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RETE, LEGAMI, TORINO E DINTORNI

“Dentro l’aria sporca il tuo sorriso controvento” (Il cielo su Torino, 1999 – Subsonica)

Peso: N.P.

PrimulaPrimula quante risate a cena. Tu che mangiavi la carne accanto a un vegetariano. Aborro!!!

PieraPiera con quelle tette magiche, originali come le tue creazioni.

CillaCecilia grazie per la borsa così poco “oviesse” e per quelle grasse risate! E poi per il prosecco e diaciamolo: fanculo alla tisana!

MargheMargherita dammi tre parole: sole, cuore e amore! Ma anche quelle che ci uozzappiamo definendoci: merdacce 😀

ChiaraIo ed Erodaria in metro e nessuno ci riconosce. Eppure lei ha pubblicato oltre 200 post ed io poco più di 50 (e ho anche pubblicato il libro “Il valzer sull’orlo del pozzo” edito dalla GAEditori che presenterò sul pianeta Flint). È proprio vero che nessuno è profeta in patria.

MelaMangia la Mela diceva mia madre, perché è unica, saporita, genuina e senza pesticidi. Confermo. ❤

AliAli di velluto. Bro, le cose più belle (e inaspettate) ce le siamo dette off the blog.

TatiTati siamo sputtanati, lo sai vero? Quei video che ci siamo fatti in macchina cantando “Maledetta Primavera”, “Cicale”, “Triangolo” e tutte le altre canzoni. Speriamo che nessuno li condivida.

E ritrovarmi a scrivere questo lunedì non da casa mia a Roma, ma proprio da Torino, dove le mie chiappe alloggiano da quasi una settimana, un po’ di qua e un po’ di là. E penso che in un anno nella mia vita è cambiato tanto, e allo stesso tempo nulla, ma forse non è che il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto, è che un bicchiere in fondo c’è, e allora forse bisognerebbe “semplicemente” riempirlo, magari se non bastano i sogni, le aspettative o le speranze, quanto meno riempirlo di “tentativi”. E così sono uscito da un letargo che mi ha imprigionato in casa per oltre quattro anni. Apro un blog per caso, finisco anche per pubblicare un libro, per cercare una strada o magari per provare solo a raddrizzare una curva e mi butto nella rete.

E la rete non è solo quella che imprigiona i pesci, dove qualcuno s’incula la loro vita; non è solo quella elettrica, dove non bastano mai i watt a illuminare, se il buio non è fuori; non è solo quella neurale, dove ad alcuni i collegamenti sono bruciati; non è solo quella radiotelevisiva, dove si confondono ego e solitudine; non è solo quella del letto, dove speri di riposare senza Tavor o Fiori di Bach, magari sognando che accanto ci sia qualcuno; non è solo quella fognaria dove scarichiamo la merda, ma non i rimpianti o gli errori che facciamo.

Eh sì, perché finisci per scoprire un’altra rete, quella dei social network, dove non ci sono solo i leoni da tastiera, gli haters, quelli che ti chiedono l’amicizia, invitandoti a mettere otto milioni di like alle pagini sociali dei loro beniamini o semplicemente ai cazzi loro. Esistono anche coloro con cui condividi una serata, un museo, chiacchiere, confidenze, risate, gossip, birre, rutti e tanta leggerezza, perché poi in fondo i problemi ce li abbiamo tutti, che ognuno di noi racconta una storia, che ognuno di noi porta un proprio dolore, solo che a volte non filtra dai pixel di uno schermo. Ed è bello perché poi si creano legami, che nascano come l’ovatta, la cui scarsa consistenza può essere smembrata anche dalle dita di un bambino, ma che il tempo può trasformare in corde, capaci di sopportare gli sforzi di trazione delle dita al culo, che questa vita ci impone.

A voi tutti GRAZIE per queste belle giornate.

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128 thoughts on “RETE, LEGAMI, TORINO E DINTORNI

  1. Che belli questi “frammenti” di amicizia! Non avevo mai pensato ai tanti significati di rete. Aggiungerei quella di sicurezza: i funamboli e i trapezisti possono osare sapendo che prima di toccare terra la rete li salverà.. un po’ come le amicizie seppur virtuali che ti danno il coraggio di osare e la spinta per rialzarti!

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  2. Basta un accento storto per trasformare i legami in un verbo che imprigiona.
    Ci vuole fiducia, ma soprattutto belle persone intorno che sappiano quando starti vicino e quando lasciarti andare, sempre col sorriso, sapendo che quando servirà potrai sempre tornare.
    Tu sei di sicuro una splendida persona, e a quanto pare, ne hai trovate molte altre 😉

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  3. Primo: fortuna che c’è la rete dei blog e quella di trenitalia che anche se in ritardo, mannaggialavacca, t’ha portato fin qua!
    Secondo: di video ne ho il cellulare pieno e tu sei completamente nelle mie mani! BBBUUUAAAAAAHHHH!
    Terzo: se non torni ti strozzo ( se mi lasci non vale… L’abbiamo saltata questa!!!!)
    A quanto siamo… Quattro?… Facciamo che si: la cosa più bella che ti porti dietro è quella voglia matta di ridere nonostante la vita ” sia un enorme dito al culo”( cit.)
    😘❤️😂

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    • 1) Veramente era Italo non Trenitalia.
      2) Pure te sei sputtanata in quei video, coniderato il genere musicale che ascolti.
      3) Devo vedere la mia agenda. Di queste cose se ne occupa il mio staff.
      4) copi sempre, putre le cit.
      5) 😘❤️😂

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  4. Troppo scarso il tempo a cena, si deve replicare. E prometto, mangerò pesce 😉
    Ciao dolcezza! Un abbraccio ❤
    Se Margherita ha il video "Cicale" io ho "Disco bambina"… anch'io lo custodisco con cura. Ma attento, ti abbiamo in pugno 😀 😀

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  5. SPARTACO ha detto:

    Direi che non solo sei uscito da un lingo letargo ma stai vivendo una lunga primavera. E fai benissimo. Ti aspetto in Sicilia per presentare il valzer. Per adesso ti dico continua così.

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  6. FRANCO ha detto:

    Vorrei sempre dire qualcosa di diverso da quello che dicono gli altri, ma arrivo spesso tardi. Ma i tuoi Lunedì sono sempre una sorpresa. A piccoli passi senza neanche rendertene conto stai facendo passi da giganti. 👍

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  7. FAGIOLINA ha detto:

    Io che sono una lettrice accanita trovo in quello che scrivi tanta di quella vita, nonostante le dita al culo (come tu sostieni). I tuoi post hanno una grande forza, quella di saper sapientemente mescolare dolore e leggerezza, senza mai cadere nella banalità.

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  8. pyeraromeo ha detto:

    Roma ti vuole, Torino ti vuole, cavoli Ro sei riuscito a fare breccia nei cuori di tutte noi sabaude…(iOS anche sabaudi maschi…), non andartene!!! Ti soppalchiamo L’Atelier 😄

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  9. LUNA ha detto:

    Il valzer sull’orlo del pozzo è un romanzo davvero bello. A tratti mi ha ricordato la letteratura latino-americana, ma con un retrogusto italiano per niente melenso e stucchevole. Davvero i miei complimenti. Ma un tour in Sardegna no? 😉

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      • Sono parecchio più a est… ma soprattutto mi sa che non ti è ben chiaro quanto alieno io sia… Fra l’altro non ti ho ancora ringraziato per l’imbarazzo di ritrovarmi là in fondo al tuo libro 😮 Libro che devo rileggere eh -sono un pessimo lettore, la prima lettura è a tavoletta, con in testa quasi solo la domanda “ma dopo cosa succede?”- per dedicare la giusta attenzione a tutto ciò che c’è dentro e attorno alla strada. Comunque non serve certo che te lo dica io (che poi chi mai sarei, io) che ci sai fare, hai qualcosa da dire e lo sai dire molto bene – la voce del romanzo mi sembra quella di un RoMeo più frenato, “civilizzato” se mi passi il termine 🙂 voglio dire con uno spettro un po’ più limitato verso il “basso”, che si adatta perfettamente al romanzo.

        Sempre ogni bene Ro

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