Uncategorized

ROMEO

“Qualche volta mi chiedo chi sono” (On my Own, 1980 – Irene Cara)

Peso: + 3,1 kg (fuck off holiday)

Una volta firmato il contratto con la casa editrice, uno dei dubbi che ho avuto è stato: quale nome devo mettere in copertina? Il nome e cognome integrale? O semplicemente Romeo? I miei amici, in un sondaggio virtuale, all’unanimità hanno detto di mettere il mio nome integrale. Romeo è il nome con cui mi chiamavano alle scuole superiori, i primi anni in particolare, è nasce dalla fusione del mio nome di battesimo e del mio cognome. Per un po’ non mi sono presentato più così, poi stranamente attorno ai vent’anni, quando qualcuno leggeva la mia firma domandava: ma c’è scritto Romeo?-. Il mio sgorbio diventava più o meno quello, anche se poi con gli anni è stato spesso accorciato in Ro o Rom. Così mi chiamano oggi la maggior parte dei miei amici. Solo nelle situazioni professionali mi sono sempre presentato con il nome di battesimo.

C’era un tizio, che chiamerò il Galletto, che ogni giorno della mia vita scolastica mi ha dato il tormento. Era più grosso di me. Io avevo quindici anni, spaventato dal mondo e soprattutto da me stesso. Mi sentivo diverso dagli altri. Ero chiuso, silenzioso, stavo sulle mie, ero un po’ asociale. Alle feste non m’invitavano, ed ero felice per questo, perché così non mi relazionavo con nessuno. Avevo solo un’amica, la mia compagna di banco: Barbara. Il Galletto c’era sempre, con le sue offese, i suoi scherzi, gli sgambetti, i pugni a tradimento. Lui e i suoi amici mi nascondevano o buttavano i miei libri, quaderni o scarabocchiavano sul banco dov’ero seduto: qui siede un frocio di nome Romeo. Attenzione è contagioso! -. Era una delle tante scritte che mi ritrovavo. All’epoca si parlava molto di AIDS. Andare a scuola era una sofferenza e infatti spesso marinavo. Io non dicevo nulla. Facevo finta di nulla, perché speravo che sarebbe finita prima o poi. Macché ‘sto cazzo!

Un giorno andai in chiesa a confessarmi e mi confidai con un prete sperando in qualche miracolo. E mi ricordo che disse: non dico che loro fanno bene, anzi sono da condannare, ma su una cosa devi capire, e che forse c’è qualcosa in te che va corretto. Che non è normale! -. Ok, erano gli anni ottanta, c’era la guerra fredda, c’era la guerra tra gli Spandau e i Duran Duran, Madonna si sentiva come una vergine ma l’aveva data a mezzo mondo, la Carrà ci ossessionava con i fagioli in un barattolo di vetro, c’erano Tom Cruise e Kevin Costner. Erano anni che tanti definivano di plastica, e che oggi ripropongono in tutte le salse, forse perché questi anni che viviamo sono di merda. Ed io? Avevo beccato il prete che non mi aveva suggerito di credere ai miracoli, ma mi aveva spinto affinché finissi nel burrone il più in fretta possibile. Chissà, lui aveva fatto il suo dovere ed io di conseguenza il mio. È stata l’ultima volta che mi sono confessato. Non l’ho fatto neanche quando mi hanno chiesto di fare il testimone di nozze.

Per mesi il tormento è continuato, fino al giorno dell’agguato. Era un pomeriggio invernale. Intorno alle 18. Il Galletto si era portato 4 amici. Mi avevano accerchiato. Come al solito rimasi in silenzio, non fui in grado di dire una sola parola, ma ad essere sincero non comprendevo la sua ossessione e la continua cattiveria nei miei confronti. Quello che ero disturbava così tanto la sua vita? Le sue giornate? Io ero colpevole di cosa? Perché questo non capivo. Per carità, fossi stato Cerbero o Polifemo, capisco che un po’ di titubanza poteva esserci, ma avevo due braccia, due gambe, due occhi. C’era una cosa che avrei voluto dire in quel momento: cinque contro uno e tutti più grossi di me, facile così eh! –. Ma non dissi nulla. Ero spaventato da morire. Questo sì. Ero convinto che avrei salvato il mondo da un asteroide impazzito, che mi avrebbero fatto una statua, magari sarei finito in qualche libro di storia, non che sarei morto massacrato di botte da cinque pezzi di merda.

Ed ecco che il Galletto ha cominciato a spingere, ed io a cercare di fuggire, ma lui a menare pugni nello stomaco. E diceva: scommetto che quelli come te non sanno fare a pugni -. Il Galletto si è buttato addosso. Siamo caduti a terra. Mi schiacciava con il suo corpo e continuava a colpire. Non avevo possibilità di muovermi. A quel punto ho pensato a quel vecchio detto, che più o meno diceva: meglio morire un giorno da frocio vero, che vivere cento da finto etero! Aveva ragione non sapevo lottare con i pugni, ma porca puttana io sapevo mangiare alla grande. Ero già un discreto bulimico a quell’età. E così, con le mani mi sono aggrappato ai suoi capelli, e ho dato un morso al suo braccio. Più lui si arrabbiava, menando colpi, più io stringevo la bocca. Fino a quando ha cominciato a gridare. Avevo sventrato il suo giubbotto ed ero arrivato in qualche modo vicino alla carne. I suoi amici hanno cominciato a tirare calci e pugni affinché, è il caso di dirlo, mollassi l’osso.

Urlava! Cazzo quanto urlava. Ed io lo devo dire: cazzo quanto godevo sentirlo urlare. Dalla sua bocca usciva tutto quel dolore che io non ero capace di tirare fuori. Volevo chiedergli: insegnami a urlare così. Io non ne sono capace. Il dolore lo scrivo su un diario o lo soffoco con il cibo! -. Poi qualcosa mi ha colpito alla testa, credo un mazzo di chiavi nascoste in un cappello. In quell’istante tutto è diventato lontano, ho mollato la presa, loro sono scappati ed io a terra ci sono rimasto non so quanto tempo. Poi sono tornato a casa a piedi, impiegandoci tre ore invece di 20 minuti. Ero sporco di sangue e mi faceva male ovunque. Ma non avevo pianto e non avevo detto una sola parola. Quella settimana i miei non c’erano, e i lividi li ho poi giustificati dicendo che ero caduto dalla bici. La mia fortuna era che nessuno poteva vedere i lividi che avevo dentro, che facevano più male di tutti.

Il giorno dopo a scuola sembravo un ragazzo ritrovato dopo un mese sotto le macerie di un edificio crollato. Ricordo che Barbara era scoppiata a piangere. Mi disse che avrebbe detto tutto agli insegnanti o ai miei genitori. Io le dissi di non farlo, perché avrebbe solo peggiorato la mia situazione. Tutti mi avevano visto così quel giorno, ma nessuno disse nulla, perfino gli insegnanti. Quel giorno ho capito che il problema non ero io, potevo chiamarmi pure Gandhi, si sarebbero accaniti lo stesso. A quel punto sapevo cosa fare. Avevo portato con me un accendino e un piccolo spray, con dentro una soluzione infiammabile. E sono andato dal Galletto. Devo dirlo, tremavo come il più alto valore della scala Richter e mi stavo cagando sotto, a tal punto che per un attimo ho pensato di puzzare di merda. Ma ho cercato di fingere il più possibile, perché una cosa questa volta l’avrei detta. Mi sono avvicinato a lui, l’ho guardato dritto negli occhi, e c’era un barlume di paura, e con lo sguardo di Jack Nicholson in Shining ho acceso l’accendino e gli ho detto: la prossima volta che oserai toccarmi con un solo dito, tu o chiunque dei tuoi vigliacchi scagnozzi, lo giuro su Dio, ti darò fuoco, ti brucerò vivo, perché io la carne la preferisco ben cotta! -.

Quella è stata l’unica volta che ho detto qualcosa. Io ho parlato e lui è stato zitto. Lui ha smesso di nascondermi libri e quaderni quando gli ho bruciato la cartella. Non ha più sporcato il banco quando gli ho bruciato il giubbotto. Lui e i suoi amici hanno continuato a usare le parole, quelle sì, quelle dispregiative. Però eccheccazzo eh mica potevo bruciargli pure la lingua. Il mio rendimento scolastico è sprofondato, a scuola c’erano più assenze che presenze. All’epoca sulla vita avevo avuto una certa lungimiranza, tra me pensavo: mhm mi sa che arriveranno svariate dita al culo nel futuro! Non storpiarono solo il mio nome, anche il mio cognome, mi chiamavano il Demente. Io portavo sempre più di un accendino in tasca, insieme alla soluzione infiammabile. Appena il Galletto si avvicinava, insieme ai suoi amici, lo accendevo, per ricordargli che ero sempre pronto a invitarli a un barbecue umano. E quasi ci speravo. Gli anni sono passati e certe cose non le ho dimenticate, sono macchie che restano, un po’ come le federe dei cuscini che portano sempre l’ombra del sudore, e nonostante quei continui lavaggi con prodotti inquinanti quelle macchie sono sempre lì. L’unica cosa che puoi fare è cambiarle. C’è quella massima inglese che dice che se il dolore non ti uccide, non può che farti più forte. Io questo non lo so, ma a me ha insegnato chi sono.

043-romeo

Questo lunedì è per Barbara. Ancora qui con me.

Annunci
Standard

114 thoughts on “ROMEO

  1. che post intensissimo.

    sul confessore…hai trovato davvero la persona sbagliata. Ti posso dire per esperienza che ce ne sono di giuste. ma capisco davvero che se incontri quella sbagliata hai chiuso con quel mondo.
    Sul Galletto..oggi sarebbe denunciato per bullismo. ma negli anni 80 era solo un prepotente. E tu sei stato bravo a sopravvivergli e diventare più forte di lui.
    Io dico…ciò che non mi ha ucciso ha cominciato a correre.
    vero.
    però come scrivi tu…ciò che non ci uccide ci dice chi siamo.
    ti faccio una ola.

    Liked by 1 persona

  2. cybilll ha detto:

    Caro Ro, ci conosciamo da tanti anni ma quella dolorosa parte della tua vita non l’ho vissuta insieme a te. Ma guarda dove sei oggi: stai per pubblicare il tuo primo libro e sei circondato da tonnellate di amici e di affetto. Chissà se lui può dire la stessa cosa?
    Una pernacchia al Galletto, che non si merita che quella.
    Una carezza al Romeo adolescente. Tutto questo dolore ti ha forse permesso di diventare l’orso farfalla che tutti amiamo!!
    Qualcuno ha detto che secoli di lotte e sangue sparso hanno dato vita, in Italia, al Rinascimento mentre secoli di pace in Svizzera hanno prodotto solo l’orologio a cucù!

    Liked by 2 people

  3. Eh…. oggi questo sarebbe bullismo bello e buono… ma allora nessuno parlava…
    Sei stato un grande a comportarti in quel modo. Il confessore un demente… di sicuro le cose che hai dovuto affrontare sono state dure e pesanti, ma se sono state anche loro a farti diventare cosi come sei… non so continuare la frase perche da cone sono partita avrei dovuto scrivere che sono state le benvenute… ma ovvio che cosi non è. Pero è vero che cio che abbiamo fatto e vissuto ci dice chi siamo. E tu avresti potuto diventare duro e chiuso… e invece varda che bell’orso che sei!!!
    E che bello.che la tua amica barbara ci sia ancora!!!
    Ps.e che ricordi degli anni ottantaaa!!!
    Ps daje che settimana prossima per strada brindiamo con lo spumante per il libroooo!!!
    Ps. In vacanza nun se dieta!
    Sbaciuzz e tante coccoluz!!

    Liked by 1 persona

  4. Fa male leggere certe cose e pensare che le hai vissute. Soprattutto sapere che non si dimenticano e hanno lasciato qualche livido permanente. Ma sei così lontano dal ragazzo carnivoro (mi hai fatto morire!!!), o meglio quel ragazzo di allora spaventato, ma già ben determinato, non mollando la presa, ha fatto sì che uscisse il Ro di oggi…un abbraccio a te e alla tua amica Barbara!
    Per me sulla copertina ci va Romeo (anche se la tua casa editrice ti avrà consigliato ciò che è meglio..)

    Liked by 2 people

    • La casa editrice mi ha lasciato carta bianca sul nome. Resto comunque Rom per gli amici. Sul mio passato diciamo che ci sono quei buchi neri che spesso condizionano certi eventi anche nel presente. E sul carnivoro .. capisci perchè poi sono diventato vegetariano? Ho risparmiato la vita a certi imbecilli e protetto meglio il mio apparato digerente 😉 Grazie Marghe

      Liked by 1 persona

  5. ” Nessuno può mettere OrsoRomeo in un angolo…. e adesso andiamo a ballare!”…
    … lo so, la butto in vacca… ma se esprimo il mio pensiero casca la corona e ci siamo detti tante volte quanto la stupidera potrà salvare questo cazzodimondostorto!
    … tu sei tu, con qualsiasi nome vorrai farti chiamare ti chiamerò ( ne ho solo un paio che preferirei evitare…) 😉

    Liked by 1 persona

  6. “Cosa si impara dal dolore non so”(cit. Jovanotti)…leggere questo post é stato molto doloroso per me e non immagino per te scriverlo, riviverlo e soprattutto averlo vissuto. Vorrei tanto esistesse la macchina del tempo per andare ad abbracciare il Romeo quindicenne, dirgli che non deve aver paura, che da grande avrà degli amici fantastici e che forse diventerà anche uno scrittore famoso, ma la macchina del tempo non esiste anche se proprio a metà degli anni ’80 magari avrei potuto farmi prestare da Doc la Delorean! Però come ti ho già detto una volta col passato o ce famo er sugo o cerchiamo di ricavarne qualcosa di buono. Tu secondo me stai riuscendo a realizzare la seconda che ho detto (cit. Quelo) che é pure la più difficile! Ed é quello che fanno i bravi scrittori: dalle parti dolorose delle loro vite fanno nascere storie bellissime. Ti abbraccio forte, Rom, ma prima una domanda: ok che dalla foto si vede poco ma mi spieghi che cosa ti devi dimagrire??? Mica vorrai diventare come l’amico di Amleto che ti copre il viso???!!!!

    Liked by 2 people

    • E il sugo lo sto facendo, altrimenti non avrei scritto questo! Se ci fossi stata quando ero un quindicenne sai quante risate 😉 Se ti dico che sei troppo buona per quello che dici su cosa scrivo ti arrabbi e finisce che poi devo morderti 😉 Diciamo che devo (dobbiamo) acquistare un po’ di fiducia in me/noi stessi e il resto vien da sè. Non sai che fatica questa storia del libro, mi sta a prendere l’ansia. Sono dimagrito eh ma ho ancora un po’ da perdere e considera che tra le feste e il non scrivere sul blog mi sono dato alla pazza gioia! E poi esiste anche quel grasso mentale che ti fotte più di quello reale 😦

      Liked by 1 persona

      • Lo so che ci stai facendo il sugo e ti sta venendo anche molto buono! (Lui, non io, grrrr!). A quindici anni già ti avrei costretto a fare le chiuse di film e serie tv, quindi ti avrei portato subito sulla cattiva strada 😁😁😁

        Liked by 1 persona

      • Ah ah ah! Però i telefilm di una volta mica erano cool come quelli di oggi 😉 Io però ho un ricordo fichissimo di alcuni, tipo Spazio 1999 e Moonlighting (ho tutti i DVD). Certo c’era anche quello gnocco di Magnum P.I. e poi una serie di telefim familiari, tipo i Robinson o la famiglia Keaton. Dai qualcuno in effetti c’era. Certo oggi si possono inventare tutto. Madò ho nostalgia di Outlander :-/ Jamie where are you?? I miss you my gnoccolon

        Liked by 1 persona

      • Ossignur di Moonlighting te lo volevo scrivere, ma ho pensato non lo conoscerà mai, lo vedevamo solo io e le sisters!!! E invece… Vabbeh che in effetti c’era un giovanissimo e figherrimo Bruce Willis, ma ti giuro che quando ne parlo mi chiedono tutti: Moonlighting cheeee??? E invece é proprio Moonlighting che mi ha iniziato per la via della perdizione! Eravamo pazze di Moonlighting! Stavamo alle medie e avevamo registrato la puntata in cui finalmente si mettono insieme su videocassetta e quella scena (schiaffi-bacio con la mitica colonna sonora azzeccatissima) la mandavamo sempre indietro e l’avremmo vista migliaia di volte!!! Dio, che ricordi! Comunque abbiamo provato a rivedercelo ultimamente in lingua originale, ma senza sottotitoli é dura da seguire per noi, possibile che nessuno le abbia tradotte?? Uff!!! Seguivo anche Casa Keaton e Magnum P.I.,poi Riptide e Genitori in Blue jeans (ero innamorata pazza di Kirk Cameron!). Ah che bei tempi!
        Outlander si sta facendo davvero troppo aspettare, ma sono sicura che Jamie si saprà far perdonare l’attesa 😍😍😍

        Liked by 2 people

      • Riptide pure ioooooo!!! Kirk Cameron oggi è impazzito (a mio parere, coma le sue idee religiose). Invece andavo pazzo di Moonlighting. Bruce era di un fico della madonna di true blue, peccato che con gli anni si sia spento come attore. Ha fatto un sacco di action, alcuni film riusciti, ma anche tante cagate! Io ho tutti i DVD originali, compresa la quarta e la quinta serie che sono qualocs vicino all’orrendo. Il finale poi della quinta stagione davvero immeritevole per un telefilm del genre, peccato! Tu le hai mai viste? Il telefilm doveva finire alla fine della terza stagione. E poi lo sai che la scena di Be my baby, quando loro si rotolano nel letto, in realtà non stano nel letto? Sono in piedi. Perchè lui aveva una spalla lussata, per un incidente e lei era incinta, ma il problema era lui. Chissà se questa cosa la sai? 😉 Comunque se ti consola è stato uno dei telefilm più difficili da doppiare, perchè la sceneggiatira aveva una sua originalità e non sempre riuscivano a tradurre perfettamente lo slang.

        Liked by 1 persona

      • Ammazza ma sei proprio un esperto di Moonlighting!!! No, non sapevo della scena di Be my baby, la prima volta che l’ho vista avrò avuto 12 anni e poi ultimamente, ma queste chicche non le ho mai sapute! Se le hanno mandate in onda di sicuro l’ho visto fino alla fine, non me ne perdevo una, era proprio il mio telefilm preferito e in effetti ricordo che l’hanno mandato in vacca (c’erano tipo gli autori che intervenivano nella serie perchè la volevano chiudere ed entravano nel set smantellato, ricordo bene?)!
        Anche di Kirk Cameron ho proprio perso le tracce da quando il suo poster in camera è stato sostituito da quello di Radiofreccia, che ha combinato con la religione? Una roba alla Tom Cruise?So invece che quello che faceva il padre in Genitori in blue jeans è morto da poco…
        Ma dai vedevi anche Riptide? Lo vedi che eravamo già malati!!! :D:D:D

        Liked by 1 persona

      • Espertissimo! Moonlighting è nel mio cuore. Diciamo che avevo le basi per essere dei “serial addicted”. Non c’è niente da fare, anche se quest’anno ne ho viste di meno o comunque con meno bulimia, quando me ne guardo uno, mi piace perchè mi azzera il cervello (ce vuole poco). E Riptide? Mi piaceva un sacco il moro: Joe Penny. Anche di gusti ero già abbastanza interessato al genere Troglodita!! Kirk Cameron si è sposato e ha una marea di figli, è diventato battista, repubblicano ed è contro i gay!!! Cancellalo immediatamente tra i tuoi divi 😉 😀 😀

        Liked by 1 persona

  7. è stato un crescendo di rabbia ma poi quella volta che hai parlato tu… mi sono rilassata…ahhhhhh quando ci vuole, ci vuole… oh….
    dopo tanto dolore…che soddisfazione 🙂

    PS_ ha ragione @presablu…perchè devi dimagrire?? boh…

    un caro saluto
    .marta

    Liked by 1 persona

    • Grazie Marta. Sì un pezzo del mio passato un po’ così, ma ho cercato di difendermi al meglio 😉 e sui chili ancora un po’. Mica voglio arrivare alla taglia 40, ma alla 50 che è sempre stata la mia 😀

      Mi piace

  8. Questo è un post fortissimo, davvero. Sono orgogliosa di te per quello che hai fatto, invece! Ti sei difeso alla grande, hai avuto il coraggio di fare quello che molti ragazzini purtroppo non riescono a fare e, disgraziatamente, molti di loro fanno un altro gesto estremo. Hai le palle, Rom!

    Liked by 1 persona

      • Non è vero! Ti giuro che hai avuto le palle, perché conosco ragazzini che in quegli anni si chiudevano in loro stessi e diventavano asociali, non volevano più aprirsi perché avevano paura di essere giudicati: tra questi c’è stata una ragazza che poi si è scoperto (scoperto, mo! Lo sapevamo tutti XD) fosse lesbica, ma per anni lei non ha spiccicato una parola in classe, aveva paura che qualcuno al liceo la giudicasse… Mi ricordo che fummo io e un’altra ragazza a tenderle la mano e a farle capire che non tutti fanno schifo 🙂 per fortuna lei era femmina e non ha avuto i bulli stronzi come a te 😦

        Liked by 1 persona

      • Posso immaginare! Adesso è cambiato anche il concetto di bullismo, tipo sui social network, anche se poi la rete da la possibilità di conoscere persone simili. Quindi ha anche i suoi vantaggi. Certo è anche vero che gli imbecilli ci sono e ci saranno sempre 😉

        Liked by 1 persona

  9. paolo ha detto:

    “E mentre stavo svolgendo il mio colloquio lavorativo, uno dei nove presenti ha sganciato una puzzetta, come direbbe la mia nipote più piccola. Mi auguro che avesse un virus intestinale incontrollabile, perché l’ho trovato un po’ fuori luogo, soprattutto mentre io mi stavo giocando un’occasione.”

    hahaha…che vergogna. mi sa che però hanno pensato tutti che fossi stato te, per via della tensione…
    bello, scrivi molto bene.
    complimenti per il blog.

    Liked by 1 persona

  10. I’m a Barbie girl, in a Barbie world
    Life in plastic, it’s fantastic…..
    A me sarebbe piaciuto tanto avere una vita così, senza pensieri, una vita di plastica, omologata a quello che la massa apprezzava, alla musica che tutti ascoltavano, ai vestiti che tutti indossavano. Malinconia e solitudine, questo è quello che mi è tornato in bocca leggendo il tuo post questa mattina, come un rigurgito acido cthe nessun dentifricio riesce a cancellarlo.
    Anche per me erano gli anni ottanta, certo nessuno mi ha fatto del male fisico ma quello che mi porto dentro è ancora fresco. La solitudine, l’essere sempre tagliata fuori dai gruppi che contavano, i vestiti mai giusti al momento giusto, il corpo troppo brutto per essere mostrato, le feste a cui non ero invitata, le telefonate che arrivavano solo per i maledetti appunti da prestare, i sabati pomeriggio da sola a casa con la musica, i libri e tanto silenzio intorno.
    Ho pensato molte volte di togliere il disturbo, farla finita tanto nessuno se ne sarebbe accorto. Si può essere così maledettamente tragici e definitivi da adolescenti……
    Di quel periodo non ho tenuto niente e nessuno con me, nessuna Barbara per me, nessun volto che possa definire amico. Ancora adesso non ne ho, la solitudine è un vestito che non ho smesso di indossare, come non ho smesso di sentirmi inadeguata, stretta in un corpo che non amo, una ragazzina ormai vecchia che non ha veramente imparato a vivere.
    Chiamati come vuoi, Romeo, Pinco pallino o Ciccio pasticcio, non importa.
    Il nome è solo un gruppo di lettere, una serie di sillabe, un suono. Tu sei tu al di là di ogni nome e di ogni etichetta.

    Liked by 2 people

    • Non mi stupisce molto quello che dici, perchè Mela che da quello che magnificamente scrivi si evince che hai avuto un passato doloroso. Poi sai qui non stiamo a pesare qual è stato il passato più doloroso, se il nostro o sicuramente quello di altri. La verità è l’uso che se ne fa del nostro dolore, di quel momento. Io rispetto a te forse ho avuto la fortuna di avere avuto Barbara (che è tutt’ora al mio fianco) e spesso l’ironia mi ha salvato da un corpo e una mente che non amavo. Però poi forse quel tempo lasciamolo lì. Magari senza esserne del tutto consapevoli siamo anche persone migliori a causa di quel passato. In fondo proviamo a guardare oltre, che poi detto da me che non vedo spesso al di là del recinto pare strano, ma tu non solo hai le capacità artistiche, ma soprattutto quelle umane che fanno di te la bella persona che sei. E ho la fortuna di poterlo dire perchè io ho visto al di là di sti cazzo di pixels 😉 ❤

      Mi piace

  11. Ritardona ha detto:

    Come sai Ro’ l’adolescenza è un’età inquieta! Gli stupidi si uniscono ad altri stupidi e diventano spacconi e crudeli per provare a se stessi che sono più forti…e fanno male e non sanno nemmeno quanto! Alcuni non lo capiranno mai, altri proveranno a giustificarsi con la giovane età…mi prendevano in giro per gli occhiali (a quell’epoca non eravamo così tanti a portarli e le montature erano deprimenti)…per anni uscivo di casa e li toglievo per la vergogna…quanta tristezza a pensarci! Ti abbraccio forte 😘😔

    Liked by 1 persona

  12. ivano f ha detto:

    (Ma ma… Romeo Romeo, perché non sei tu Romeo? 🙂 Non me l’aspettavo! 😮 )

    Mammamia questo post… Essere stato costretto ad agire allora (mica sempre si può aspettare e nascondersi – specie se il problema non sei tu ma, appunto, gli altri) è un mattone di quello che sei ora, credo… Quello che più mi avvilisce è l’indifferenza degli insegnanti, eppure non possono non sapere come vanno le cose a quell’età, non possono non sapere che qualcuno passa attraverso un inferno… Mica serve essere psicologi per vedere e capire. Cazzo.

    Sempre ogni bene Ro!

    Liked by 1 persona

    • Resto sempre Romeo, Ro o Rom per gli amici 😉 Sugli insegnanti preferisco pensare che erano distratti e io che ero sempre chiuso in me stesso magari non portavo fuori tutto quello che avrei dovuto! Per il resto diciamo che è stato un discreto periodo di merda 😀 😀

      Mi piace

  13. Il fatto che ci siano persone che aspettano il lunedì per leggerti fa di te il vincitore. Hai un editore che ti ha voluto e ti ha cercato e questo è tanta roba (come dicono i giovani). Sarei curiosa di sapere che fa oggi il Galletto… Per il resto, io userei il nome vero, ma l’editore saprà consigliarti la cosa giusta. Infine niente volevo dirti che “On my own” sarà il tormentone della mia giornata (cosa darei per degli scaldamuscoli rosa…) 😂 un abbraccio!

    Liked by 1 persona

    • Grazie Piera. Ho usato il mio nome vero, anche se gli amici comunque mi chiamano spesso Romeo, Ro o Rom. La casa editrice mi ha lasciato carta bianca in questo. Il Galletto? L’ho visto su facebbok. Sembra padre devoto. Magari è cambiato. Me lo auguro soprattutto per i figli. p.s. come tormentone perfetto ci sono anche “Flashdance”, “Maniac”, “Fame” o “Footlose”. Grazie mille.

      Liked by 1 persona

  14. Leela ha detto:

    Hai presente “I don’t like monday” dei Boomtown Rats? (ehm.. forse sei troppo giovane per potertene ricordare quindi ti metto il link 😉 https://www.youtube.com/watch?v=-Kobdb37Cwc&spfreload=5 ) io sono un pò così, i lunedì non li amo particolarmente… poverini, non è colpa loro se vengono sempre dopo la domenica e non è certo colpa loro se i miei w.e. sono spesso i giorni più pesanti dell’intera settimana ma tant’è, non li amo… Bhè, da quando ti leggo sono sicuramente migliori, almeno ho qualche minuto di piacevole immersione in quel turbinio di parole ed suggestioni che è il tuo blog! continua così e tienici informati 🙂

    P.S. è bello che tu riesca a condividere pensieri ed emozioni così private… mi fa sentire parte di un qualcosa che travalica il “muro” del blog e che ti rende sicuramente un bravo scrittore, non è facile appassionare come fai tu…

    Liked by 2 people

    • Leela leela troppo buona con i miei lunedì! E comunque pensa che io la canzone la conosco. E ricordo quel figaccione di Bob Geldof. A 29 anni conosco un sacco di musica, anche se non so perchè me l’hai sempre bistrattata 😀 😀 😀

      Mi piace

  15. Barbara ha detto:

    Mio caro amico Rom,
    che anni difficili e tormentati, e siamo ancora qui dopo ben 32 anni, tra alti e bassi, ma sempre a testa alta.

    Possono dir così di loro stessi Mr. Galletto & Co.?
    Non lo so e sinceramente “me ne frego”! Ci saranno atre sedi di giudizio…

    Non immagini che gioia leggere commenti di persone che per diversi motivi sono approdati al tuo blog e sono lì per te, per i tuoi pensieri, per la tua disarmante ironia, per le emozioni che trasmetti.

    Tutto questo è sempre stato insito in te … e c’è voluto tutto il coraggio, come per quel ragazzino, per affrontare i propri timori e demoni per “metterti a nudo”, per volerti bene!

    P.S. ok i Duran Duran e gli Spandau, ma Madonna proprio non mi va giù che sia sempre stata tra noi 😂😂😂 TVB

    Liked by 3 people

    • Ti ricordi che ai miei 18 anni mi hai regalato (su consiglio mio, assolutamente non interessato) il vinile di “Like a prayer” di Madonna. Conservo ancora il biglietto su cui scritto: il piacere di una persona non può essere il tormento degli altri 😀 I love you too! P.s. Come fanno ad essere 32 anni se ho 29 anni?

      Mi piace

  16. Quello che tu sei si riassume nelle parole in risposta a Ivano “preferisco pensare che gli insegnanti fossero distratti”. Serve intelligente sensibilità, una profonda ironia e senso del distacco per pensare così! No, Ro, da ex prof ti dico: non erano distratti, erano indifferenti, la peggior definizione a chi si è formato per diventare educatore di anime e menti pensanti e non formattatore di cervelli con conoscenze e nozioni.
    Non sono molto tenera con la mia ex categoria, mai stata, ho visto e sentito cose che voi umani… Stendo un velo pietoso.
    E tu sei un grande! ❤
    Primula

    Liked by 1 persona

  17. Tacco 12 ha detto:

    Ce li vedo, sai? in fila davanti al tavolo mentre firmi le dediche sulle nuovissime e profumate copie del tuo libro… il Galletto e il confessore, con la testa china e le spalle chiuse, tipico di chi nella vita non è cambiato, non è consapevole della propria forza. La testa chinata dal peso delle proprie gesta, poco lodevoli, e gli occhi aperti, ma non dalla curiosità, bensì dallo stupore. Dalla sorpresa di vedere come tutta quella cattiveria, tutto quel bigottismo, si siano trasformati in vittoria. La tua.
    Scusami, ma qui un cuore ci sta tutto: ❤

    Liked by 1 persona

  18. Pingback: ANTEPRIMA: Il libro di Rom <3 | uaresovain

  19. Purtroppo i Mr Galletto esistono ancora.
    Hai una capacità di raccontare che coinvolge, mi è quasi sembrato di essere con te in quel confessionale a sentire una risposta che purtroppo ancora viene tirata fuori.
    Di essere con te mentre quelle, concedimi il termine, merde si accanivano su di te consapevoli di potersi nascondere dietro a un gruppetto. Di essere con te mentre ti difendevi come meglio potevi. E visto che non c’ero voglio lasciarti questo messaggio, perché se c’è una cosa che non ti meriti è l’indifferenza, perché porca miseria scrivi in un modo che gente così vuota, certe pozzanghere, non potranno mai.

    Liked by 1 persona

  20. Pingback: UNA SECONDA POSSIBILITÀ | Orso Romeo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...