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UN IMPREVISTO

“La vita é troppo breve per aver paura” (Strong, 1998 – Robbie Williams)

Peso: N.P. (Post Holiday! Se mi peso oggi mi sparo!)

E arriva il giorno in cui decidi di aprire un blog e non sai neanche il perché. E associ due cose: blog e dieta. E dici a te stesso che durerà poco, in fondo non mi cagherà nessuno. I miei amici leggeranno le prime settimane, poi si stancheranno anche loro. In fondo che cosa può succedere se apro un blog? Contestualmente apro anche il profilo di facebook e la prima blogger a chiedermi l’amicizia è Erodaria, e un giorno commentiamo sul suo profilo una foto che ha postato: “The best things happens unexpectedly”. A che cosa pensavo quando ho commentato quella frase? Non lo ricordo. Forse tante cose, ma quel 13 maggio 2016 pensavo a tutto fuorché a una telefonata che è arrivata nel tardo pomeriggio.

Per i primi minuti non ho capito assolutamente nulla di quello che diceva. Parlava della mia amica Monica, che gli ha inviato un libro che ho scritto e mandato il link del mio blog. Una piccola casa editrice indipendente siciliana, con una copertura dei libri in Sicilia e on-line sul resto d’Italia. Era un uomo che diceva di essere rimasto colpito dal libro e dal blog. Un uragano di parole. Non riuscivo a fermarlo. Io so solo che in quell’attimo l’unica sensazione che ho avuto è stata: il panico. Poi mi ha proposto la pubblicazione del libro, parlando della voglia di sperimentare con un nuovo “autore” e uscire fuori dalla Sicilia, proprio con il mio romanzo.

Romeo: “La ringrazio, ma io non sono interessato.”

Un uomo: “Come non è interessato? Ma davvero lei rifiuta?”

Romeo: “Sì. Io non sono uno scrittore e questa cosa del pubblicare mi mette ansia. Io posto pochissimo pure su facebook. Mi sento a disagio anche a pubblicare sul blog, faccio sempre fatica.”

Un uomo: “Ma lei scrive ogni il lunedì. E le garantisco che riesce sempre a stupirmi. Mi piace le cose che dice e come le dice.”

La telefonata non è finita bene. Io non sono stato particolarmente elegante, diciamo anche che ho cagato fuori dal vaso, e mi spiace per il mio interlocutore che era stato davvero gentile, ma è come se qualcuno avesse messo del sale su una ferita aperta. Non saprei come descrivere quel momento, so che non appena ho chiuso il telefono, ho chiamato Monica (che tra l’altro è la prima amica che ho presentato nel primo post che ho pubblicato qui. Giusto per darvi l’idea del personaggio). Abbiamo avuto una di quelle litigate colossali, la terza nella nostra ultraventennale amicizia.

Romeo: “Ma stai fuori di cranio?”

Monica: “Idiota tu non l’avresti mai inviato. Hai sempre scritto, ma ti sei sempre lasciato andare. L’ho fatto per te. Sei il solito coglione.”

È bastato un attimo che quella telefonata ricevuta si è sparsa ovunque. In una giornata mi sono arrivati circa 1000 messaggi e i miei neuroni hanno cominciato a surriscaldarsi. Per lo più i commenti erano: testa di cazzo ma che combini? – Ti chiamano per pubblicare e tu chiudi il telefono. – C’è gente che sogna di pubblicare e tu invece li mandi a cagare? Sei pazzo. Sei scemo. Non stai bene. – A quel punto non mi sono collegato a WhatsApp per una settimana. E allora è cominciata la processione a casa mia, manco fosse morto il Papa. Eccheccazzo mi sembrava un’esagerazione. Poi ho sbroccato e per tre giorni non ho voluto vedere nessuno.

Pian piano il tempo è volato. Avevo dato al blog poche settimane di vita e invece sono arrivato all’estate. Mi sono troppo esposto, ma allo stesso tempo non ero più capace di tornare indietro. E poi alcuni amici con i loro messaggi sui miei lunedì: troppo deprimente, troppo cinico, troppo personale, mi avevano messo in crisi. Come se i miei lunedì avessero un piano editoriale. Io volevo scrivere solo quello che non ero capace di dire a voce. In estate mi sono fermato. Non volevo più scrivere. È stata un’estate con la febbre a 38.5, le placche alla gola, le traduzioni, i bambini al centro estivo, mentre il mondo continuava a girare fregandosene dei miei umori. Questo porco mondo non è mai stato sensibile nei miei confronti.

Da quando nel 2006 l’azienda per cui lavoravo ha chiuso, sono entrato in un loop di sostituzioni di maternità. Cinque società diverse. Ogni volta bisognava mettersi in discussione: cravatta o senza cravatta? Elegante o informale? Il lavoro cambiava, nuovi approcci, nuovi datori di lavoro, nuovi colleghi, ogni volta un tempo limitato per farsi conoscere, per farsi apprezzare, per sperare che qualcosa cambiasse. Per non cambiare poi nulla. Poi non mi ha cercato più nessuno, gli anni sono passati e ho cominciato a sentirmi tagliato fuori. Allora mi sono venduto nei lavori più strani, sentendoni spesso come carta dei regali riciclata, ma che un occhio attento sa vedere le sue grinze. Lentamente ho dimenticato quello che so fare o pensavo di saper fare, quello per cui ho studiato, quello che volevo, quello che sognavo. Perdendo la mia identità sociale e lavorativa.

Mi sarei dovuto mettere in discussione per una nuova cosa: inaspettata e neanche cercata. Ma nella vita è la paura a circoscrivere la nostra quotidianità? In quante storie inutili e dolorose mi sono trascinato solo perché avevo paura di restare solo? Quanti si piangono addosso ma non spostano il culo di una virgola? Ma le occasioni arrivano o siamo noi, che bloccati dalla paura, non riusciamo ad agire quando qualcosa bussa alla porta? Se nella propria vita la luce diventa sempre più fioca, che cosa ci impedisce allora di fare un salto nel buio? Il treno era passato a maggio ed io non ci sono voluto salire.

Poi è arrivata l’estate. Ricordo il 10 agosto 2016, pochi giorni prima Tati aveva pubblicato un articolo: Di case, stanze e castelli. Ed io dove vivevo? Stavo per risponderle in uno sgabuzzino, perché era il luogo in cui mi sentivo più al sicuro, ma in quel momento il mio cellulare ha squillato. Era di nuovo lui. E questa volta il suo approccio è stato molto più tranquillo. Mi ha chiesto di riprendere a scrivere il lunedì, perché lui non se ne perdeva uno. Mi ha fatto molti complimenti, che tengo per me. Siamo passati a darci del tu. Mi ha detto che il più lungo cammino inizia sempre con un passo. Mi ha riproposto la pubblicazione del libro, ed io,  un po’ la febbre, un po’ ripensavo al post di Tati, ho detto sì.

Poi sono passate delle settimane e ho fatto di tutto per non pensarci, fino a quando è arrivata la mail che mi informava del contratto che avrei dovuto firmare, delle revisioni al romanzo, delle presentazioni che avrei dovuto fare per pubblicizzare il libro. Il panico è ritornato. Ho pensato: cazzo, ma questi fanno sul serio! La mia famiglia non sa neanche dell’esistenza di questo blog. E la mia decisione di partenza è tornata: non avrei firmato! Non volevo pubblicare. L’editore mi ha richiamato svariate volte, ma non ho risposto. Sulle mail ho tergiversato. I miei amici mi mandavano i messaggi: ma quando cazzo firmi? A quel punto mi sono confidato con Tati e le ho detto tutto. Avevo bisogno di un consiglio, di qualcuno che non fosse accanto a me fisicamente, di qualcuno che fosse in qualche modo esterno a tutta la faccenda. E lei mi ha detto, quello che hanno detto i miei amici: che cosa hai da perdere? Le ho detto che il problema non era la paura di cadere o di farmi male, la paura era quella di non riuscire più a rialzarmi. Ma poi lei ha aggiunto che un salto nel buio è come aprire le braccia, puoi trovare qualcuno che ti accoglie e qualcuno che ti spara. Ma se quelle braccia non le apri, non lo potrai mai scoprire.

Negli ultimi mesi l’insonnia è sempre stata al mio fianco, spesso gli occhi si sono aperti anche alle quattro del mattino. Molti pensieri mi tengono sveglio: le bollette scadute, l’eco del conto corrente, i vuoti di memoria di mia madre, la disoccupazione, il cuscino destro del mio letto, dove non c’è mai nessuno. E allora onde evitare di aprire credenze e frigorifero, e cercare nel cibo una consolazione, ho preso l’abitudine di salire sul tetto e aspettare l’alba, soprattutto in estate. E faccio quello che ho sempre fatto, mi porto una coperta, il PC e scrivo minchiate, storie, pensieri, diari, cose mie che non pubblicherò mai su nessun blog. Perché sono solo mie. E mentre scrivo guardo tutte quelle antenne, e penso a quante storie passano attraverso quelle frequenze, a quanti orgasmi, pianti, risate, problemi, pannolini sporchi o bollette insolute. E penso a quei timori, a quella paura che abbiamo e che spesso ci blocca e ci fa dimenticare che la vita in fondo è una sola. E in quella giornata di fine settembre ho accolto il consiglio di Tati, ho deciso di firmare il contratto e ho aperto le braccia a quell’imprevista alba. E fanculo a tutto il resto.

042-un-imprevistoI miei amici ho la fortuna di poterli ringraziare dal vivo, per cui questo lunedì lo dedico a Mela, Ali di Velluto, Presa Blu, Ignorante con stile, che in questi mesi mi hanno sostenuto e incoraggiato ……. e a Tati

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154 thoughts on “UN IMPREVISTO

  1. redandwhitecats ha detto:

    Buongiorno…! Penso che le persone che hai ringraziato apprezzeranno di gran lunga…
    Sicuramente ciò che scrivi…a me fa salire la voglia di leggere la riga dopo…e poi quella dopo ancora…e quando finisco di leggere…vorrei leggere ancora…hai talento! Hai fatto bene a firmare…certe occasioni non capitano tutti i giorni…
    Penso che quell’album che aspetti sul tetto…non è solo un alba fisica…ma anche mentale…interna..un alba del cuore…è quell’alba che aspettiamo tutti…quella che aspetto anche io!
    E quel tuffo nel buio…ti ha mostrato la luce!
    Sei forte Romeo…! Continua così…
    Un abbraccio e un bacione…
    Veronica

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  2. Tutte le condizioni per il nostro successo e per la nostra felicità sono già presenti, ma spesso noi non vogliamo riconoscerlo. Perché? Perché raramente gli avvenimenti si presentano così come noi li immaginiamo o ce li aspettiamo. Ma se ciò che ci aspettiamo si realizzasse nel modo in cui lo desideriamo, forse saremmo esposti a difficoltà e a delusioni ancora maggiori. Ci avete pensato?
    La saggezza divina risponde alle nostre richieste, ma lo fa attraverso avvenimenti il cui senso ci sfugge: noi non siamo ancora abbastanza chiaroveggenti per interpretare i segni che ci rivelerebbero il perché di quegli avvenimenti, il perché degli incontri che facciamo o della presenza di certe persone intorno a noi. Un giorno sicuramente lo capiremo, e nell’attesa dobbiamo fidarci del Cielo, che ha previsto tutto per la nostra evoluzione. (O. M. Aivanhov, messaggio di oggi 9 gennaio sulla mia email). Buongiorno. Buona vita. 💙💚💛💜

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  3. SILVA N. ha detto:

    Questo post mi ricorda un passo di una poesia di uno dei miei poeti preferiti, Luis Cernuda, Il vento e l’Anima:
    ” (…) Non è più lui a tenerti insonne, ma un’altra forza di cui il tuo corpo oggi è prigione, fu vento libero, e ricorda.” Anche da BCN tutto il mio appoggio! I miei lunedì mattina sull’autobus non sono gli stessi da quando ti leggo. Ossigeno puro, bellezza infinita, tristezza, amore, solidarietà, amicizia, angoscia, dolore, gioia, lacrime, verità, percorsi, certezze, scoperte… Forza Ro!!

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  4. RIRI ha detto:

    Certo ci hai fatto penare tutti questi mesi. Sopratutto quando ti eri incaponito a non voler pubblicare. Adesso vada come casa il resto non conta. Noi siamo con te. 😘😘😘

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  5. Aspide Velenosa ha detto:

    Caro Rom,
    qualcuno che tu hai conosciuto ha detto: la fortuna aiuta gli audaci.
    Sono certa che la DeaBendata ti prenderà per mano perché c’è una certa temerarietà nel decidere di pubblicare un libro. Io che ho la fortuna di conoscerti da anni so quanto vali come persona e comunque vada per noi sarà un successo.
    In culo alla balena, mio caro!

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  6. Troppo felice per te! Ho aspettato questo post e come sempre sei riuscito a sorprendermi, ma stavolta neanche troppo, perché tu hai un modo di raccontare e trascinare nel tuo mondo che neanche te lo immagini e pensare che qualcuno ti abbia notato non mi stupisce affatto!!! Oh Rom, abbasso la vergogna, la ritrosia, la paura, il pudore, l’autocensura, apri le braccia e via in questo nuovo viaggio. Un abbraccio enorme!

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  7. Romeo, io mi prenoto per l’acquisto per cui una copia sei già sicuro di averla venduta 🙂
    Sono contentissima per questa svolta e vedi che la preghierina della piccola del post precedente sta facendo i suoi effetti?
    Bentornato e buon anno…sarà sicuramente buono!!!

    Maria

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  8. Mado ma davvero davvero dici….. !!!! ma che felicità!!! Non vedo l’ora che il libro prenda forma!!!
    Anche se non sono tua amica esterna al blog, sono una delle poche che ti legge dal primo post… e si sente che tu sei cambiato un pochino nei tuoi confronti rispetto al blog!!
    Ps. Veramente bellissimo e appagante vedere che manco tu mi pensi manco un po’….

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  9. SORELLIN ha detto:

    Avevi chiesto che Babbo Natale ti portasse la forza e la pazienza di un albero senza sapere di esserlo già…pensi di essere fragile ma il cinismo è sempre stato la tua corteccia e la penna o la tastiera i rami per avvicinare o allontanare gli altri. Finalmente tutti potranno conoscere il tuo innato talento!

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  10. Comprendo la tua ritrosia, i tentennamenti, le incognite, ma hai fatto la scelta giusta, e son convinto che non sarà che la prima di una lunga serie. Tutti possono mettersi a scrivere, come ci si può cimentare nella pittura, nella musica, nel canto o nella recitazione, però a pochi è dato il talento nel farlo, e la sensibilità giusta per entrare in sintonia con chi legge, guarda, ascolta: tu sei tra coloro che sanno toccare le corde del cuore; creare empatia; suscitare riflessioni… e il fatto che tutto ciò sarà a disposizione di chiunque lo vorrà ci rende grati per il tuo gesto. Grazie per l’amicizia e la stima, con i migliori auspici per questo anno ricco di cambiamenti e novità. Un abbraccio, Luca

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    • In effetti lo stile c’è 😉 Grazie per le parole, per il pranzo (in quel posto in cui si mangiava carne e io sono vegetariano), per il bicerin (che hai offerto te, come il resto delle cose, che costava quanto la liposuzione dal culo della donna cannone) e per il servizio Taxi e … per essere stato un perfetto Cicerone.Mi manca Fossano da vedere eh.

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  11. cosa posso dire?… nulla che non sia già stato detto…
    Il coraggio che hai messo nell’aprire il blog, aprirti al mondo, sta dando i suoi frutti, se non altro ti sta portando in giro, fisicamente e nelle tasche di chi da lontano di legge e apprezza…
    Cosa succederà ora? non si sa, di sicuro almeno non metterai la muffa ma sarà movimento e sorprese..
    Sono felice, di quella felicità condivisa che si può sentire quando un animo buono riceve qualcosa di bello… sono proprio felice ❤ ❤
    ( vediamo un po' chi vince questa scommessa…) 😉

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  12. Leela ha detto:

    …nella vita si cresce, si cambia, si accettano compromessi, si smette di accettare compromessi, ma la cosa che spesso ci manda avanti, anche controvento, è la curiosità di vedere come andrà a finire… Ti auguro mille notti insonni, mille ripensamenti … e mille libri pubblicati :*
    In bocca al lupo Ro!
    (P.S. sono egoista se penso che sono felice per te, per il tuo futuro radioso, ma anche un pò per me che già mi vedo in poltrona, con un piacevole cd di sottofondo – tu sai cosa NON ascolterò – e il tuo libro in mano?!?) 🙂

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  13. EM ha detto:

    Come mi ha detto una volta la mia cara amica, quando si fa un passo avanti per un attimo si resta su un piede solo, in equilibrio precario.. ma è l’unico modo!
    Sai quanto io sia felice per te, insieme a Erica e Enea 🙂
    Bravo Ro!

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  14. luminariasprecata ha detto:

    Felice di ritrovarti, di rileggerti, ma soprattutto di saperti libero da paure, pronto a spiccare il volo con un progetto che rifletta la tua parte migliore, la tua anima bella. Non importa come sarà accolto (anche perché sarà sicuramente un successo); quel che conta è l’anima che ci hai messo, la passione, l’ardore, le lacrime e il sudore. Nella tua voglia di raccontarti ci sei tu, Romeo. Ti adoro sempre un po’di più.

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  15. “Mi piacciono le cose che dice e come le dice…”
    “Grazie, ma non sono interessato!”
    “Un salto nel buio é come aprire le braccia puoi trovare qualcuno che ti accoglie e qualcuno che ti spara”
    Immaginarti ad aspettare l’alba col pc sulle ginocchia.

    Leggerti per me é sempre stato come vedere un episodio della mia serie preferita o uno dei film che porto nel cuore: quando finisce vado sempre a rivedermi i momenti più belli.
    E tu lo sai quanto mi emozionano! Sono troppo felice, Rom❤️
    Non vedo l’ora che esca il tuo libro…”e fanculo a tutto il resto!”. Grazie a te per quello che sei e per quello che dai con i lunedìrom 💗

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  16. Barbara ha detto:

    Agli albori erano lunghe lettere manoscritte e inviate via posta ordinaria; poi con la tecnologia mail; da un anno l’impaziente attesa del lunedì con il blog…. ed ora finalmente il LIBRO!!!
    Che gioia immensa Rom e che privilegio aver avuto l’opportunità di leggerti da sempre 😘😘

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  17. Beh, anch’io che sono un tuo lettore la penso come la maggior parte….ti viene offerta una possibilità (che molti di noi si sognano)…e tu ti fai mille paranoie per buttarti? ma ti vengo a prendere a casa e ti strangolo con il calzino più fetido che ho….
    Top Romeo, super meritato !!!

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  18. ivano f ha detto:

    Mamma mia non avevo capito quanto fosse dura la tua testa! 😀 Fortuna che hai un sacco di persone pronte a spingerti giù dal trampolino… 🙂

    Bentornato qui ma soprattutto buona fortuna per il tuo primo libro e per quelli che seguiranno… E’ bellissimo, ci penso ed è bellissimo, dajeee Ro!

    Ogni bene!!!!

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  19. Le occasioni vanno trasformate in opportunità Ro, e Tati non ha ragione ne ha mille: salire su quel treno che passa non ti fa perdere nulla, per male che vada (e io invece credo fermamente che sarà una splendida riuscita) il libro non ti cambierà la vita, ma non l’avrebbe di certo modificata rimanendo in un cassetto. Fortuna che ci hai riflettuto sopra! Benedetti e ancora benedetti amici e amiche…
    Un grande abbraccio Ro e aspetto news sul libro, ovviamente. Non vorrai che me lo perda, vero? 😉
    Primula

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  20. Probabilmente c’hai ragione, a volte è la paura a determinare le nostre scelte e le nostre prospettive di vita. Io non è molto che seguo il tuo blog ma ti seguo perché oltre ad entrare dirette al cuore le tue parole si vede che scrivi bene e che ci metti passione in quello che fai. I tuoi racconti si sente che sono spontanei. Fanculo poi ai chili di troppo per questa volta, hai realizzato una bella cosa. Posso ringraziare anche io i tuoi amici? Grazie allora a Mela, Tati, Ali di Velluto, Presa Blu e Ignorante con stile. Credo sia proprio grazie anche a voi che Orsetto Romeo riesca a godere finalmente di una nuova sorprendente alba. Un abbraccio. Lila

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  21. fc ha detto:

    Finalmente!! Sono felicissima per te ma ti avviso… ora ti stresso finché non ci dai il link che devo ordinarlo subito!! Anche perché già sto pregustando giornata di relax davanti al mare o in un qualche parco con libro fresco di stampa!

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  22. Ritardona ha detto:

    Daje Ro! So che ci vuole coraggio e tu sei stato bravissimo! Sei il mio regalo e l’unica sorpresa di ogni malinconico e ripetitivo inizio settimana! Adesso avrò il tuo libro…l’unica paura sarà di finirlo troppo in fretta e sentire la nostalgia del viaggio che leggendoti avremo fatto insieme! Comunque voglio i riferimenti, dicci tutto! Ti adoro 😘

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  23. Mado’ , Ro’ , giura, giura giuraaaaa !!!! Hai firmato!!!! Wowowowowow! ! Ti salterei con le braccia al collo per la gioia!!!!! Aspetto il titolo e tutto il resto!!! 😉
    L’alba è arrivata, Orso… arriverà anche il sole allo zenit 😉 goditi la meritata nuova giornata, ti spetta di diritto… cavolo!!! 😀
    Troppo felice per quel che hai scritto… tropoo!!!! yeeeeeaaahhhh!!! 😀😀😀
    ❤❤

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  24. cybilll ha detto:

    A Ro, io il libro lo leggo quando esce in biblioteca. Anzi se mi scarichi una copia pirata per il kindle mi fai un favore!!
    Che dire, ora faccio la ruota come il pavone e rivelo che sono una delle poche elette ad averlo letto…. e anche un po’ corretto dai refusi (sì Tesò, sono sempre la tua Erica Strage!!!).
    Bene, questo è il primo di 6 vero? Hi hi hi.
    Siccome Ivano mi ha fregato il daje, mo’ mi scippo l’ogni bene :))

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  25. Ciao Orso, ho scoperto il tuo blog grazie a Erodaria, ho letto un po’ qua e là e mi è capitato, come raramente mi capita, di avere voglia di fermarmi. Ho sentito una empatia di pelle, che non sai spiegarti perchè, ma è così. Ho pensato che sei tanto diverso da me, ma che un po’ mi somigli. Ecco, questo, volevo dirtelo. ciao

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