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THINK BIG!

“Sogni da ricordare” (I Got Dreams To Remember, 1968 – Otis Redding)

Peso: + 200 gr

Penso che in assoluto la relazione migliore della mia vita è quella con il canadese. Non discutiamo se lascio la tavoletta del cesso alzata, se mi sono dimenticato di tirare fuori i panni dalla lavatrice, se lascio i calzini sopra la stampante, se non metto il tappo al dentifricio, se non invito i parenti serpenti che sibilano contro di noi, se non ho ancora messo l’acqua a bollire ed è arrivata l’ora di cena. È perfetta perché non ci vediamo e chiaramente non scopiamo. Ci uozzapiamo, telefoniamo e ci vediamo su skype. Ha un grande pregio, quello di sapere cosa vuole, rispetto a certi trogloditi pleistocenici che a confronto un gatto castrato ha più palle di loro. Posso senza dubbio affermare di conoscere Montréal meglio di qualsiasi guida turistica. So cosa mangiano, le abitudini di vita. Mi ha raccontato tutto. Ho sul mio cellulare talmente tante foto che il servizio fotografico del matrimonio di Kate Middleton e il principe William è robetta da figurine Panini.

Direi che questa è davvero la relazione perfetta. Certo ci sono alcune differenze culturali, oltre alle 6 ore di fuso orario e 6.583,31 km di distanza. Mi scrive spesso durante la pausa pranzo, dedicandomi il suo tempo con racconti di quello che sta facendo. Poi spegne il cellulare durante l’orario di lavoro. Un po’ mi vergogno a dirgli che per noi italiani la pausa pranzo è sacra. Nessuno ci deve interrompere, manco se arriva una telefonata in cui ti informano che sta morendo tua madre, perché in quell’ora dobbiamo staccare dalla pesantezza del lavoro. Whatsapp e i social network li usiamo rigorosamente solo durante l’orario lavorativo, perché bisogna alleggerirci dallo stress del lavoro stesso.

Il canadese non crede al riscaldamento globale perché fa un freddo boia in Canada. Meno 20 gradi si sta bene; meno 33 gradi è una giornata fredda! Spesso si trovano a spargere sale o a spalare la neve per agevolare le strade, perché non vogliono fare tardi al lavoro. Io mi vergogno a dirgli che magari noi qui speriamo che la neve ci sommerga, come a Roma nel 2012, e tutti a festeggiare come se Totti avesse fatto 15 goal in una partita contro la Lazio. E col cazzo che abbiamo spalato, perché nessuno voleva andare a lavoro. L’ha fatto solo l’allora sindaco Alemanno, perché aveva capito che di lì a poco se lo sarebbero inculato.

Qualche giorno fa è andato a visitare un salone di macchine e mi ha mandato le foto e dei messaggi.

Canadese: “It was awesome, so many expensive and nice regular cars. I really liked the Alpha RoMeo.”

Rom: “In this moment i’m not a millionarie and i can give you only a RoMeo.”

Il mio inglese sta notevolmente migliorando, se prima era “the pen is on the table” adesso è “the pen is under the table”. Prima o poi riuscirò a tenerla in mano ‘sta cazzo di penna. Ora il canadese sta aprendo un’altra attività, perché lui si considera un sognatore, soprattutto perché vuole fare un sacco di soldi per poter viaggiare, vivere meglio. Diciamo che la differenza più grande è la loro cultura del fare, fare e fare, noi invece siamo quella del parlare, parlare e poi parlare. Ci perdiamo nelle chiacchiere, spesso inutili e improduttive, dal Parlamento ai social network, dalle istituzioni alla vita di tutti i giorni. I suoi saluti finali sono sempre: Hey Rom Think Big! E spesso non so mai cosa rispondere, se non con la solita frociata di emoticon.

Lui dice che bisogna sempre pensare in grande e che bisogna sempre fare, eppure per noi sembra più facile rassegnarci a certe cose, come a certi malgoverni. E la speranza ha il tempo di vita di una foglia nella stagione autunnale. Ma non parlo solo di me. Ho amiche che crescono i figli da sole e adesso l’unica cosa che sognano è che i figli la notte riposino tranquilli, perché non ce la farebbero a stare dietro ai loro lamenti, dopo una giornata di lavoro. Se gli immigrati una volta sognavano una terra dove avere un futuro, adesso sognano almeno di attraversare quel pezzo di mare.

Dovrei dire al canadese che il problema è che tra il dire e il fare non c’è di mezzo il mare, ci siamo noi.

Pochi giorni fa è arrivata a casa una sua cartolina, la seconda che mi ha inviato, per farmi il suo particolare in bocca al lupo per la presentazione del libro che si terrà il 19 febbraio presso la Libreria Teatro Tlon (tiè pubblicità progresso). Mi ha scritto delle cose che tengo per me. E mi ha fatto molto piacere, soprattutto dopo che ha letto il blog, visto che parla meglio l’italiano lui di come parlo io l’inglese. E le sue parole mi hanno colpito. In fondo è strano perché dopo che ho aperto il blog c’è chi mi ha detto che non mi dava due lire, c’è chi è scomparso, chi non mi ha più scritto o chi mi ha tolto l’amicizia su facebook dopo aver saputo che pubblicavo un libro, manco avessi firmato un contratto con la Feltrinelli o con la Mondadori (GAEditori senza offesa eh). Uno in particolare prima di cancellarmi mi ha detto: certo che in Italia pubblicano cani e porci. Ed io ho risposto: io fortunatamente sono un orso. Ma non l’ha presa bene, l’ironia non era il suo forte. Ma per fortuna c’è chi mi ha scritto altro. In fondo il web non è altro che l’estensione virtuale della vita, bisogna sempre scremare.

Il canadese dice: Think Big! Dovrei dire al canadese che con gli anni i miei sogni sono cambiati, si sono adattati al clima, all’età, alla crisi, alla vita e altri invece li ho persi per strada, forse perché si sono assuefatti alle incertezze, alle scivolate. Ma ogni volta che tento di dirgli qualcosa, lui dice che non mi può “insegnare” a sognare, ma mi dice che quello che lui ci fa con i suoi sogni. E di certo non li mette negli angoli ad accumulare polvere o nei cassetti sommersi dai calzini.

Quando leggo i suoi messaggi, soprattutto il suo entusiasmo, mi rendo conto di quanto abbia fatto uno spending review sui miei sogni.

Dovrei dirgli che una volta sognavo di più e che adesso mi lascio andare solo a qualche fantasia.

Dovrei dirgli che una volta sognavo di lavorare, adesso invece di arrivare vivo a fine giornata.

Dovrei dirgli che una volta sognavo l’amore, adesso almeno di non sentirmi solo.

Dovrei dirgli che una volta sognavo la guarigione di mia madre, che qualcuno trovasse miracolosamente la cura all’Alzheimer, adesso mi auguro solo che la sua morte sia quanto meno dignitosa.

Dovrei dirgli tante cose. Invece ieri sera gli ho detto che questa settimana ho rimesso in sesto la bicicletta, e adesso giro per la pista ciclabile, quando le giornate lo permettono, evitando buche e facendomi i calli al culo; che ho salutato Pino, il barista storico del quartiere, che è andato in pensione e preparava un cappuccino che faceva cagare, ma era un piacere sentirlo parlare della sua vita; che lunedì ho cenato con Irene e Giuseppe, e venerdì con HegeLuca e Maria, che i miei amici ci sono sempre; che ogni mattina, nelle ultime due settimane, metto delle briciole di pane sul davanzale della cucina, perché c’è sempre un uccellino che viene a mangiucchiare. Gli ho detto che spesso resto ancorato alla paura, solo perché poi sotto dovrei fare i conti con i miei fallimenti, ma gli ho anche detto che nonostante questo, in tutti questi anni non ho mai messo i paraspifferi alle finestre, perché mi piace pensare che tra quelle fessure non passano solo il vento, la polvere, ma anche le voci dei passanti, che nonostante le difficoltà della loro vita, continuano a parlare di sogni.

047-think-bigQuesto lunedì è per il canadese.

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133 thoughts on “THINK BIG!

    • Grazie mille Incorporella. Troppo gentile. Ho una sponsorizzazione nei tuoi confronti che manco t’immagini, per cui te seguo come un segugio. In genere il like mi piace metterlo, per poi seguire nei fatti 😉 Grazie soprattutto per le belle parole

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  1. Ormai mi sto abituando al ritmo dei tuoi post. A parte il lunedì che è sempre un bellissimo appuntamento, inizio a leggerli e mi si stampa un sorriso, ma dentro rido di gusto, poi una vocina mi dice di stare attenta perché prima o poi si scivola nella parte seria e così accade. Le riflessioni a cui mi porti SEMPRE, mi lasciano un retrogusto amaro ma sono vere, terribilmente vere.
    I tuoi post sono piccoli spaccati di vita dove c’è tutto: sorriso, risate, ironia, tristezza e durezza.
    Bravo Romeo, a chi ti dice che pubblicano cani e porci continua a scrivere che sei un orso……ma un orso che sa usare benissimo le parole e sa guardare in fondo al suo cuore.
    Buona settimana Romeo!
    P.s. ma pubblicare un libro non è già un “think big” ?

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    • Grazie Lucedelloro, sì pubblicare è già un “Think Big”, poi per una cosa così inaspettata ancora di più. Su chi ha mi scritto, non nego che mi ha ferito, ma non posso essere io il capro espiatorio dei suoi problemi. Sui miei post grazie, diciamo che fornisco del cioccolato molto, ma molto fondente 😉 Buona settimana a te

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  2. Quanto mi é piaciuto leggere questo post, Rom e quanto mi piace questo canadese! Spero tanto che riesca ad infonderti un po’ del suo think big…mia nonna (prima che anche lei venisse rincocomerita dall’ Alzheimer) diceva sempre “mettiti con uno meglio di te e fagli le scarpe”…ecco, abbiamo bisogno di qualcuno che ci migliori, che ci faccia credere nei nostri sogni e che ci incoraggi a realizzarli! E il tuo canadese sembra promettere bene da tutti questi punti di vista!!!Perciò credici sempre,Rom, ché crederci é il primo passo per fare e poi riuscire…e fanculo de core a tutti quelli che ce vojono male! BIG KISS :****
    PS. Ma quando caspiterina mi arriva il mio Valzer???ufffffff #IBSMOVITE

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  3. Almuccia ha detto:

    Ti seguo da un bel po di tempo ed il lunedì vado subito a leggere il tuo blog.Concordo con tutto quello che dici anche se non ti conosco sono sicura che sei una bella persona.Ti auguro tutte le cose belle ed un in bocca al lupo per il tuo libro che sia il primo di una lunga serie.

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  4. cybilll ha detto:

    Think big, Rom!
    Qui, più che allargare la mente, allarghi i cuori e scrivi sempre meglio e sei di grande ispirazione per chi scrive o fa altre cose creative, perchè una cosa bella è una gioia sempiterna. Lo diceva il poeta Shelley ma anche Mary Poppins!
    Manca poco ;))))

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  5. FLOWER ha detto:

    Ti seguo da qualche lunedì, ma ho cominciato a leggere tutti i post precedenti. Sembrano quelle noccioline, una che richiama un’altra. Sono andata davvero in fissa. Io sono una lettrice e ti assicuro che tu sei una potenza. Ho prenotato il tuo libro. Ho una curiosità che neanche ti immagini. Bravo e lo dico davvero con sincerità.

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  6. luminariasprecata ha detto:

    Adoro il lunedì solo perché ci sei tu. Risalgo in montagna, finisco di lavorare, ti leggo e mi spunta sempre un sorriso. Rom, fai bene al cuore tu!
    ps: adoro il canadese (anche se mai come te), ci sa fare, mi piace il suo esser presente e il suo sognare così lieve e contagioso. Sa guardarti dentro anche a distanza, e non è da tutti. Ti auguro il meglio, Rom.

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    • Mi scardini anche te ogni volta che lasci un messaggio Luminaria. Devo ammettere che ha un fare molto energico e positivo. Ed è una cosa che non guasta affatto 😀 Grazie per il meglio che ricambio

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  7. e mi piace sì Mr Canadese, pensare in grande… fare fare… sognare e realizzare : è Vivere la vita. 😉
    Dicono: “chi di speranza vive, disperato muore”… e allora non facciamo fregare, [Chissà come si traduce in inglese. ahahaha! io ci rinuncio proprio
    Maybe, “who of hope lives, disperated it die” ? ahaha! ci sarà sicuramente qualche cosa in più o in meno! ]
    :* Rom

    PS: per il “Valzer” libro devo ancora aspettare 😥

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  8. Il canadese ha ragione, insegnare a sognare non si può, però la vicinanza di un sognatore che manda cartoline (ma quanto è bella questa cosa??!!), di chi ti offre abbracci e parole belle senza chiedere una ricompensa, di chi gioisce per un libro senza invidia, di chi farà il tifo anche a distanza, aiuta a far capire che un piccolo sogno è diventato reale e altri ne arriveranno, proprio così!

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  9. Ma quanto siete complementari tu e il canadese! Un sacco Rom…
    E i sogni che lasci entrare dalle fessure delle finestre? Questo è cuore, apertura, sensibilità senza le quali le prospettive sono solo chimere. ❤
    p.s IBS mi segnala che tra il 23 e il 27 febbraio mi consegneranno il libro . 😉

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  10. Ma quanto mi piace questo canadese Rom e la sua emanazione positiva….
    E quanto mi piacciono le persone che sanno gioire per i sogni (piccoli o grandi che siano) e i successi altrui ❤ alla presentazione spaccherai, non ho dubbi! Bacio. Notte

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