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IL VALZER SULL’ORLO DEL POZZO

“E se non riesci a trovare la cura, allora vieni al pozzo”(The Well, 2011 – Casting Crowns)

Peso: – 500 gr

Ed eccolo qui il lunedì che mai avrei pensato di scrivere, quel lunedì che qualcuno definirà marchetta. A partire dal titolo del post. Se davvero state pensando che questo è un “post marchetta”, ve lo dico subito che è assolutamente vero. Ma vi prego, non mi sminuite così, la parola marchetta mi mette a disagio, preferisco “pompino aggratise”. Primula perdona il mio linguaggio birichino! Ho deciso che aprirò su questo blog un’altra pagina, insieme a HOME e IO SONO, in cui scriverò le informazioni riguardanti il libro. Le recensioni, se ci saranno (naturalmente solo quelle positive) e dove acquistarlo. E via dicendo. Ho deciso di farlo per due motivi.

Parto dal secondo. Io sono il primo che, dopo l’iscrizione al Registro delle Opposizioni, e dopo 800 telefonate che arrivano per vendermi di tutto, attacco il telefono e sfanculo. Per cui l’idea di scrivere ogni lunedì: allora vi ricordo che è uscito il mio primo romanzo! Compratelo, compratelo e poi compratelo! -. Non è il mio stile. Vuoi perché non sono stato capace, fortunato di “vendermi” nel mercato del lavoro, figuriamoci se riesco a vendere un libro, pur essendo il mio e pur credendoci, in un paese poi dove la cultura viene paragonata a quella merda calpestata con un infradito.

Ma il primo vero motivo è che io: mi rompo i coglioni. Io sono quello che quando qualcuno m’inserisce in un gruppo su whatsapp dico: ecchecazzo! Mi stresso a chattare, in genere rispondo ok, va bene, perché preferisco la telefonata se abbiamo qualcosa da dirci. Non volevo firmare il contratto con la casa editrice anche perché conosco alcuni miei limiti. Ho dovuto cedere per le presentazioni, semmai troverò una libreria che mi cagherà di striscio, ma non ho nessuna intenzione di aprire una pagina sociale su facebook, perché faccio già una fatica incredibile a stare dietro al mio profilo privato e a un blog. Certamente parlerò del libro nei prossimi lunedì, non perché ha cambiato o cambierà la mia vita, ma ha comunque dato una strana sterzata alla direzione dei miei pensieri.

Qui vi lascio una breve descrizione: il libro è un romanzo di formazione, narrato tra il 1971 e il 1995. Il nome del protagonista è Cesare. La sua nascita coincide con quella di un pozzo all’interno del quale sono nascoste metaforicamente le sue paure, ma anche i sogni, le debolezze, le fragilità. Il pozzo che il protagonista chiamerà Merlino, non è altro che l’amico immaginario, il suo alter ego, l’anello di congiunzione tra il passato e il presente. Il valzer sull’orlo del pozzo è un viaggio, a tratti onirico, alla ricerca della felicità, quel sacrosanto diritto che ogni essere umano al mondo dovrebbe avere. La maturazione del protagonista è lenta, e neanche definitiva, la vita è un continuo libro work in progress, dove i capitoli si scrivono giornalmente. Non troverà una certezza al suo domani, ma saprà che potrà affrontarlo e che la vera forza è nel saper voltare pagina e guardare altrove. E provare a scrivere un altro capitolo.

Il libro lo troverete nei primi giorni di febbraio su tutte le piattaforme online, ora è già disponibile su IBS e La Feltrinelli, e potrete ordinarlo nelle librerie tradizionali. Al momento c’è solo la versione cartacea, nessun formato ebook.

Ora attorno a me c’è molta adrenalina e felicità da parte dei miei amici, che non fanno altro che telefonarmi o inviarmi messaggi. Su facebook alcuni sono stati disponibili e generosi nell’aver voluto condividere il mio post, ma io resto spesso quello che non riesce mai a trovare quelle parole giuste, che dovrebbero servire, soprattutto quando qualcuno ti apprezza o ti fa dei complimenti. Forse perché penso sempre di non meritarli o perché non sono abituato. Non lo so. A tutti quelli che hanno condiviso qui o su facebook, e se in futuro lo faranno, non ve la prendete se poi sono di poche parole. Però grazie a Zuckerberg lo devo dire, che su facebook ha inventato il cuoricino. Io credo che sia una delle più grosse frociate salva-parole! Quando non sono in grado per pudore o per incapacità personale di esprimere il mio grazie, allora tiè te ce metto un cuore!

Su facebook la GAEditori che ha pubblicato il mio romanzo ha scritto: Siamo stati anticipati da un annuncio sul suo blog, un esercizio di scrittura online tra il mito e il pragmatismo realizzato da un diversamente diverso. Perdonerete l’assioma ma Rosario de Meo è un autore che scrive finemente, un autentico fuori classe che riesce a utilizzare i grafemi a suo piacimento plasmandoli di significati e di messaggi con la morale finale…tutta da scoprire.

Ora sul “diversamente diverso” non credo che abbia nulla a che fare con frocio o finocchio e quel “fuori classe” sia forse da attribuire più ai giorni di assenza che ai giorni di presenza a scuola, per chi ha letto il mio post sulla mia adolescenza scolastica, però prendete le cose un po’ con le pinze, dovete capire che la mia casa editrice non poteva scrivere: signori e signore abbiamo pubblicato una cagata!

Quello che penso è che nella vita ci vorrebbe una faccia di bronzo, beh io non ce l’ho, non è nel mio DNA. Ho impiegato una vita ad arrivare a essere quello che sono, ora provare a mettermi nei panni di un altro non ci riesco davvero. In compenso, in questo periodo, mi è venuta una “faccia da dermatite”. Tati la mattina mi uozzappa: buongiorno OrsoMeraviglia! Il mio amico HegeLuca scrive: Buongiorno OrsoEtna! Sono andato dal dermatologo, che mi ha visitato per 3 minuti, dico 180 secondi, e mi ha scucito 50 € per dirmi: lei è stressato e deve prendersi le ferie! -. Ora: io guadagno quasi 500 al mese, lavoro 12 ore circa a settimana, ed è più facile trovare un onesto in Parlamento che dei contributi versati a mio nome all’INPS. Ferie? E che cazzo so’. In quel momento ho capito quanto è facile finire sulle pagine della cronaca nera di Google. Per fortuna che sono uno che non si prende sul serio, se lo fossi a quest’ora avrei preso da un pezzo la corda nascosta nel mio armadio e sarei già arrivato al piano Z. Ci vuole poco la settimana scorsa ha commentato: la condanna dello scrittore è quella che deve soffrire fino al giudizio di qualcuno prima di sorridere o di piangere. Tralascio la parola scrittore, che mi mette a disagio, preferisco “quello dei lunedì”, però per lui ci vuole poco a dirlo, ma quanto ci vuole a capirlo?

Su facebook ho ringraziato la vita che mi ha dato tanto, oltre ai calci al culo. Ho ringraziato tutte quelle persone che sono passate su questo blog e mi hanno offerto le loro belle parole. Lo ripeto anche qui: grazie a chi vorrà condividere, leggere, comprare, recensire, dire, fare, baciare, lettera e testamento. Mettersi ogni volta in discussione non è mai facile, almeno per me, anzi è quel fastidiosissimo dito al culo. Io se guardo indietro vedo un uomo che è caduto quattrocentomila volte, ma poi mi fermo un attimo e fanculo alle polveri sottili che inalo, il mio lungo respiro lo faccio lo stesso, perché quello che voglio vedere è un uomo che per quattrocentomila volte si è rialzato.

Questo libro l’ho scritto mentre il mondo andava avanti, ed io smarrivo la strada, chiuso in casa, a mangiare calorie su calorie, a dormire, a guardare ore di serie TV. In questi anni mi sono dimenticato che nella vita ci sono diverse stagioni, ma per me è sempre stato inverno, dove la luce del giorno è più corta, dove preferisci seppellirti sotto un piumone colorato, cercando quel calore che non trovi negli ingranaggi della quotidianità. Quella stagione che sembra non finire mai, dove il freddo ti taglia il volto e ti spacca le labbra, mentre basterebbe fare solo un salto di fede e d’incoscienza, per provare a sciogliere quel gelo con il tepore della luce, che entra dolcemente nel mattino.

045-il-valzer-sullorlo-del-pozzoIl valzer sull’orlo del pozzo” di Rosario de Meo edito dalla GAEditori.

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173 thoughts on “IL VALZER SULL’ORLO DEL POZZO

  1. Sappi che ho saltato a piè pari la breve descrizione del romanzo. Non scelgo i libri leggendo prima la quarta di copertina o le recensioni… vado a vibrazioni. 😉
    E da dopodomani…. cercherò “quel pozzo” fino a che non lo trovo.

    Break a leg, Ro’ , te lo dico con il ❤

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  2. AMALIA ha detto:

    Grazie😘😘 Comprerò e leggerò volentieri il tuo LIBRO caro amico e quando ci incontreremo mi scriverai una dedica😂i miei più sinceri in bocca al lupo per questa svolta di vita Rom,un abbraccio grande😘

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  3. Eccolo quello del lunedi. Ro, non so come dirtelo, ma io sapevo che avresti pubblicato qualcosa. Sarò fra le prime acquirenti. Considera che difficilmente acquisto a scatola chiusa. Ma nel pozzo mi ci getto! Cuoricino ♡

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  4. Ma anch’io la penso come Gisella, per gli abituè del lunedi tuffarsi nel pozzo di testa non è di certo un azzardo ma un rischio calcolato.
    Se cadi nel pozzo durante la caduta ti prepari a sfracellarti sul fondo, se ti va di culissimo trovi l’acqua e quindi invece di sfracellarti sei destinato a morire di ipotermia o annegato, qui invece sei certo che durante la tua caduta nel vuoto non sarai avvolto dal buio, ma da un sacco di pensieri, di storie, di esperienze, grandi o piccole che siano, di considerazioni, di timori, di paure, di sorrisi, di calorie prese o perse (da notare Ro la finezza di come tra prese o perse basti invertire due lettere per ridere o piangere) e durante questo volo sei sereno perchè hai la certezza che alla fine non ti schianterai ma cadrai su una morbida montagna di calzini colorati.

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    • Mi hai fatto ammazzare dal ridere. Complimenti per la verve, mi sento un pochetto meglio, giusto un pochetto. Ho la fortuna di non prendermi troppo sul serio, per cui mi va bene cadere su di una bella montagna morbida di calzini colorati. Grazie.

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    • Sei tanto cara Maria Luisa ma dubito che La Feltrinelli mi si caghi di striscio, però sarebbe bello, non lo nascondo, soprattutto perchè sono uno che ha passato più ore della sua vita nella libreria Feltrinelli che al cesso! 😉 Grazie mille.

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  5. Non avere aspettative per allontanare la possibile sofferenza di una sconfitta mi ricorda (VAGAMENTE) qualcuno.
    Qualcuno tipo io.
    Io non ho facebook e ahimè non ho amici, condividerò però fortemente con me stessa questo libro (grazie al cielo è di carta, ti avrei voluto bene anche con l’ebook ma io senza frush delle pagine soffro).
    Sinceramente? Magari non ri interessa ma ormai sarà già pubblicato e quindi non potrò tornare indietro, scrivere un libro non è esattamente come ottenere 100 like su un post con una foto e una frase presa aprendo a cazzo, a caso, volevo dire a caso un libro di Shakespeare, ci vuole tempo, intelligenza, sensibilità e qualcuno che creda in te e nelle tue qualità al punto da insistere fino allo sfinimento, convinto che tu sia una occasione di così alto valore che per nessun motivo al mondo deve andare persa.
    No, scusa se è poco eh?

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  6. E così è arrivato il lunedìrom più lunedìrom di tutti i lunedìrom (giusto per ricordarlo alla tua dermatite :-P)…c’è stato anche un mezzo coming out della tua bella faccia barbuta <3_<3 e anche qualche spoiler sul libro (tepossino!), ma cosa più importante hai finalmente fatto quel salto di fede che sono certa ti inonderà di luce.
    Ora mi ricarico la postepay, mi faccio questo autoregalo e aspetto le presentazioni perché non avendo Facebook voglio sul libro una dedica con cuoricino-frociatasalvaparole!
    Ti lovvo.
    PiBÌ

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  7. Buongiorno OrsoMeraviglia… ci tengo a precisare che ogni tanto sei anche FarfarOrso, altre sei “copione” e a volte anche “pirla”… solo che si sappia che non sono tutta solecuoreammmmore 😉
    Fatta questa precisazione… fai un bel respiro… ormai sei in scena, comunque vada sarà uno scassarsi di risate, vai dritto per il tuo sentiero e continua a scrivere tuttoe solo quello che ti va… sempre ❤

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    • Ho la giusta umiltà di poter concordare sul pirla, ma mi spiace sul copione sappiamo benissimo che non è così. Io parlo, tu parli; io leggo, tu leggi; io rido, tu ridi; Io sto in silenzio e tu rompi 😀 Ma sììì scassiamoci dalle risate!

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  8. Leela ha detto:

    1. niente spoiler ti prego!
    2. l’ho già scritto in altro nonluogo e lo ripeto: brava GAEditori, avete proprio ragione; ci sta tutto, il “finemente”, il “mito”, il “pragmatismo”, il “fuori classe” etc… e non importa ciò che pensa l’autore, sarà “costretto” ad accettare, volente o nolente, tutte le parole che saranno dette/scritte su di lui e sui sui scritti… quindi Ro, meglio se sono positive 🙂
    3. tienici aggiornati sulle date delle presentazioni perché questa lettura me la voglio concedere su carta (con tanto di profumo di stampa), quindi non farci aspettare troppo!!!!!
    Baci
    E.

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  9. Questo post mi ha fatto ridere e commuovere, in entrambi i casi fino alle lacrime. Pare sia questo il talento degli artisti. Se il libro è così, e lo scoprirò presto, è fatta!
    Ps: Grazie per avermi fatta entrare in ufficio con il mascara tutto sbavato (te possino!)

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  10. Tacco 12 ha detto:

    FERIE?!? Su questa parola cade il silenzio e, come hai detto tu, ci serve un ❤ che all'occorrenza salva la situazione.
    Bella Ro, nvedo l'ora de legggge sto libbbro! (visto che sono tamarroide te l'ho scritto in romanaccio, passamela) ma ce vojo a dedica su a prima pagggina: se po fa?!?

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  11. madonna ro! quant’è che nun te dico più che te amo??? sposamose..! Ah, no… nse po’! 😀
    ma ti ricordi come se divertivamo all’inizio? Lassa sta tutte le ansiette tue, e divertite. La libreria la troverai… Se non la trovi fai in altro modo… trovamo na cosa diversa e simpatica… che te fa fa pure piu scalpore! 😀
    quanto sei gnocco! punto! mo te se rubano subito! e se non lo fanno so scemi!
    vojo la dedicuzza!!!
    ho scritto paro paro come ti avrei parlato palle negli occhi, palle negli occhi!
    non vedo l’ora che se vedemo lunedi!
    sbaciuzz tanti tanti dexter!
    tuo, giulietto!

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  12. Grandissimo e complimenti! Allora questa magnifica esperienza ti è servita e ti servirà per attuare una vera rinascita!!! Che bello! E scopro qui un bellissimo libro e anche un nome normale! Lo cercherò. Promesso. E intanto ti auguro le migliori cose. Ciao Romeo!!!

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    • Grazie Lady Nadia. Sì, questo blog in un anno ha fatto strane cose, svariate case editrici sono finite qui per chiedermi di pubblicare. La cosa mi ha lasciato stupito, ma mi ha fatto anche piacere. Non è che mi cambia la vita, ma provo a gurdare in un’altra direzione. Grazie per la fiducia.

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    • Eh mo un successo. E’ una piccola casa editrice. Non ha una grande distribuzione, se non online, come purtroppo succede alle piccole case editrici, ma è già un passo in avanti. Mi sa che arriva prima in Burandi, che non in Svizzera.

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      • Ah ah!!! Siamo messi male qui, le riviste italiane appena varcato il confine magicamente triplicano il loro prezzo..
        Prendila come una lunga camminata: c’è chi parte di corsa e rimane senza fiato dopo pochi chilometri e chi invece procede con calma arrivando alla meta con più energie 😜

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