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UNA SECONDA POSSIBILITÀ

“È arrivato il tempo di lasciare spazio” (Come foglie, 2009 – Malika Ayane)

Peso: N.P.  

E ci sono quelle giornate in cui mi sento un po’ una merda, soprattutto quando faccio i conti con il passato, con le scelte che ho fatto e con le persone che ho incontrato per strada o in generale nella vita. Ad esempio, con i “dialogatori culturali”, che mi sembra si chiamino così, che s’incontrano ogni giorno in strada, nelle piazze, nei centri commerciali, nella metro, in cerca di una firma, soprattutto un sostegno economico o per condividere la realtà che stanno cercando disperatamente di cambiare. E in quei casi, non posso mai abbassare la guardia, perché anche se rispondo con gentilezza, ecco che mi cucinano per bene, e non ho pazienza, non ho tempo, non ho energia, non ho soldi o egoisticamente non ho voglia di relazionarmi con i problemi del mondo, perché mi sento già soffocato dai miei. In questi casi dalla mia fottuta bocca faccio uscire di tutto.

GREENPEACE: Ha saputo che c’è il rischio dell’estinzione di una specie animale? Rom: Aò io firmo solo per i maiali, perché a porchetta nun me la deve toccà nessuno. Chiaro! Tutti l’artri animali possono annà affanculo!

AMNESTY INTERNATIONAL: Lei lo sa quanti condannati a morte sono detenuti da anni nel carcere in attesa di questa atroce sentenza? Rom: Lei lo sa quanta gente vorrei ammazzare io solo perché mi rivolge la parola senza autorizzazione?

TESTIMONI DI GEOVA: Che cosa pensa della Bibbia? Rom: Io credo che dopo “Il signore degli anelli” di Tolkien sia il miglior fantasy in assoluto.

LIPU: Lei sa che molte razze di uccelli stanno scomparendo? Rom: Lo so, sono single da una vita.

Sì! In certi momenti, ma anche in altri, mi sento un po’ una merda. E forse lo sono.

Nei giorni scorsi ero dai miei. È stata l’occasione per vedere alcuni amici, tra cui Barbara, amica dei tempi della scuola superiore, con la quale ci siamo regalati una mattina tutta per noi, come i vecchi tempi, io staccando dal fare il badante a mia madre e lei dal marito e dal figlio. E mentre eravamo in un bar, per berci uno spritz, il nostro sguardo è caduto su di un uomo. Era in compagnia, di due bambine e una donna, probabilmente la moglie e le figlie. Ha frequentato con noi il primo anno delle superiori, poi fu bocciato, ma io lo ricordo soprattutto perché insieme al “galletto” era uno dei bulli che ha reso la mia adolescenza un tantino un dito al culo, con sabbia e senza vasellina, che ho descritto nel post ROMEO. Che ha annerito, insieme agli altri, non solo i miei pensieri, ma anche la mia autostima. A un certo punto anche lui ha cominciato a fissarci.

Rom: “Sì, sì, è lui. Oh Dio.”

Barbara: “È sulla sedia a rotelle. Ma cosa gli sarà successo?”

Rom: “Boh forse un incidente, una malattia.”

Barbara: “Ci sta guardando. Secondo te ci ha riconosciuto?”

Rom: “Non lo so, però visto che non abbiamo ancora ordinato, ti va se usciamo?”

E mentre per strada cercavamo un altro posto per prenderci un aperitivo, io sono ripiombato nel mio passato. Ho sempre pensato che alcune cose fossero sepolte, ma evidentemente non è così, basta uno scossone ed ecco che dalla terra spunta qualcosa. Mentre cercavamo un altro bar, Barbara è andata su facebook (per la serie facciamoci i cazzi degli altri) per cercare il bulletto, ma non l’ha trovato. Lui ci stava guardando, ci aveva riconosciuti? Si ricordava di quello che mi aveva fatto? Perché io non l’ho dimenticato. E poco prima di entrare in un bar ci ha fermato un ragazzo, che con una penna in mano ci ha chiesto: volete mettere una firma contro la droga? Ora io in un momento in cui credo che pure Freud, se avesse avuto a che fare con i miei pensieri, si sarebbe impasticcato di moment e prozac, e sarebbe pure andato da un analista, e davanti a me un tizio che mi chiede una firma contro la droga. Che cosa potevo dire?

Rom: “Non firmo perché sono a favore. Piuttosto fate una petizione per far in modo che il prezzo della droga possa scendere. Si deve adeguare al costo della vita. Gli stipendi sono fermi, mentre il prezzo della droga sale, ma le sembra giusto?”

Io e Barbara siamo entrati nel bar, mentre il ragazzo è rimasto a bocca aperta, come se avesse appena visto una puzzola a cui stavano facendo un clistere. Mi sono sentito una merda, perché ho risposto in quel modo a quel poveraccio, di cui peraltro non invidio il lavoro o volontariato che fa, e pensavo al bulletto. Era cambiato? Voleva davvero salutarci? Chiederci come stavamo? Magari meravigliato del fatto che io e Barbara, compagni di banco alle superiori e ancora insieme dopo tutti questi anni. Nella vita ci si pente delle cattiverie che si fanno? Avrei dovuto dargli una seconda possibilità?

Pensi che alcune cose non torneranno più e poi si riaffacciano nei momenti inaspettati, perchè sono sempre lì, come quel grasso che si posa sui fianchi, e poi puoi fare step, zumba e aerobica, e salti mortali che manco Jane Fonda riuscirà a sciogliere, perché fa parte non solo della tua alimentazione, ma anche della costituzione. Dovrei fare spazio, buttare dall’armadio abiti che non metterò più, magliette con il collo oramai sbiadito dal sudore estivo, rimpianti per scelte che non ho fatto e che non so se avrebbero davvero cambiato la mia vita. Dovrei smetterla di riempirmi di calorie per riempire un vuoto che non è nello stomaco, dovrei lasciare andare via amori che nella vita mi hanno dato solo infelicità. Dovrei credere che in fondo un sms che invio a un numero verde andrà davvero a beneficio del destinatario e non nel viaggio in un hotel a 5 stelle di qualcun altro. Dovrei credere alla speranza con l’entusiasmo del venerdì e non con quel rodimento di culo del lunedì. Dovrei concedermi una seconda possibilità e fare pace con me stesso.

Eppure mentre continuavamo a ipotizzare su cosa fosse successo al nostro ex-compagno di classe, io mi rendevo conto che non ero felice di vederlo sulla sedia a rotelle, ma non ero nemmeno dispiaciuto. Non avevo nessun tipo di empatia. Davanti ai miei occhi vedevo sempre quel bullo, quel ragazzetto stronzo. Non so cosa sia successo dopo nella sua vita. Io nel corso degli anni sono cambiato, in alcune cose in meglio, altre in peggio. E davanti a quello spritz, pensavo a quelle contraddizioni che mi appartengono, perché in fondo io vorrei una seconda possibilità dalla vita, da qualcuno, per qualcosa di sbagliato che ho fatto, eppure mentre con la cannuccia tormentavo la fettina di arancia nel bicchiere, mi chiedevo quanto invece fossi disposto a concederla.

2vHxeouIo e Barbara ❤

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123 thoughts on “UNA SECONDA POSSIBILITÀ

  1. ANNA ha detto:

    Ci abbandoni per una settimana e torni così? 😢 credo che il senso di colpa o quei pensieri che non sempre ci rendono al “massimo della forma” fanno parte di noi. Il bello tuo é che ne parli senza voler sembrare il fico della situazione, ma quello che sei, forse quello che siamo in tanti: dei fragili esseri umani.

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  2. “chi mangia fa molliche”, diceva mia nonna.
    E poi, scusa Ro’, ma siamo proprio sicuri di aver fatto scelte sbagliate? Abbiamo scelto secondo ciò che credevamo giusto in quel “momento”, che sia stato errato ce ne accorgiamo sempre dopo: quando il momento cambia.
    Le contraddizioni sono una caratteristica dell’essere umano.
    Abbasso i sensi di colpa ^_^ !

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  3. No, non darti una seconda possibilità… dattene una nuova, sfavillante e tutta da scoprire, che quelle vecchie sono andate e anche se ti lasciano l’amaro in bacca alla fine hanno fatto di te l’Orso che sei ❤

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  4. STAR ha detto:

    Dovrei scrivere forse della parte più riflessiva che hai scritto, ma rido come una matta se penso alla battuta che hai fatto sugli uccelli. Più che altro immagino la faccia della persona che ha avuto quella risposta 😀

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  5. MISS C ha detto:

    Una possibilità è il Canada per esempio, che non è una seconda, ma una nuova di zecca che aspetta te! Un’altra è il libro che hai scritto (e che ho comprato 4 copie!!!). Un’altra possibilità si chiama domani ( e questo ma l’hai detto tu pochi giorni fa al telefono). ❤ ❤ ❤ Tiè tanti cuori cretino

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  6. GIUSEPPE ha detto:

    Io penso che il tuo ex-compagno di scuola deve fare i conti con la propria coscienza, tu lo fai, sia pur con un certo tormento e fortunatamente con ironia e bastardaggine 😀 😀 😉

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  7. cybilll ha detto:

    Nel bellissimo “C’eravamo tanto amati” ad un certo punto Manfredi dice.”Ce semo stancati d’esse boni e cari!”. Condivido ma poi bisogna voltare pagina, non farlo fa male solo a noi. Ro, tu sei a pagina 1000, ne hai già voltate parecchie e non tornare indietro a rileggere la prefazione, vai avanti che vai fortissimo!
    In bocca al lupo per il tuo tour.

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  8. Fai pace con te stesso una buona volta e non essere così severo. Credo sia una sensazione che prima o poi proviamo tutti.
    Ci raccontano la storia di quanto è bello perdonare, del porgere l’altra guancia, ma siamo umani e pure tanto fragili (e incazzati, perchè no).
    La felicità a volte è talmente effimera che ci si accorge di lei solo quando è già fuggita via, ma la sofferenza resta a lungo e punge anche a distanza di tempo, quindi non è così facile dare un colpo di spugna. Certe seconde possibilità si devono guadagnare e meritare.

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  9. BROTHER ha detto:

    Io sono uno che le seconde possibilità non le dà mai, perchè spesso vedo il bianco e il nero, ma poi mi hai fatto riflettere cazzo! Non mi dire che adesso devo vedere le cose con più sfumature?

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  10. NIKKI ha detto:

    Mi piace leggere molto i commenti delle presone che ti scrivono e questo dovrebbe far pensare a te, quello che penso io, che forse hai fatto anche tante scelte giuste nella vita, perchè sei circondato da tante belle persone.

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  11. Il mio sedere è grande tanto quanto il mio cuore.
    Per tutte le seconde (terze e quarte…) possibilità che ho concesso e che, successivamente si sono trasformate in incul…..inculcate, in idee inculcate nella mia mente.
    What goes around, comes around.
    Sarebbe bello se ci fosse un pò di equilibrio tra il dare e il ricevere, perchè il piatto dei “+” della mia bilancia, sta gridando aiuto per via delle vertigini che gli provoca l’altezza…

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  12. Ma scusa, è evidente che la pagliuzza nel tuo occhio è più grande del trave che c’è nel mio! Guarda che su queste cose non mi sbaglio 🙂 Forse si fa fatica ad accettare che le persone possano cambiare, “è solo apparenza, in fondo è sempre lo stesso di prima” – e magari è vero, solo che mica lo sapevamo davvero, com’era prima…
    Comunque il fatto di esserti fermato a pensarci su dice cose buone su di te – uh che sorpresa 😉
    (quella puzzola… ahahahah 🙂 )
    Sempre ogni bene Ro

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  13. Forse un’altra possibilità avresti potuto darla. Sì. E’ vero che “il lupo perde il pelo ma non il vizio”, in generale è così. Però qui, per quanta cattiveria ci possa esser stata, hai scritto che eravate “ragazzetti”. Diamo una chance morale a questo “ormai uomo” di aver preso coscienza dei suoi errori. Alla fine il carattere di ciascuno, quello completo, si forma oltre i 20 anni.
    Poi… io sono troppo “fessa”, ma questo è un altro discorso, trovi anche tu?😉
    Bella l’immagine della puzzola. Ciaooooo!

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    • Non lo so. Sul carattere che si forma oltre i vent’anni non ne sarei così sicuro, dipende anche dalle esperienze che si fanno. Ma forse la verità è che ogni cosa ha miliardi di sfumature. Grazie

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  14. ADELE ha detto:

    Questa volto ho deciso che un commento lo volevo lasciare. Mi hai fatto ridere, ma anche tanto riflettere. E forse queste contraddizioni di cui parli sono un po’ quelle ombre oscure che fanno parte di noi, ma che non dovrebbero mai coprire la luce. Bravo.

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  15. ENZO ha detto:

    Io ho avuto un passato simile al tuo, per lo meno da quello che hai scritto deduco così, e ti capisco quando parli di quei dolori che ti porti dentro, ma come dici tu se non lasciamo andare le cose, non ci sarà possibilità di fare entrare nuove cose. I ancora non ho imparato, ma è bello avere letto queste cose che in fondo penso pure io.

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  16. Potrei aggiungermi al coro sacrosanto dei “non guardare indietro, non serve a nulla”. Alcuni momenti emergono spesso quando meno te lo aspetti, come è successo a te. E non possiamo cacciarli via, li abbiamo vissuti, fanno parte di noi. Forse quel che è da fare è vedere cosa ci hanno lasciato, per lo meno hanno fatto capire quel che non vogliamo. Bicchiere mezzo pieno, va.
    Le prospettive che hai davanti a te sono splendide, tu sei una garanzia come persona, oltre che come scrittore, l’ho già detto da me e lo ripeto qui perché lo penso davvero. Sei tu ora che devi crederci con tutto te stesso.
    Un abbraccio grande grande ❤

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  17. Sono tornata ai vecchi tempi quando mi speravo 2-3 lunedìrom di fila per recuperare…solo che ad Agosto ero libera e felice (quasi!) ora sono incasinata nera…però leggerti é sempre bello e queste tue parole me le dovrei stampare come promemoria…
    “Dovrei fare spazio, buttare dall’armadio abiti che non metterò più, magliette con il collo oramai sbiadito dal sudore estivo, rimpianti per scelte che non ho fatto e che non so se avrebbero davvero cambiato la mia vita. Dovrei smetterla di riempirmi di calorie per riempire un vuoto che non è nello stomaco, dovrei lasciare andare via amori che nella vita mi hanno dato solo infelicità. Dovrei credere che in fondo un sms che invio a un numero verde andrà davvero a beneficio del destinatario e non nel viaggio in un hotel a 5 stelle di qualcun altro. Dovrei credere alla speranza con l’entusiasmo del venerdì e non con quel rodimento di culo del lunedì. Dovrei concedermi una seconda possibilità e fare pace con me stesso.”
    Grazie Rom ❤

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  18. ci sono le seconde possibilità se ci si crede rom… anche le terze e le quarte se non si molla……
    e tu sei quello ironico che fa le battute tipo quella dell’uccello… e quello che si commuove per il suo gattino.,…
    tu sei tu… vai rom!

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