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CARO BLOGGER TI SCRIVO …

“La verità è che non vuoi cambiare, che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose a cui non credi neanche più(La verità, 2016 – Brunori Sas)

Peso: N.P. (in realtà sì, ma evito)

Caro blogger ti scrivo così mi distraggo un po’ da una voglia di silenzio che mi sta assalendo, dai miei jeans che mi stanno dicendo: aò è inutile che tenti di trattenere il respiro per chiudere il bottone, il problema è che tra un po’ la gamba non ti entrerà più nel pantalone! Ma in verità è per distrarmi da altro, ben più scomodo di un abbigliamento.

Lo so è lunedì, ed io come dice la mia amica Flavia: sono “quello del lunedì”, ma non è che forza si ha qualcosa da dire o si ha voglia di dire qualcosa. Però qui Ilaria delle Ricette da coinquiline (merita di essere seguita perché fa delle ricette da sballo) mi ha minacciato di danni fisici se non scrivo “qualcosa”, e non vorrei aggiungerli a quelli mentali.

Vi volevo dire, per chi fosse interessato, che il “Bear Valzer World Tour 2017” prosegue il suo viaggio. Il 19 aprile sarò con la mia casa editrice a Tempo di Libri a Milano, ci sarà un breve presentazione alle ore 17 del libro “Il valzer sull’orlo del pozzo” edito dalla GAEditori (io sarò dalle 12 alle 19.30 presso lo stand M26 – n. 25 – padiglione 4). Poi mi fermo a Torino perché il mio culo ha deciso di occupare casa di alcuni amici-blogger, che sono stati così gentili da accoglierlo.

La settimana prossima non posto, non perché è festa, ma perché dove sarò non ho la connessione e poi perché ho perso un po’ le parole, tante sono sul PC, e preferisco tenerle lì. Spero di ritrovarle presto. Uso invece quelle di Giovanni Ricciardi, l’autore della Fazi Editore, che mi ha regalato la prefazione al romanzo.

Il valzer sull’orlo del pozzo” edito dalla GAEditori.

Prefazione di Giovanni Ricciardi

Abbiamo ricevuto in eredità dall’Ottocento i grandi romanzi di formazione, nei quali il protagonista, attraverso una serie di tappe ed esperienze, giunge a una nuova consapevolezza di sé.

Lo scontro con la civiltà, la società e le sue regole sono il terreno di una battaglia in cui si esce vincitori solo immergendosi nel fondo del proprio sé per emergere nuovi e maturi.

Ma se questa maturità tarda ad arrivare, se questa ricerca di sé coincide col mito della propria infanzia, con la sensazione di magia e di felicità che il paese «mai scordato» ha impresso per sempre nel protagonista, allora il destino di Cesare, la voce narrante di questa storia, sarà una testarda volontà di rimanere bambino, o di tornare a quel pozzo del suo paese nel quale s’immergono e si nascondono i desideri più profondi di vita e di felicità, per ritrovarli sempre vivi, seppure in forme nuove segnate dal dolore.

Lo scontro con la vita che il protagonista sembra affrontare senza armi, come in una perpetua impreparazione alla battaglia, produrrà la ferita del distacco, il bisogno continuo di una ricerca d’identità e di risposte che spingeranno Cesare fino all’estremo limite dell’esperienza umana, a quel confine labile tra sanità e follia in cui resta sospeso il suo taciuto grido: per quale via è possibile ritornare bambini? O ritrovare quel segreto perduto nel grande pozzo delle infinite possibilità che la vita sembra offrire nel suo momento sorgivo? Come far sgorgare per sempre l’acqua da quel pozzo?

Come quell’acqua viva che la donna di Samaria, seduta al pozzo di Giacobbe, chiede al misterioso profeta di Nazareth di donarle: perché lei, che ha avuto «cinque mariti» e una vita con cui non ha saputo fare i conti, attinge un’acqua che appaga solo momentaneamente, e negli occhi di quell’uomo intravede la possibilità di un’altra acqua, un’acqua capace di estinguere la sete insoddisfatta dell’essere umano.

Per Cesare questi profeti sono i suoi nonni, le figure dell’infanzia: ancora una volta, egli vorrebbe definirsi come colui che torna ostinatamente alla favola e a un sogno capaci di tracciare il cammino, di condurlo a un lieto fine, che coincida con la bellezza dell’inizio.

Cesare imparerà la disillusione e il disgusto, ma non rinuncerà a questa sete. Imparerà – come direbbe Pasolini – di essere «pieno di una domanda a cui non sa rispondere». E che in questa vuota pienezza risiede la dignità del suo essere uomo, del viaggio che continuamente cambia orizzonte senza rinunciare alla speranza di un ritorno al proprio centro più vero.

combine_imagesGrazie a chi l’ha comprato. Grazie a quelle librerie romane che incuriosite dal blog hanno poi dato fiducia al libro. Nella foto a sinistra presso la LIBRERIA DEL SOLE (V.le Caduti Guerra di Liberazione, 470). Sulla destra presso la Libreria IL MATTONE (Via Giacomo Bresadola, 14). Buone feste a tutti.

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106 thoughts on “CARO BLOGGER TI SCRIVO …

  1. Te l’ho già scritto altrove, ma te lo ripeto qui: hai scritto un libro bellissimo e ti giuro che non é solo il ❤️ a parlare! Ti meriti tutto il successo di questo mondo e sono certa che il Bear Valzer World Tour 2017 farà il Sold Out ovunque!
    Ps. Ho scritto di getto una cosina piena di spoiler e citazioni, però tranquillo non l’ho svelato che l’assassino é il pozzo!😝

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  2. FRANCO ha detto:

    Bellissima la prefazione del romanzo da parte di Ricciardi. Un esordio con un autore della Fazi fa capire quanto vale il tuo romanzo. E avendolo letto posso dire che è uno di quei libri che vorresti non finisse mai.

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  3. Io copio spesso e mi ripeto all’infinito…
    Tu sei la personificazione di una frase di Calvino che adoro…
    ” Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore. ”
    … perché tu quei macigni sul cuore li avrai anche ma ci provi sempre a girarci intorno, come a ballarci un valzer.
    😉

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  4. FLOWER ha detto:

    Direi che il commento di Tati è perfetto. E io aspetto i lunedì. Sul valzer? Se si ballassero dei balli ancora così il mondo sarebbe più accogliente. In bocca al lupo per il tour. 😀😘

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  5. Sarò piccolina, ma so menare fortissimo!! Hai fatto bene a metterti paura u.u sai che ho comprato una felpa con l’orso? Ora possiamo fare i due orsi ahahah
    Queste cose sempre lontane, vabbè! Senti, se per il 25 aprile (no, mi sa prima) stai in qualche libreria di Roma, ti vengo a vedere!!
    P.s. il tuo peso é https://books.google.it/books/about/N_P.html?id=mzqG-82wn_4C&printsec=frontcover&source=kp_read_button&redir_esc=y#v=onepage&q&f=false
    Troppo simpa ❤

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    • La Yoshimoto l’ho letta nei suoi primi libri, poi mi è venuta un po’ di depressione e l’ho trovato sempre uguale a se stessa, senza aggiungere nulla di nuovo a quello che aveva già raccontato. Cazzo quanto so serio!!!! Grazie Ila! Il 25 aprile sono a Torino, alle 18 prendo il treno per tornare a Roma.

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      • Ma cavolo >.< in pratica davvero devo fare un'escursione a Milano e incontrarmi con tutti voi! Andiamo al bar dei gatti, però, vero? Non mi frega di allergie e antipatie ahahah
        P.s. ti, te lo assicuro – mi compro spesso suoi libri perché quando stanno gli sconti li pago 4 euro e io sono malata di libri – e so tutti uguali

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      • Prima o poi capiterà. Magari in Campania. Sei allergica ai gatti? E sui libri di Bananona eh sì, spesso sono tutti uguali. Io uso molto il kindle, anche se non è la stessa cosa del cartaceo

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      • Nono, io adoro i gatti, ne ho tipo 6 ahahah dico tipo perché un paio non so mai se sono miei o no. No, il kindle però si sta rivelando il mio best friend a lavoro perché lo nascondo tra i fogli dell’ufficio e sembra che sto lavorando alacramente sulle pratiche, quando invece sono totalmente concentrata su un libro XD

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    • A Torino forse a settembre, ora salgo per stare con degli amici. Sì lo puoi ordinare anche in libreria, alrrimenti on-line lo trovi su IBS, Feltrinelli, Mondadori per esempio. O sul sito della mia casa editrice GAEditori

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  6. Eh, quant’è importante l’acqua nel libro… e in tutte le sue declinazioni…
    Be’, per il momento lascio gli auguri qui, una prima tranche diciamo, ne seguiranno altre e poi godrò della tua presenza a Torino! 😉 ❤

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