Uncategorized

DICONO CHE LA PRIMA VOLTA

“Questo è per coloro che sognano, sciocchi come possono sembrare” (Audition, 2016 – Emma Stone)

Peso: N.P.

Domenica 19 febbraio 2017 è stato presentato per la prima volta presso la Libreria Teatro Tlon di Roma il libro “Il valzer sull’orlo del pozzo” edito dalla GAEditori. Com’è andata? La mattina è stato un caos, che in confronto il puttanaio che c’è nel PD è un puzzle fatto di due tessere. Ho pulito casa per tre giorni. Non sono riuscito a rispondere a tutte le telefonate e i messaggi che ho ricevuto. Sulle mail sono stato molto succinto, a tratti imbarazzato, a tratti lusingato dalle persone che hanno raccontato un po’ della loro vita, e nel farmi i complimenti. Chiedo scusa se posso essere sembrato freddo e laconico. E poi le look styler Emma, Barbara e Miss C che mi hanno strizzato lo scroto nel volermi vestire decentemente, perché ripetevano in coro: come fa un gay come te a vestire così di merda? Ecco, quest’associazione gay = moda io non l’ho mai capita, tipo bella = scema. Ma su alcuni luoghi comuni ne parlerò un’altra volta.

La mattina mi sono lavato il volto con acqua e sale, per provare a sfiammare la dermatite. Risultato: mi sembrava di avere un’ustione di terzo grado. Ero più rosso di Stalin. Rimedio: mi sono completamente coperto il volto con dell’olio satinante per pelle secca (cazzo, avrei dovuto chiedere consiglio a Francesca del blog Io e te con un the che mi avrebbe dato una dritta). Risultato ero più lubrificato di un preservativo. Mi sono rifatto la doccia. Questa volta niente sale, niente olio, ed ho usato un campioncino gratuito di una crema lenitiva che mi ha dato a suo tempo il dermatologo. E sono stato, più o meno, pronto per andare alla presentazione.

I posti a disposizione erano 60, ma c’erano oltre settanta persone, alcune in piedi. Non me lo aspettavo, per carità ci speravo, ma non così. Mi sarei aspettato di vedere alcune persone, che invece erano assenti e chi invece pensavo non sarebbe venuto alla fine c’era. La legge della compensazione è strana, un po’ come gli esami all’università, ad alcuni ho avuto un voto che non meritavo, solo perché al professore girava storto, ad altri che avevo studiato alla cazzo di cane ho avuto il voto più alto.

C’erano quasi tutti miei amici, c’era gente che non conoscevo, c’erano anche due blogger: Alessia e Rachel, che ringrazio per essere venute. L’emozione mi ha incrinato la voce, soprattutto all’inizio, mi sembrava che qualcuno con un forcipe immaginario mi tirasse le parole fuori dalla bocca. Ho la fortuna di avere comunque una piccola casa editrice che mi segue, paradossalmente sono io a non essere troppo social network, e poi ho avuto la presenza di Giovanni Ricciardi, autore della Fazi Editore, che non solo mi ha presentato, ma ha anche scritto la prefazione del mio romanzo. Eppure la domanda che girava nella mia testa, senza fermarsi mai, un po’ come quel criceto che gira in una ruota, era: ma che cazzo ci faccio qui?

La prima cosa che ho fatto è stata quella di togliermi gli occhiali. E in quell’istante di fronte a me una massa di transgender. Perché non ho riconosciuto più nessuno. La mia rete affettiva mi proteggeva dall’imbarazzo di dire la cosa sbagliata, dal sudore che colava sul colletto della camicia. Era bello vedere che c’erano per me. E la mia commozione l’ho nascosta dietro qualche battuta idiota. È davvero l’amicizia a sostenerci nei momenti in cui ci mettiamo in discussione? È davvero l’amore a essere il carburante della nostra vita? O per caso è stato quel meraviglioso cocktail di Prozac e fiori di Bach? Perché sono sicuro di avere visto tra il pubblico David Bowie che cantava “Hey Rom we can be heroes, just for one day”. In fondo alla sala, in piedi che con il dito rivolto verso di me, George Michael cantava: “Baby, I’m your man!”. Ho visto Whitney Houston che cantava “Just the lonely talking again” accanto a una donna che mi ha fatto una domanda di psicoanalisi, che non ho capito, ma credo neanche lei avesse proprio le idee chiare. Poi tutto si è ridimensionato, verso la fine Jim Morrison ha strimpellato con la chitarra “The End” e prima che arrivasse l’applauso finale è salita sul palco Amy Winehouse cantando: “They tried to make me go to rehab. And you?”. Ma tranne me nessuno ha visto questi ospiti inattesi.

E poi finalmente è finita. Il momento più imbarazzante, dopo l’applauso è stato quello dell’autografo. Penso di aver scritto tante di quelle cagate, che manco uno stormo di piccioni nel cielo di Roma. Il tavolino era decisamente basso, talmente basso che posso dire di essere stato a 90 gradi come una pornostar. Infatti su whatsapp gira una foto con il mio “gettone telefonico” in bella vista. Ho cominciato a scrivere una serie di frasi, poi via via, ho scritto solo il nome di chi si è comprato il libro e la mia firma. Posso senz’altro dire che è stato bello e faticoso. Nei tre giorni successivi ho evitato conversazioni e roba del genere. Chi non è potuto venire ha voluto sapere com’era andata, chi è venuto mi ha chiesto se ero contento della mia prima volta. Ho ripetuto, più o meno, le stesse cose. È andata più che bene, se vogliamo parlare in termini di numeri. Ho parlato di me, ma soprattutto del libro. Ho scherzato, ho fatto anche il serio, ho risposto alle domande. Eppure io mi sono sentito disorientato.

Sono stato fermo negli ultimi quattro anni, spesso chiuso in casa, mentre i figli dei miei amici cambiavano il numero di scarpe e dei vestiti, io la taglia dei pantaloni; mentre le stagioni passavano mia madre si allontanava da me; mentre inviavo il mio CV in giro per l’Italia e per il mondo nessuno mi cagava di striscio. In un certo senso mi ero abituato alla mia immobilità, mentre tutto si è sbiadito, dall’accredito di uno stipendio alla possibilità di poter pianificare la mia vita. Poi nel giro di un anno finisci in un blog, finisci che qualcuno pubblica un libro, perché pensa che hai scritto qualcosa di interessante e la verità che non so come si gestisce tutto questo, perché in un anno è cambiato tutto e niente.

Alla presentazione mi sono sentito disorientato, ma anche contento, e mi sono ubriacato di fantasia, anche se non troppa, perché il rischio di perdere la bussola delle giornate è alto, ma quel tanto che basta per dare alle bollette scadute sul tavolo il valore che hanno; per apprezzare il borbottio della mia vecchia caffetteria che sveglia tutto il condominio; per lasciare ai miei piedi la possibilità di battere il tempo di una canzone. Dall’inizio dell’anno, da quando ho fatto coming out sul libro, il mio nervosismo è aumentato, la mia emotività è finita in rete o davanti a una platea di persone, non sono più attento all’alimentazione, ho quasi paura a pesarmi il lunedì, mentre il mio fisico sembra il mantice di una fisarmonica. Lo so è solo una novità nella mia vita, ma la prima volta di qualcosa disorienta sempre.

Dicono che la prima volta di qualcosa non si dimentica mai. La prima volta che fai sesso, nonostante nella maggior parte dei casi combini un disastro. La prima volta che ti fai male. Certo c’è chi ti dice che poi passerà. Ed è vero, solo che non ti dicono che le cicatrici restano. La prima volta che sei stato tradito dalle aspettative, dai sogni forse troppo astratti, dalla tua ingenuità, dalle persone sbagliate. La prima volta che perdi qualcuno. La prima volta che t’innamori, e senti quello sfarfallio nello stomaco, che è un po’ diverso da quello che mi prende alle tre del mattino, quando apro il frigo e la sua luce illumina quel vuoto che vorrei riempire. Dicono che la prima volta che intraprendi un nuovo percorso, qualunque esso sia, ti sembrerà di gattonare più che di camminare, perché nessuno ti dice dove porterà, perché non ci sono semafori, vigili urbani, cartelli stradali, navigatori, google maps, ma dicono solo che ci sono delle curve e che tutti ignorano quello che c’è dietro. E allora dicono che puoi scegliere se continuare a galleggiare nella tua acqua stagnante, rimanendo in apnea o provare a girare quella curva, per andare incontro a quella imprevedibile cosa che chiamano vita.

049-dicono-che-la-prima-voltaIl valzer sull’orlo del pozzo” di Rosario de Meo edito dalla GAEditori.

Annunci
Standard

156 thoughts on “DICONO CHE LA PRIMA VOLTA

  1. Quante “prime volte” nella vita di ognuno!
    Se mi guardo indietro mi accorgo che non sono mai solo “le uniche volte”… e per te, ne son certa, non sarà l’unica nemmeno questa volta, Ro’, sicché vedi di farci l’abitudine… ^_^ 😉

    Liked by 1 persona

  2. luminariasprecata ha detto:

    Sono strafelice per te, ma davvero tanto. Sei la prova lampante che tutto può cambiare all’improvviso, che la vita può stupirti se solo hai il coraggio di abbandonare l’acqua stagnante per girare la curva e andare in contro alla svolta. Ti abbraccio forte

    Liked by 2 people

  3. Congratulazioni Rom, avrei voluto esserci! Intanto vedo che il tuo libro è in tutti i maggiori negozi online, Mondadori compreso. Non è da tutti, vorrà pure dire qualcosa! Sei bravo a scrivere, non dubitarne mai, e quello che scrivi riesce sempre ad “afferrare” il lettore. Ti auguro tanto bene, te lo meriti tutto.

    Liked by 1 persona

  4. Non chiederti Rom come si gestisce tutto questo, vivilo senza razionalizzarlo troppo, rischieresti di non gustarne a fondo il sapore, di non respirarne a pieni polmoni il profumo. Inutile dirti che sono strafelice per te. Se non mi hai sentita altrove è perché so cosa significhi il tourbillon di novità. Penso anche di avere intuito il tuo bisogno innato di lasciare sedimentare le emozioni. (troppo azzardata? 😉 )
    Sei speciale ❤

    Liked by 2 people

    • Grazie Primula per la tua eleganza, dal linguaggio alla presenza. Sei stata anche la prima a farmi un in bocca al lupo, per ben due volte. Uno 7 giorni in anticipo 😉 😀 Un abbraccio forte

      Mi piace

  5. Sono stata un pò senza leggerti ed ecco qua, trovo tutto cambiato.
    Sono tanto contenta per te (ed oggi è il secondo post di belle notizie che leggo), perché le belle notizie sono sempre belle, anche se non sono tue!
    Il libro lo cerco il mese prossimo mese, che questo è duro parecchio.
    Continua con questa energia, è bello leggerti sempre, ma sentendoti più positivo lo è di più.
    Ha ragione il canadese: think big.
    Evviva te!!

    Liked by 1 persona

    • In effetti nel corso di questi ultimi post sono cambiate un po’ di cose. Grazie per la condivisione della felicità. Sul libro tranquilla, nessun problema. Grazie più che altro del passaggio da queste parte .. eh sììì THINK BIG!!! Ma pure te però eh 😉

      Liked by 1 persona

  6. Beh, a parte il fatto che sono veramente onorata della citazione anche se oggi è stata una giornata “particolare” e leggendo ero convinta che fosse scritto “ionico del re” nel link, ma soprassediamo sulla mia fragilità mentale attuale.
    Nessuno ha la palla di cristallo, alcuni ne hanno due di dubbia utilità, ma nessuna di queste prevede il futuro.
    Nel giro di un anno, partendo da un blog che pensavi non valesse lo sforzo, sei riuscito a raccogliere non solo un mucchio di consensi, ma anche la soddisfazione di veder riconosciute le tue abilità.
    Scrivere un libro non è da tutti e non è per tutti, ma io lo trovo un traguardo veramente importante, per farlo non basta un bel viso e photoshop per raccattare like su instagram, un libro è fatto di pensieri, parole, passione, scelte e fatica, magari la soddisfazione arriva un pò dopo il like ma l’onda lunga è decisamente più imponente.
    La cosa migliore è che tutto questo ha rafforzato ancora di più il tuo essere una persona veramente meravigliosa, che può contare su delle persone di cui fidarsi nonostante gli schiaffi della vita.
    E sai che ti dico? Che in un certo senso ti invidio, sei speciale e ti sei meritato ogni piccola vincita e ora penso che ti aspetti molto altro, magari un pò per volta, ma arriverà e tu sarai senza dubbio pronto (non preparato, sempre per la cosa delle palle di vetro, ma pronto si).

    Liked by 1 persona

    • Ti ho pensato quel giorno e in effetti stavo pensando di scriverti. Poi ero talmente nervoso che neanche immagini. Non ho risposto a molti messaggi. Poi come al solito tu sei sempre troppo generosa con le tue parole (ma è una tua caratteristica umana e secondo me bella). Sull’invidia capisco quello che vuoi dire. E per il domani che verrà chissà, proviamo a vedere che cosa ci porta il mattino. Un abbraccio Fra per tutto e lo sai che lo penso 😉

      Mi piace

  7. MIMMO ha detto:

    Non sono uno che ama leggere post troppo lunghi ma tu hai la dote di sapere comunicare, tramettere. E credimi riesco a leggerti tutto di un fiato senza mai annoiarmi. I miei complimenti per tutto.

    Liked by 1 persona

  8. THEA ha detto:

    Goditi le cose con calma. Non pensiamo troppo al donani. E poi la tua emozione era bella perché ci ha unificato tutti in quel momento, perché la stavamo vivendo insieme a te. 😻

    Mi piace

  9. Nicole ha detto:

    ROMEO PORCA PALETTA!
    Vado a dare due testate al muro e ritorno!

    MI SONO PERSA TROPPO!
    ROMEO!
    Appena mi passa smetto di urlare eh

    ROMEO! BRAVO!
    MA BRAVO BRAVO BRAVO che non ci conosciamo e non ci vedremo mai ma sono fiera di te come se avessi visto fiorire una pianta rara radicata per caso nel mio giardino.
    Roba che mi scende una lacrima (di gioia)!

    Ti giuro che se potessi ti abbraccerei tantissimo e fortissimo, per assorbire un po’ di di tutto questo bello che c’è.

    Te l’ho detto Bravo, si?

    Liked by 1 persona

    • Hola Nicole ben tornata!! Sul tuo blog ma anche sul mio. Negli ultimi tempi sono successe un po’ di cose in effetti, che neanche io avevo previsto o immaginato. Grazie per le parole. E sul bravo… non mi sembra che tu l’abbia mai detto 😉

      Mi piace

  10. Tesoro sei stato fantastico!
    Che eri emozionato si vedeva… ma è stato anche questo che ti ha fatto essere cosi simpatico, ironico e brillante… poi troppa sicurezza rende antipatici!
    E poi proprio quello è il bello…
    Anzi, ti auguro di non abituarti mai e di provare sempre la stessa emozione. Tiè! Piu bello, no?!
    La puglia ti aspetta dexter!

    Liked by 1 persona

  11. Ciao Romeo! Sono felice che stai vivendo tutto questo. Te lo meriti! Io è da un po’ che manco dal blog. Problemi agli occhi. Tu continua per la tua strada e percorri tutte le curve del tuo nuovo meraviglioso viaggio. Vai forte. Un abbraccio! Lila

    Liked by 1 persona

  12. Pingback: Al mio amico Romy. | Chezliza

  13. Ciao Romeo. Io sono nuova in questo universo del blog e devo ancora capire bene come funzioni. Sai, da circa sei mesi (in realtà un anno, ma la seconda parte è stata quella più incisiva) ho deciso di cambiare strada, di cambiare vita, di verticalizzare una situazione che è stata orizzontale per troppo tempo. Ho trovato molto conforto e molta forza leggendo la tua esperienza e qualche frammento della tua vita. Grazie per averli condivisi. Complimenti e buona fortuna per tutto.

    Liked by 1 persona

  14. Pingback: Io… Principessa 2.0… con l’etichetta di fuori. | ilmioblogpercaso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...