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MAZINGA, CANDY CANDY E CULI IN GUERRA

“Vai, che il tuo cuore nessuno lo piega” (Goldrake, 1978 – Actarus)

Peso: – 400 gr

Mi sono fatto incastrare da Emma. Aveva un impegno di lavoro a Milano e mi ha chiesto se questo venerdì potevo dormire con i suoi bambini, Enea di 11 anni e Erica di 8. La sua baby-sitter non era disponibile e lei non poteva rinunciare a quel lavoro. Ho detto no, non so quante volte, ma alla fine mi sono impietosito. Quindi la mia serata è stata “famiglia allargata”. È scivolata liscia fino a un certo punto, abbiamo giocato, cenato, ci siamo fatti le foto che abbiamo inviato a Emma e poi in pigiama ci siamo dedicati alle nostre attività, io a leggere e loro a guardare un cartone animato. Uno di cui ignoravo totalmente l’esistenza: Aiuto! Il mio sedere è impazzito! Chiamatemi pure depravato, ma quando mi hanno detto il titolo, io ho fatto un’associazione a un porno-gay. Un uomo che dava il suo culo impazzito a tutti!

E in quel preciso istante è andata via la luce. Non solo in casa, ma in tutto il palazzo. I bambini hanno cominciato a piagnucolare. La faccenda era seria, un guasto che non sarebbe stato riparato presto. Erano le nove e non volevano andare a dormire. Per fare un po’ di luce ho usato lo schermo del mio cellulare e ho trovato delle candele in un cassetto. Per fortuna avevo portato il mio PC con batteria carica, per cui tre ore erano assicurate e siccome il mio secondo nome è Mary Poppins, dal mio hard disk ho tirato fuori una serie di cartoni animati della mia infanzia e ho cercato uno che potesse andare bene, attento anche a eventuali rischi connessi.

Candy Candy. Orfana, che non si sa quante tragedie si contano nelle 115 puntate, che manco I Malavoglia di Verga. Sfigata all’ennesima potenza, e secondo me, il fidanzatino Antony se non fosse morto cadendo da cavallo, di lì a poco, avrebbe fatto coming out. Rischio: pregiudizi verso le adozioni.

Heidi. Sì! Bambina felice per carità, ma dalla mente non riesco a togliermi quella stronza della zia, che prima la affida al nonno e poi se la riprende, per sbatterla a Francoforte a fare da badante a una bambina sulla sedia a rotelle. Rischio: rancore verso i diversamente abili.

Mazinga. Ma che spara le tette quella? Che cosa è il missile centrale? Il pisello? Rischio: pornografia anticipata.

Peline Story. Prima muore il padre. Poi la madre. Poi va alla ricerca del nonno cieco. Poi vende il suo asino. Poi minorenne va a lavorare in fabbrica. Poi vaffanculo Peline. Rischio: depressione.

L’ape Magà. Giuro che se tutte le api fossero come lei, le avrei già sterminate. 91 puntate a cercare ‘sta cazzo de mamma. E poi non ho capito una cosa, ma solo lei aveva la sindrome dell’abbandono? E tutte le altre sorelle? Rischio: fobia delle api e disgusto verso il miele.

Anna dai capelli rossi. Un’altra orfana, eccheccazzo! Cartone ricco di poesia, però quante lacrime in quei 50 episodi. Rischio: voler diventare poeti, per carità lodevole, ma oggi lavorano a fatica gli ingegneri.

Georgie. Ha anticipato la soap Beautiful. Ammucchiate in famiglia. Rischio: incesto.

Lupin III. Mi sembra che di ladri in questo paese ce ne siano fin troppi. Rischio: emulazione.

Lady Oscar. Lesbica o non lesbica? ‘Sti cazzi. Il problema erano le tematiche: la guerra, la morte, il suicidio, la violenza. Rischio: finire in analisi per almeno trent’anni.

Remi. Servizi sociali! Associazioni animaliste! Dove cazzo eravate mentre mi struggevo davanti alla vita di Remi, quando vedevo morire cani e scimmiette? No, dolce Remi, piccolo come sei, vattela a pija ‘nder culo pure te. Rischio: dipendenza da xanas e prozac.

Ma come sono sopravvissuto a questi e ad altri cartoni animati? E quando c’è stato il passaggio in TV tra i pianti dei bambini abbandonati e gli acchiappachiappe che hanno salvato il mondo dai sederi malvagi? La mia infanzia è stata così diversa dai bambini di oggi? Ho pensato che i cartoni animati fossero troppo tristi, ma forse tendiamo a proteggerli troppo questi bambini. La mia infanzia era più libera, con meno vincoli e impegni. Noi eravamo figli di genitori che non sempre erano capaci di comunicare e i bambini di oggi cosa sembrano: figli di genitori affannati dalla vita? Dopo mezz’ora, non avendo scelto nulla, ho deciso che era l’ora di andare a letto. E loro mi hanno pregato almeno di leggere un libro, e il kindle, che sarà pure una fredda biblioteca virtuale, ha il pregio di poter contenere molto volumi. E anche lì a cercare, fino a quando Erica mi ha chiesto di leggere una delle sue favole preferite: La Sirenetta. Ed io ho cominciato a leggere, sperando che il sonno s’impossessasse della loro attenzione, ma più andavo avanti con la storia, più la mia voce diventava flebile e cominciavo a percepire un certo disagio. La favola originale di Andersen, che stavo leggendo, ha un finale diverso da quello stravolto dalla Disney. Al termine della favola, i loro sguardi più che perplessi, sembravano affranti.

Erica: “Ma non si sposa con il principe?”

Enea: “Che finale triste, proprio come mamma e papà che non stanno più insieme. E ora lui sta a Berlino.”

In quel preciso istante ho maledetto Emma che mi ha incastrato in un black friday, black in tutti i sensi, ho dichiarato guerra all’Enel e ho pensato che in fondo quel cartone animato sui culi che stavano vedendo, era meravigliosamente poetico, paragonato a quel senso d’impotenza che stavo provando. Che cosa potevo dire? E come potevo dirlo? Stavo per dire che Andersen era un alcolizzato che faceva colazione con clisteri di vodka, ma poi volevo essere un po’ più serio e dire che mamma e papà non hanno funzionato come coppia, ma per fortuna funzionano come genitori. E poi in quei secondi eterni nella testa il mio discorso ha preso forma: – La verità è che anche se loro fossero rimasti insieme, nessun di voi sarà preservato comunque dal dolore. Ogni genitore potrà stare dietro a un figlio, a pochi metri di distanza, ma tanto cadrà, si sbuccerà le ginocchia, si ferirà, ma poi pian piano guarirà. Avrete un sacco di delusioni, se sarete fortunati troverete un lavoro che vi appagherà, e mentre crescerete i vostri affetti pian piano invecchieranno. Scoprirete che l’amore è un sentimento meraviglioso, ma tanto complicato e faticoso. Ma ci saranno anche tante belle cose, come i libri, i viaggi, il primo bacio, la musica, il sesso, gli amici, forse avrete figli e un baby-sitter straordinario come me, e magari aprirete un blog. Sì è vero cadrete, ma poi vi rialzerete. E il dolore in fondo, se non v’incancrenisce, può aiutarvi a guardare le cose da angolazioni diverse -. Pensate che sia stato in grado di dire queste parole? Macché ‘sto cazzo. Una cosa è pubblicarle il lunedì mattina su di un blog, protetto da milioni di pixel, un’altra è dire a dei bambini, figli o non figli che siano, che nelle loro giornate future assaporeranno sulle fette biscottate, insieme alla marmellata di more, quel retrogusto agrodolce che si chiama vita.

Romeo: “Ok, ok, ok allora niente facce depresse per favore, niente culi che vanno in guerra. L’unica guerra che vedremo stasera è quella di Goldrake contro Vega. E non è un cartone animato vecchio, ma vintage.”

La serata è terminata sul divano letto. I bambini hanno voluto dormire con me. Non hanno resistito neanche cinque minuti che lui ronfava e lei, accovacciata non si sa come, mi distruggeva la schiena, con i suoi piedi puntati contro. Ed io, tra un pezzo di cioccolata e il 60% di batteria del portatile, ho cominciato a guardare le ultime tre puntate di Goldrake, e mentre il bene vinceva sul male, tornavo indietro di secoli, a quando alla loro età andavo a scuola da solo e senza cellulare; quando la maestra mi sgridava e a casa mia madre mi dava “il resto”; quando la mattina facevo colazione con latte, pane e caffè, senza che fosse messa in discussione la bontà del latte o quando invece la domenica c’erano i biscotti, senza che facebook o altri social network rompessero i coglioni su quanto olio di palma ci fosse dentro; quando giocavo in cortile e mia madre mi chiamava dal balcone, perché dovevo rincasare. E poi ho pensato a tutti quei tagli e ai cerotti colorati con cui speravo di guarire prima, a quelle batoste che ho preso dalla vita, a quelle scorze che si sono formate sul ginocchio, a quei lividi che mi sono procurato crescendo, al disinfettante su quei punti di sutura sparsi sul corpo, che facevano male, ma mai quanto quelle ferite nascoste altrove. E lì sai che l’acqua ossigenata non potrà mai arrivarci, ma tra un pezzo di cioccolata e un cartone animato, un po’ t’illudi e un po’ ci speri, che quel sordo rumore di fondo, che nessuno potrà mai sentire, possa un giorno attutirsi.

039-mazinga-candy-candy-e-culi-in-guerraQuesto lunedì è per Erica ed Enea.

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123 thoughts on “MAZINGA, CANDY CANDY E CULI IN GUERRA

  1. Cioe… vogliamo parlare di cappuccetto rosso (sfruttamento minorile e incitazione alla violenza) e cenerentola… ahahahahahahahah lasciamo stare biancaneve… nel senso comune del termine le favole sono di una violenza inaudita… io ai miei bambini raccontavo le favole del bosco… 😄😄😄😄😄😄😄😄

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  2. Ritardona ha detto:

    Ro, sei un genio! In effetti con tutti quei quei cartoni animati su orfani, abbandoni, suicidi ed extraterrestri in guerra con la terra è un miracolo se siamo sopravvissuti! Ti adoro ❤️😘

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  3. Insuperabole, Romeo. Mi hai procurato un vortice di emozioni allo stomaco fatto di ricordi, stupore, risate, incredulità. … Con quel sapore dolce amaro che ti contraddistingue. Grande.
    Ps…. Non ho mai perdonato a mia mamma l’idea di regalarmi persino l’album delle figurine di Remi…… eccheppalle….

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    • Grazie Gisella. Eh lo so che le figurine Panini le abbiamo collezionate tutti e poi a me rodeva il culo quando quella figurina particolare non usciva mai e non riuscivi a terminare la collezione!!! Comunque Remi era bello, ma tragico da morire… forse la seconda parte con Mattia prende un po’ di vita. Ma giusto un po’ 😉

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  4. Perchè farci credere che avremmo vissuto in un deserto post nucleare, abitato solo da punk folli in cui l’unico modo per sopravvivere fosse menare botte in grado di far apparire un timer sulla testa della gente, sgignazzando vedendoli esplodere? O tagliandoli a fettine? Alla fine la nostra generazione non se è conciata così male partendo da certi presupposti!

    Mai, mai scorderai
    l’attimo, la terra che tremò.
    L’aria s’incendio’ e poi silenzio.
    E gli avvoltoi sulle case sopra la città, senza pietà.
    Chi mai fermerà la follia che nelle strade va?
    Chi mai spezzerà le nostre catene?
    Chi da quest’incubo nero ci risveglierà, chi mai potrà?

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  5. Romeo❤️ come sai emozionarci tu! Ci porti indietro nel tempo ai cartoni e al caffellatte e poi ci guidi per mano fino a un presente che é vero, va un pò stretto, ma che in fondo é sempre carico di speranza! Nella tua vita dal sapore agrodolce che somiglia tanto alla mia c’è sempre in cima una ciliegina che é la parte più buona e che magari non ci sei ancora arrivato, ma speri e sai che puoi farcela ancora ad assaporarla. Sappi che qui tifiamo tutti per te 😘

    Ps. Il mio cartone preferito era Jhonny é quasi magia, ne ero proprio innamorata e secondo me é in quegli anni che vanno ricercati i prodromi della mia dipendenza per le serie tv 😜 aò Jhonny pure era un bel pezzo di gnoccolons!❤️😁

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    • Jhonny é quasi magia mi manca. Non lo vedevo. Però sulla nostra dipendenza dai serial televisivi mica hai torto eh 😉 Io sto riprendendo alla grande, come i vecchi tempi. Il che da un lato è insano, ma ‘sti cazzi. Il mio preferito era Conan. Ma anche tutti i robot. Actarus era il mio gnoccolone, al pari di un certo Jamie ❤️😁 p.s. Ho letto che The Night Of è stato elogiato dalla critica… che dici ci fiondiamo pure su questo ?

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      • Sì Rom, lunga vita al Grande Capo Estiquazzi! The Night of mi mancava, ma visto che ora tante vanno in pausa si accettano suggerimenti…a me tra pochi gg scade il mese gratuito netflix e devo ancora finirmi le puntate speciali di Una mamma per amica che tra l’altro ho provato seguire con i sottotitoli in lingua originale ma data la velocità a cui parlano le Gilmore’s ho dovuto ripiegare subito su quelli italiani! :/

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      • Io l’ho presi per una mia amica. Cybill, quella del caffè mattutino. Le ho trovato sia i sottotitoli in italiano che in inglese, ma conoscendola li vedrà sottotitolata in inglese. Ho un po’ di arretrati, ma di svariet puntate. Forse a Natale mi drogo, ma non sono sicuro, perchè starò con mia madre e quando sto con lei, manco il tempo di pisciare ho :-/ 😀

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  6. la mia zia spacciatrice di libri ha regalato a Mini un vecchio libro di favole sugli animali, soprattutto per i disegni ( sì, stiamo in fissa con le illustrazioni in famiglia…)
    Una sera ho iniziato a leggere queste favolette al Mini… la prima ci ha fatto scassare dal ridere per un quarto d’ora, fino alle ultime dieci righe in cui ogni essere vivente presente nella storia SCHIATTAVA!… al primo, Mini s’è girato di scatto e m’ha guardata con occhi sgranati ” no ma, marmy!… vabbé ci sono ancora…” … no!, nessuno s’è salvato… e tra l’altro con non poche sofferenze…

    ho ripreso il vecchio libro del bosco e degli gnomi, facile e tranquillo… perché non solo lui c’è rimasto maluccio… anche io ho voglia della mia dose di favola, tranquillità e serenità… e allora te la cerchi…
    Forse è questo il punto: la nostra generazione è meno “concreta” di quella precedente, crede nei sogni e in un tempo buono, sogna e forse troppo…. e allora lo fa anche per i figli… non tanto per nascondere loro le sofferenze, alla fine sappiamo bene che arriveranno e le affronteranno… forse è solo un modo per ricordare loro che qualcosa di bello ci può essere e di non smettere di pensarci…
    Non so dire se sia meglio o peggio, giusto o sbagliato ma credo sia così…
    Un bacio di buona settimana

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    • Mi chiedevo chissà che fine avessi fatto, non ci sentiamo mai :-/ Porello però 😦 Eppure alcune strane sono drammatiche ma belle, tipo quelle di Oscar Wilde, tipo il Principe felice! E anche la versione della Sirenetta originale di Andersen comnque a me non dispiace. Io la conoscevo così e sono sopravvissuto. Certo se penso a come mi sono ridotto :-/ 😀

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      • ma vero?… io non so come fare a resistere dal lunedì che ti leggo e il mercoledì che riappari… :/
        Anche Peter Pan, in originale è bello tosto ( letto tutto con Mini che ogni tanto si girava e diceva ” epperò cattivello ‘sto Peter…” e io ” no no… amore, proprio stronzo a volte, dillo pure!”).
        In fondo si supera tutto, che sia con leggerezza o con un tank, alla fine si supera tutto 😉

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      • A me stava sulle palle Peter Pan. E nel libro non era particolarmente simpatico. Vero!! Ed è vero un po’ di leggerezza e fanculo tutto il resto a partire da certi nomi del cazzo

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      • Invece a me la storia di Pietro Pannocchia piace, anche se non è così “leggera e da favola” ci sono tanti spunti interessanti e immagini che trovo incantevoli ( es. quando le fate costruiscono la casa intorno alla bambina che s’è addormentata nel parco, o quando racconta della mamma che raccoglie i pensieri dei bambini e li rimette in ordine…) detto questo:
        io
        ti
        adoro
        sempre e sempre di più! ❤

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  7. Che bei ricordi… quante emozioni…
    Ovvio ero innamorata del fratello.di georgie cone tutte.le.bambine…
    Eh sai che nessuno puo.proteggere dalle delusionu e dalle ferite della vita… devono essere vissute… altrimenti non potremmo vivere le gioie…
    Sei.magico ro!

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  8. In effetti non erano dei bellissimi cartoni animati, a vederli ora in età adulta c’era da mettersi a piangere…ora mi spiego perché siamo una generazione di (quasi) depressi….😂😂😂
    Ci volevano preparare alla vita …

    Buona settimana Romeo 🌺

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  9. Mila e Shiro, unico cartone che guardavo con le manine chiuse a pugno perché volevo orribilmente giocare a pallavolo.
    E l’ho fatto, per 10 anni.
    Ma quei salti di 20 metri a cambiare i neon sul soffitto del palazzetto che faceva Mila no, non sono mai riuscita a farli.
    Però mi riconosco in tanti dubbi e “novità” generazionali (compreso il cartone dei culi, santo iddio ci ho messo quasi 5 minuti buoni a rendermi conto di non essere impazzita e si vedere seriamente delle chiappe con gli occhi e le scarpe da ginnastica).
    Compresi i dilemmi dei piccoli quando i genitori si separano (o vorrebbero farlo), quelle domande tanto innocenti come “ma perché non fai pace col papà?” li che caspita rispondi? Che non puoi perché è una stronza, affidabile come ficcarsi un coltello in mezzo agli occhi sperando di non farti male?
    Sanno stupire a volte sti bimbi con una maturità che non ti aspetti, e che a dirla tutta non gli dovrebbe appartenere, ma per quanto posso cerco di lasciare un po’ di spazio ai sogni, sempre.
    Perché è vero che spesso la vita ti prende a calci in culo (e in quel caso il culo non ha gli occhi e le scarpe da ginnastica) ma se non ti rimane un po’ di quello spirito di scoperta e immaginazione, forse non ti rialzeresti più, schiacciato da una visione troppo concreta e calcolata di tutto, mentre a volte l’utilità di un “cazzo me ne frega, io ora mi metto sul balcone e faccio le bolle di sapone”, non ha prezzo.
    Il discorso che avevi in mente sarebbe stato perfetto, per i genitori.
    I bimbi avevano bisogno soltanto di potersi addormentare con qualcuno di cui fidarsi.
    E ovviamente, tu eri proprio perfetto.
    PS : scusa se ho scritto cazzo, per i benpensanti trattasi di diminutivo di cazzuola, spatola in acciaio e legno utile nei lavori di manutenzione e muratura, e non di arnese in pelle adibito a funzioni sessual-riproduttive.

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    • Tranquilla Fra Cazzo lo puoi dire qui. è una parola che hanno in bocca tutti (la parola eh). Vogliamo parlare della cugina di Mila, ossia la grande Mimì che usava la goccia di ciclone, che manco uno tsunami riuscirebbe a replicare? Mila la vedevo pure io. Ricordo di essere un po’ rimasto deluso dal finale. Sarà che ero abituato a certi cartoni animati più tragici. Comunque passavano le ore in aria prima di schacciare la palla. Sui bambini il tuo discorso non fa una piega, solo che è sempre una situizione delicata, soprattutto quando non sono figli tuoi. Di certo i miei non mi davano ste grandi risposte. Non erano molto capaci di comunicare.

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  10. Mado’ come detestavo Anna dai Capelli Rossi: piagnina fino all’esasperazione. Lupin, invece mi divertiva un sacco! ^_^
    Da piccini, per fortuna, non comprendiamo quanto grottesco ci sia in favole o cartoni animati e ne prendiamo solo il fantasioso, è crescendo che ci rendiamo conto che non sono altro che “lo scorrere della vita”: ognuna di loro per ciascuno di noi .
    🙂

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  11. I cantoons della nostra infanzia erano meravigliosi, malinconici perchè un riflesso della società dell’epoca, ma io li adoravo. Ecco… in qualche misura ci hanno insegnato le prime emozioni. Oggi è difficile vedere un ragazzino commosso innanzi alla televisione.

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  12. Sai? Io adoravo Lady Oscar. Era un mito per me. Così combattiva ed io invece sono completamente diversa. Tu comunque riesci a rendere questi momenti un po’ particolari così speciali. Forse perché ci mette del tuo, dell’umano intendo…la tua sensibilità è unica e credo che anche se stanco tu poi sia stato soddisfatto di far dormire quei due puffetti. Enea e Erica sono fortunati! 🙂

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  13. Ciao Ro! Ma come sai demolire i cartoni tu! 😂😂 Sai che mi hai ricordato un fenomenale Paolo Villaggio nella parodia delle canzoni degli alpini?

    Ti vedrei bene come autore di monologhi per cabarettisti: risate, spesso amare, e riflessioni a gogo…
    Leggendo i commenti mi sono resa conto di essere rimasta ferma a Tom e Jerry, Paperino, la mitica Pantera Rosa e l’insuperabile Willy Coyote. E vogliamo dimenticare Bugs Bunny e Duffy Duck? Be’, i cartooons della mia infanzia che ancora mi capita di guardare ridendo di gusto. Posso dire che sono migliori di molti altri venuti dopo?
    Ma dove lo si trova un baby sitter più intelligentemente fantasioso di te? ❤
    Primula

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    • Non conoscevo questa parodia di Villaggio. Fare l’autore? Però sarebbe divertente in fondo. Ma un sogno. Invece sui cartoni animati, anche quelli che hai citato tu li ricordo. Tifavo per Willy Coyote, il perenne sfifato. E mi faceva ammazzare Bugs Bunny e comunque tutti, sempre meglio delle porcherie che hanno prodotto dopo. E’ scaduto un po’ tutto, in fondo la Tv generalista si è persa per strada. E grazie per il baby sitter intelligentemente fantasioso come me 😉 Un abbraccio Primula

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  14. Conan assolutamente!
    Molti degli altri non li ho visti. In famiglia si è sviluppata una tendenza all’essere alternativi fin da piccoli!
    Lamu è divertente, ma inadatto a bambini. E poi ce n’era uno di fantascienza bellissimo, di cui non ricordo il titolo e mai più rivisto o rinominato da altri…
    Con mio figlio ho scoperto Leone il cane fifone, e Samurai Jack. O mucca e pollo, ma solo in lingua originale, che almeno mi faceva ridere la voce di mucca. Per il resto erano davvero brutti quando non senza senso o diseducativi. Quasi tutti.

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    • Allora siamo anime gemelle perchè Conan è il mio preferito. Poi i robot tipo Goldrake e Mazinga e un piccolo debole per Anna dai capelli rossi. Non conosco quelli che hai scoperto con tuo figlio.. non avendo bambini queste cose riesco a bypassarle 😉

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