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IL MOMENTO PERFETTO

“Quando capirai che fu solo il momento a essere sbagliato?” (Romeo and Juliet, 1980 – Dire Straits)

Peso: Fuck! I can’t let go! :-/

Sì! Diciamoci la verità: talento, capacità, doti, sono assolutamente essenziali, ma nella vita spesso quello che conta è il momento perfetto. Per poter davvero festeggiare un evento devi essere al posto giusto, nel momento giusto, perché a prescindere dalle competenze, che puoi avere o non avere, spesso nella vita è solo questione di culo. Quando vado al supermercato, per pagare finisco sempre nella coda sbagliata. Quando volevo dichiarare tutto l’amore al mio compagno, l’ho scoperto a letto con un altro. Quando stavo per avere il rinnovo del contratto di lavoro, per un tempo indeterminato, mi sono trovato nel mezzo di un cambiamento legislativo e il mio ex-datore ha preferito silurarmi in favore di altri, per avere maggiori sgravi fiscali. E potrei fare centinaia di esempi, dove non mi sono mai trovato a “vivere” il momento perfetto. Quello in cui puoi festeggiare, quello in cui vedi gli eventi combaciare, proprio come le facce colorate del cubo di Rubik.

Il weekend scorso sono andato a Foggia, a presentare il libro “Il valzer sull’orlo del pozzo” edito dalla GAEditori, presso la libreria Ubik. Sono tornato a poggiare i piedi sulle miei origini. Ho rivisto mia madre. Il giorno prima di fare la presentazione, mi sono reso conto di quanto alcune favole non hanno quel sapore dolciastro e stucchevole della Disney. La svalvolata Cappuccetto Rosso non porta più le focacce alla nonna, ma il catetere, per strada ha incontrato il lupo che si chiama Alzheimer, che non si ciba del suo corpo, ma della sua mente, e il cacciatore, con le sue medicine, spara a salve. Sono arrivato la sera in tempo per cambiarle il pannolino, lavarla e metterla a letto, aiutato da mio padre perché la svalvolata non cammina più.

Mentre faticosamente la sistemavamo nel letto, ha puntato il dito sul libro, chissà forse incuriosita dal colore della copertina, che mio padre ha posato sul comodino, e tra parole sconnesse siamo riusciti a capire quello che stava dicendo: di chi è?-. Io stavo per dirle che era il capolavoro della letteratura italiana, per la serie Manzoni porta il cane a cagare qui c’è il best(ia)-seller che venderà più copie dei tuoi sfigati Promessi Sposi, mica cazzi eh. In fondo una mamma è sempre orgogliosa del proprio figlio. Ho amiche che attaccano sul frigo i disegni dei propri pargoli, che li inviano su whatsapp a tutto il mondo, che li postano sui social network, che li incollano ai pali della luce, cosa che se ti vedesse un vigile ti s’incula senza vasellina; mamme che vedono in quei disegni, con l’amore dei propri occhi, il talento di Mirò, figli che crescono, la loro capacità di espressione, di comunicare e non scarabocchi di cui, diciamoci la verità, non si capisce un cazzo. Ed io con grande fatica le ho detto che era il mio e che il giorno dopo avrei fatto una presentazione in libreria. Sulla sua bocca ho intravisto qualcosa, non ho ben capito se fosse un sorriso o un segno di disgusto.

Poi il sabato è arrivato. Ho svegliato mia madre, l’ho accompagnata al bagno, l’ho cambiata, l’ho imboccata, con fatica l’ho trascinata sul divano e mi sono reso conto che la favola della svalvolata Cappuccetto Rosso si sta spostando verso la Bella Addormentata nel Bosco, dove il letargo sarà per sempre, fino alla conclusione del suo viaggio. Ha smesso di buttare le mollette dal balcone, di mettere il sapone nell’oliera, di parlare con il televisore, di dire parolacce, di confondere il tiramisù con la parmigiana. Sta entrando nel mondo vegetale. Quel giorno poco prima di andare alla presentazione del libro, mi sono reso conto che non si è dimenticata solo di come si cucina un uovo strapazzato, di come si rammenda un calzino, di come ci si pettina, ci si lava, ma si è dimenticata anche di me. Sì, quel giorno sono stato cancellato dalla sua esistenza, esattamente come il click del mouse su di un file word. Lo so che quel momento sarebbe arrivato, ma sapere una cosa non significa che poi sarà più facile metabolizzarla.

La sera prima le avevo detto che il libro era mio, non perché mi sentissi ‘sto cazzo, ma perché volevo dirle: mi dispiace Mà. Non so quali aspettative lei avesse sulla mia vita, solo che io non mi sono sposato, non ho figli, non ho una famiglia, non ho un lavoro, non ho una casa. Nella vita ho fatto tanta confusione. M’invento le giornate, cercando una luce, anche una piccola torcia o un cerino, per non essere risucchiato dal buio. In quel momento volevo solo che fosse orgogliosa di me, che magari pensasse che nella vita sono stato capace di combinare qualcosa di buono anche io.

Sì! Diciamoci la verità, nella vita spesso quello che conta è il momento perfetto, non solo quello in cui trovi un lavoro, in cui incontri “quel” qualcuno, ma anche quello in cui devi dire: ti amo; andrà tutto bene; ci sono io; ce la farai; ho sbagliato o semplicemente mi dispiace. E mentre andavo alla presentazione, mi sentivo un po’ come quei souvenir, quelle palle di vetro, che ferme mostrano dei monumenti caratteristici di una città, ma se le scuoti creano effetto tempesta di neve. Cercavo di rimanere il più immobile possibile, perché non volevo mostrare la tempesta che c’era in me. E lì ho sempre sorriso. Su quel divano, in libreria, pensavo a lei, la sera prima le avevo detto del mio libro, e ho stupidamente immaginato che magari così lo avrebbe collocato sopra qualche scaffale segreto della sua mente, dove nessuna malattia bastarda avrebbe potuto cancellarlo o su di un immaginario frigorifero, proprio come fanno le mamme con i ghirigori incomprensibili dei propri figli. Sì, diciamoci la verità, nella vita quello che conta è il momento perfetto, essere al posto giusto, nel momento giusto, ed io prima che lei mi dimenticasse l’ho vissuto quel momento, per poi scoprire, che non c’è un cazzo da festeggiare.

052 IL MOMENTO PERFETTO

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117 thoughts on “IL MOMENTO PERFETTO

  1. ALEX ha detto:

    Proviamo a dirottare va 😊per quanto riguarda il libro che tua madre avrebbe apprezzato…e bravo Romeo! Ottima opera prima! Ad ogni capitolo esultavo con quantità industriali di acido solfidrico! Emozionante, commovente e graffiante…fa riflettere ed entusiasmare perché in fondo tutti siamo un po’ Cesare, un po’ Moira, un po’ Massimo, un po’ Romeo, un po’ Matteo…e un po’, come me, la nonna! Grazie, Yo Bro! 😉👍🏻

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  2. Mi hai commosso. Credo che il tuo libro lo ricorderà eccome. Io sono una inguaribile ottimista e il momento perfetto sono certa arriverà presto anche per te.
    La vita è dura ma noi siamo qui soltanto in prova, dunque un grande abbraccio Romeo.

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  3. Non lo so….parlo del momento perfetto…alla fine io non sono dell’idea che esista un momento perfetto…ogni momento può presentare al suo seguito scenari diversi, ma quello che noi reputiamo perfetto è forse quello che sufficientemente accontenta la nostre aspettative in quell’istante….mmmhh troppo difficili sti ragionamenti al lunedi mattina….
    Bravo Rom, mi dispiace tanto per mamma, ma sono convinto che se attraverso il suo cuore non riesce più a comunicarti cose che magari avrebbe prima o poi voluto dirti lo può fare grazie al cuore di tuo padre….
    Mi viene in mente quando due genitori hanno un figlio e poi ne arriva un secondo, tutti si catapultano sul nuovo arrivato, regalini, coccole, attenzioni…senza rendersi conto che un neonato di tutto questo non ha bisogno….chi ne ha bisogno è il fratellino più grande che si vede spodestato dal trono e accantonato…
    L’esempio era per dire che ci concentriamo spesso su persone che oramai hanno meno bisogno di noi rispetto ad altre che tendiamo a lasciare in parte…
    Scusa non voglio farne una cosa personale o non vorrei venisse interpretato come una lezione o un giudizio, o peggio ancora come un consiglio….è solo una cosa che mi è venuta in mente leggendoti.
    Buona giornata Rom.

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    • Ho avuto una storia diversa sul concetto di figli, perchè io sono il più piccolo, per quello che dici delle attenzioni dei genitori è vero, o per lo meno, io così l’ho vissuto. Molte cose le elaboriamo quando siamo adulti e diamo loro la giusta collocazione e magari impariamo anche a ridimensionare alcune cose. Grazie per essere passato da queste parti.

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  4. PACIO ha detto:

    In quello che scrivi c’è tanta di quella vita, anche se a volte amara. Tua madre ti direbbe quello che leggi sui commenti che ti lasciano: che sei bravo e che il momento perfetto arriverà anche per te, come ci auguriamo che arrivi a tutti.

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  5. Giuseppe ha detto:

    E’ la prima volta che lascio un commento. Ti seguo da un po’, ma preferisco essere sempre in disparte, ma questa volta non ho resistito, vuoi perchè hai parlato di un tema a me caro e vuoi perchè comunque riesci a trattarlo in un modo ruvido, ma allo stesso tempo liscio. Sai dare un pugno con il peso di una carezza. E secondo me non credo di sbagliare a dirti che al di là della direzione che ha intrapreso la tua vita la scrittura è il tuo futuro. Il mio più grande in bocca al lupo è proprio su questo. Giuseppe

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  6. da madre posso dirti che lei non si aspettava niente altro per te che la felicità. E sei ancora in tempo per essere felice.
    Quantomeno ci stai lavorando.
    Certo ti ritrovi prove più dure di altri… ma le affronti in un modo ammirevole e bello.
    In qualche posto dentro di lei, sta certo che lo sa.

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  7. Le parole che usi per parlare di tua madre e il modo in cui ti prendi cura di lei sono di una tenerezza disarmante.
    Per il resto é vero nella vita, spesso, é tutta questione di tempismo e di culo, che poi alle volte culo e tempismo coincidono…arriverà, Rom, e se pure non sarà perfetto sarà per lo meno un momento da ricordare, come quello di tua madre che indica il libro, un momento forse imperfetto, ma da tenere comunque stretto stretto…ti abbraccio forte 😘😘😘

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  8. BUBU ha detto:

    Non sarà ancora arrivato il momento perfetto ma per me sei un orso perfetto! Ti si legge in un baleno e ci mescoli tante di quelle cose che lasci senza fiato. Ti dico io quello che avrebbe detto di sicuro tua madre : BRAVO ROM CONTINUA COSÌ.

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  9. “The perfect storm”. Io in positivo non l’ho mai incontrato, in negativo purtroppo sì, due volte. Capisco benissimo l’esperienza straziante che stai vivendo ora vicino a tua madre, io l’ho vissuta con mio marito che ora non c’è più. Ti abbraccio.

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  10. Di momenti perfetti ne ho mancati molti, forse tutti. Che poi, diciamoci la verità, che fosse il momento perfetto ce ne accorgiamo solo dopo, mai un bip, un clacson, una cagata di uccello sulla spalla che ci avvisi prima, prima cazzo, prima!
    Ho una mente scientifica e razionale dentro un mare di ciccia emotiva e adesso ho appena mandato affanculo tutto quello che so e prego (cretina, sei pure atea, cazzo preghi! Sì ma tu taci e lascia fare) che, nascosta in un mare di mielina, ci sia ancora una sinapsi attiva che dica “quello è mio figlio e io lo amo con orgoglio” e nessun lupo potrà spegnerla. Mai.

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  11. ANONIMO ha detto:

    É un post difficile da commentare. In fondo potrei stare zitto. Però vedi vorrei dirti che non dovresti giudicarti troppo, anche perché qui non ci sono colpevoli e solo che la vita a volte o forse spesso usa parametri incomprensibili. E l’unica cosa che conta é andare avanti.

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  12. LULÙ ha detto:

    Hai detto bene. Essere a conoscenza di alcune cose non significa per forza metabolizzare. Almeno subito. Però rileggendo alcuni tuoi vecchi post trovo che c’è dolore vero, ma anche tanta di quella vita, e ogni genitore sarebbe felice di sapere questo. E sono convinta che in qualche modo anche lei lo sa. Per il resto é ripetitivo dirti bravo, visto che te lo dicono in tanti, per lo meno di questo blog, però io te lo dico lo stesso: sei bravo a scrivere.

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  13. GIOIA ha detto:

    Ero indecisa se scrivere. Il lunedì é un appuntamento fisso ormai. Solo che finisci sempre per stupirmi perché i tuoi post passano da uno stato d’animo a un altro, tanto mi hai fatto ridere con il post del cinema la settimana scorsa e tanto mi hai fatto commuovere questo lunedì. Buona vita Rom

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      • Ho visto! E sto già cercando di capire a chi rifilare i bimbi. Mi dovrai anche dire fino a che ora ti trovo, perchè dovrò prendere un permesso al lavoro. Il libro doveva essere un regalo del Torinese, ma a questo punto voglio la copia con la dedica!

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      • Questo week cerco gli orari e poi ti dico, da che ora ci sono. La fiera chiude alle 19.30, ma vorrei scappare un po’ prima perchè poi devo andare alla stazione. Mi fermo a Torino. Mi ospitano alcuni amici-blogger. Sperando di non perdermi tra Rho e la stazione 😀 E’ la prima volta che vengo a Milano 🙂 Grazie ma se non ce la fai tranquilla eh

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  14. Tanti ricordi Ro, troppe analogie per dire qualcosa che sia lucido. Avremo occasione di parlarne. Una cosetta piccola piccola però voglio lasciarla qui oggi: le esistenze non si cancellano, non lo fa sopprattutto una madre pur all’apparenza ormai lontanissima dal mondo della cosiddetta normalità. Mi chiedo anche in questo momento, come ho sempre fatto, se esista solo il nostro, di mondo.

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  15. Ro… il bello deve ancora venire…
    E ci saranno altri momenti sbagliati magari…. ma di sicuro qualcuno giusto che ripagherà di tutti gli altri….
    Tu sei tu! Tu sei il cubo di rubik! A volte se si è disallineati, mettiamoci sottosopra… e abbracciamose ro!
    MI MANCHI

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