente l’altro. Non tutti hanno questa sensibilità e se tu hai saputo guardarlo dentro vuol dire che un certo periodo delle vostre vite avete lottato per qualcosa, lui per te e forse (anche se magari non te ne rendi conto) anche tu per lui. Hai comunque cercato di lottare per manifestare quello che sei realmente e farti valere come persona al di là delle apparenze. Perché tanto alla fine quando saremo dall’altra parte, solo una cosa conterà davvero: se abbiamo lottato per essere Persone vere. Non autogiudicarti troppo Romeo. Ogni giorno serve a tutti noi per vedere il mondo con occhi diversi e quello che hai scritto mi ha fatto emozionare. Spero che il tuo Prof possa sentirsi più leggero ora. Un sorriso. Lila

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  19. A volte apprezzi solo col tempo le qualità di una persona e le parole che sembravano utopiche e ripetitive assumono un significato diverso. Ha saputo capirti prima che lo facessi tu stesso ed ha colto una delle tue qualità più evidenti: l’ironia!! Non è necessario cambiare il mondo ma far riflettere, divertire e commuovere è già un gran passo. Non smettere di scrivere!!!
    Dalla Svizzera con furore .. E pure col raffreddore! Ah ah

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  20. Torno a te……e ai tuoi pensieri
    …..cosi bello come tornare a casa dopo anni di distanza e tornare a condividerti pienamente. ..
    Lottare sempre avere degli ideali crederci….e poi arrendersi….perche credo proorio che chi è piu autentico e vero avrà un cedimento una fragilità paura…..la sensibilità si accompagna a forza e coraggio ma arrivare fino in fondo è faticoso ….ma una cosa te l’ha insegnata si chiama empatia non è cosa da poco.

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  21. qualcuno tipo me ha detto:

    wow. non so nemmeno quanto c’ho messo a leggerti su questo post, ma ti assicuro che sono stata un missile. ammirevole, riconoscente, dispiaciuto e forse anche saturo. sarà orgoglioso, lo sai anche tu.

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